Il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele entra in una fase ancora più violenta, con attacchi incrociati, vittime militari e civili, spazio aereo chiuso in gran parte della regione e il prezzo del petrolio in forte rialzo.

Teheran: “Colpiti obiettivi americani e israeliani”
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato di aver lanciato due ondate di attacchi con missili e droni contro obiettivi definiti “americani e sionisti”.

Secondo il comunicato diffuso oggi a Teheran, sarebbero state colpite tre petroliere riconducibili a Stati Uniti e Regno Unito nel Golfo e nello Stretto di Hormuz.

L'Iran sostiene inoltre di aver preso di mira la base navale americana nel porto di Salman, in Bahrain, e diverse installazioni statunitensi nella regione, causando – secondo la versione iraniana – 560 tra morti e feriti tra i militari americani. Teheran afferma anche che la base di Ali al-Salem, in Kuwait, sarebbe “completamente fuori uso” dopo gli ultimi raid.

Numeri e danni rivendicati dall'Iran non trovano al momento conferma indipendente.


Washington: tre soldati uccisi, operazioni in corso
Una parziale ammissione del precedente resoconto arriva dal Comando Centrale degli Stati Uniti, lo United States Central Command (CENTCOM), che ha confermato la morte di tre soldati statunitensi durante l'operazione militare contro l'Iran. Cinque militari risultano gravemente feriti, mentre altri hanno riportato ferite lievi da schegge.

Il CENTCOM non ha specificato il luogo esatto degli scontri in cui sono avvenute le perdite, ma ha ribadito che le principali operazioni di combattimento proseguono “a pieno regime” su più fronti e che le forze americane stanno continuando le azioni di risposta sul terreno.

Israele sotto attacco: decine di feriti a Beit Shemesh
In Israele, la giornata è stata segnata da uno degli attacchi più gravi dall'inizio dell'operazione contro l'Iran. Secondo il quotidiano Yedioth Ahronoth, oltre 50 sono rimaste ferite in un bombardamento che ha colpito un edificio a Beit Shemesh, nei pressi di Gerusalemme.

Alcune delle vittime si trovavano in un rifugio il cui soffitto è crollato, altre in abitazioni vicine. Almeno otto case sarebbero state completamente distrutte. Due feriti sono in condizioni critiche, quattro in condizioni moderate e gli altri presentano lesioni lievi. La polizia israeliana ha segnalato 11 dispersi e ha avviato operazioni di ricerca e soccorso, con il coinvolgimento delle unità del Comando del Fronte Interno.

In precedenza, le autorità israeliane avevano annunciato la morte di 9 persone e il ferimento di altre 23 in un attacco diretto contro un edificio nella stessa città.


Spazio aereo chiuso, voli cancellati

La guerra sta paralizzando il traffico aereo in gran parte del Medio Oriente. Gli spazi aerei di Iran, Israele, Iraq, Qatar, Bahrain, Kuwait, Siria ed Emirati Arabi Uniti risultano chiusi o fortemente limitati. In Arabia Saudita è in vigore una chiusura parziale, mentre Giordania e Libano restano formalmente aperti ma con attività ridotta. Numerose compagnie aeree internazionali hanno cancellato o deviato i voli per evitare le aree considerate a rischio.


Petrolio in rialzo: timori sullo Stretto di Hormuz
I mercati reagiscono con nervosismo. Il Brent è salito del 10% nelle contrattazioni over the counter, raggiungendo circa 80 dollari al barile. Gli analisti avvertono che i prezzi potrebbero toccare i 100 dollari se il conflitto dovesse intensificarsi ulteriormente.

Gran parte delle spedizioni di greggio, carburanti e gas naturale liquefatto attraverso lo Stretto di Hormuz sono state sospese da armatori e grandi compagnie energetiche dopo gli avvertimenti lanciati da Teheran. Oltre il 20% del petrolio mondiale transita proprio da questo snodo strategico: un blocco prolungato avrebbe conseguenze globali immediate su energia, inflazione e crescita. In proposito da segnalare la preoccupazione di Pechino che dal petrolio proveniente da Hormuz dipende una parte significativa della produzione energetica del Paese.


Trump: “La nuova leadership iraniana vuole parlare”
Sul fronte politico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato in un'intervista a The Atlantic che la nuova leadership iraniana avrebbe espresso disponibilità al dialogo. “Parlerò con loro”, ha affermato, pur senza indicare una data per eventuali colloqui.

Trump ha anche sostenuto che alcuni esponenti iraniani coinvolti nei negoziati delle ultime settimane sarebbero morti e ha dichiarato che “gli iraniani festeggiano nelle strade”. In un'intervista a Fox News ha aggiunto che gli Stati Uniti conoscono il numero degli obiettivi rimanenti e che gli sviluppi in Iran “procedono rapidamente”, parlando di decine di leader rimossi in un solo giorno.

Dichiarazioni che riflettono un clima di forte tensione e propaganda incrociata, mentre sul terreno si continua a combattere.

La situazione resta estremamente fluida. Le versioni delle parti in conflitto divergono profondamente su numeri e risultati militari. Intanto, il prezzo più alto lo stanno pagando i civili e la stabilità dell'intera regione.




Crediti immagine: Migliaia di sostenitori del governo iraniano in lutto per Khamenei cantano "Morte all'America"