L'ineffabile Giorgia ha annunciato che farà entrare quasi 500.000 stranieri regolari spalmati nel triennio 2026-2028. Nel mezzo milione saranno comprese anche le regolarizzazioni di chi è già qui. Tutto questo “con l’obiettivo di assicurare un equilibrio tra fabbisogni occupazionali, sostenibilità sociale e contrasto all’irregolarità”.
A quanto pare non si trovano italiani che vogliono lavorare nei seguenti settori: autotrasporto merci per conto terzi e trasporto passeggeri con autobus, settore turistico-alberghiero; meccanica; telecomunicazioni; settore alimentare; cantieristica navale; pesca; settore degli acconciatori, degli elettricisti e degli idraulici; assistenza familiare e socio-sanitaria, settore stagionale turistico alberghiero. Verranno accolti anche 500 lavoratori autonomi, cioè imprenditori e professionisti.
Ma c'era davvero bisogno di far arrivare altri extracomunitari oltre a quelli che già ci sono?
Mancano gli operatori sanitari e pure gli infermieri: ai ns viene richiesta una preparazione teorica quasi universitaria ma, per chi arriva da paesi lontani vale la stessa cosa?
E mi pare strano che manchino parrucchieri, meccanici, addetti alle telecomunicazioni, peraltro, forse, era meglio cercare di incoraggiare e facilitare il lavoro degli italiani, invece di andare a pescare all'estero. A cominciare dagli imprenditori piccoli e grandi. Il lavoro da professionista, poi, offre già poche possibilità, assurdo incoraggiare la “concorrenza” straniera.
Comunque sia, se davvero mancano così tanti lavoratori da doverli importare, non sarebbe una cattiva idea far arrivare figure professionali delle quali siamo realmente carenti e fare agli stranieri un contratto a tempo determinato, con eque paghe sindacali. Terminato il contratto ripartiranno e ne verranno altri, magari sempre da paesi diversi. Niente permessi di soggiorno rinnovabili, cittadinanze semplificate, ricongiungimenti familiari.
Del resto, continuiamo ad essere anche un paese di emigranti: “Al 1° gennaio 2025 risultano iscritti all’Anagrafe per gli italiani all’estero (Aire), 6,4 milioni di persone, pari quasi a 1 italiano su 9: l’“Italia fuori dell’Italia” è ormai la ventunesima regione”.
Mi chiedo che logica ci sia, per un paese di emigranti, far arrivare quantità industriali di immigrati. Non mi pare che ai ns governi, i precedenti come quello attuale, importi poi molto dell'Italia e degli italiani.

