Da "Siamo ingiocabili" a "Mai stati in B", il tifoso interista medio ha sempre avuto un arsenale infinito di massime pronte all'uso. Peccato che, dopo la storica debacle dell'Inter nella finale di Champions League, persa 5-0 contro il Paris Saint-Germain, il repertorio sia diventato più grottesco che epico.

Si parte con il grande classico: "Non sono loro ad averla vinta, siamo noi che l’abbiamo regalata". Giusto, così come si "regala" una cassaforte aperta ai ladri. Poi c’è "Entriamo nella storia", anche se dalla parte sbagliata del libro. Non può mancare l’intramontabile "Siamo ingiocabili", ma nel senso che era impossibile vederli giocare. E infine, la frase che vale per ogni disfatta: "A testa alta". Certo, per non vedere il tabellone con il risultato.

Ma il bello viene dopo: perché i rivali, milanisti in testa, non hanno perso l’occasione di sottolineare come questa disfatta sia solo la ciliegina su una torta già mal lievitata. Anzi, un dolce marcio servito su un piatto di prescrizione. "Noi siamo diventati come loro, ma loro non saranno mai come noi", dicono i tifosi rossoneri. Anche perché, almeno in finale, 'loro' qualche gol lo facevano.

Insomma, il tifoso interista non perde la sua incrollabile sicurezza, proprio come Simone Inzaghi, abituato a uscire perennemente dalla sua area tecnica, solo che in Europa, perlomeno, qualche arbitro gli sventola il cartellino giallo sotto al naso. E chissà se, a gara ampiamento decisa, proprio come nel derby di Coppa Italia, anche in questo caso il 'mister' nerazzurro sia rimasto vittima della sua solita reazione isterica e abbia preteso dall'arbitro l'immediata interruzione del match, senza recupero.