Nel report recentemente uscito dell Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, a firma del direttore responsabile del lavoro e degli affari sociali, Davide Scarpetta,  si afferma che, all’inizio del 2025, i salari reali in Italia erano ancora inferiori del 7,5% rispetto all'inizio del 2021. A tal proposito, va detto, innanzitutto, che si tratta di un dato che risente sostanzialmente di due fattori: l’elevata inflazione del biennio 2022-2023 e la ridotta dinamica salariale (retribuzioni contrattuali) che da anni affligge l’Italia e che, dal 2023, ha fatto registrare notevoli miglioramenti.

Come riportato dall’ISTAT nella Rapporto annuale 2024, nel triennio 2021-2023, i prezzi al consumo sono complessivamente aumentati del 17,3% (oltre il 15% considerando il solo biennio 2022-2023). Nello stesso periodo, le retribuzioni contrattuali, quindi i salari nominali, sono cresciuti rispettivamente dello 0,6%, dell’1,1% e del 2,9%, per un aumento complessivo nel triennio del 4,7%. È proprio in questo triennio che si è accumulato il gap evidenziato dall’OCSE, sul quale ha inciso particolarmente il 2022, anno nel quale si è registrata una differenza di 7,6 punti percentuali tra andamento dell’inflazione e andamento dei salari nominali. 

Da ottobre 2023, i salari nominali hanno ripreso, dopo tre anni, a crescere più dell’inflazione, iniziando quindi a recuperare, seppur lentamente, il potere d’acquisto perso negli anni precedenti. La stessa OCSE, relativamente al 2024, parla di “un incremento relativamente consistente”. Nel 2024, infatti, i salari nominali sono cresciuti del 3,1%, con un’inflazione ferma all’1,1%. Dinamica che sta proseguendo nel 2025, con il I trimestre che ha fatto registrare un +3,9% delle retribuzioni nominali. Su base annua, l'aumento dei salari reali in Italia è stato del 2,2% nel primo trimestre del 2025, quasi in linea con la media Ocse (2,5%). È bene ricordare che, l’Organizzazione Internazionale del lavoro (OIL), l’Agenzia specializzata delle Nazioni Unite sui temi del lavoro e della politica sociale, Rapporto mondiale sui salari 2024-25, ha affermato che, nel 2024, la ripresa salariale in Italia ha superato di 1,4 punti percentuali il tasso di crescita registrato nelle Nazioni del G20

"Si prevede che i salari nominali (retribuzione per dipendente) in Italia aumenteranno del 2,7% nel 2024 e del 2,5% nel 2025. Sebbene questi aumenti siano significativamente inferiori a quelli della maggior parte degli altri Paesi OCSE, consentiranno comunque un recupero di parte del potere d'acquisto perduto, dato che l'inflazione è prevista all'1,1% nel 2024 e al 2% nel 2025". Nello stesso report si evidenzia poi i numeri record relativi all'occupazione in Italia. "Nonostante il rallentamento della crescita economica dalla fine del 2022, il mercato del lavoro italiano ha raggiunto livelli record di occupazione e livelli minimi di disoccupazione e inattività. Il tasso di disoccupazione in Italia è sceso al 6,8% a maggio 2024, 1 punto percentuale in meno rispetto a maggio 2023 e 3 punti percentuali in meno rispetto a prima della crisi COVID-19, ma ancora al di sopra della media OCSE del 4,9%. Anche l'occupazione totale è aumentata nell'ultimo anno, con un incremento su base annua del 2% ad maggio 2024. Tuttavia, il tasso di occupazione italiano rimane ben al di sotto della media OCSE (62,1% contro 70,2% nel 1° trimestre 2024). Si prevede che il mercato del lavoro continuerà a crescere nei prossimi due anni: nonostante la riduzione della popolazione in età da lavoro, l'occupazione totale dovrebbe crescere dell'1,2% nel 2024 e dell'1% nel 2025" scrivono gli esperti dell'OECD.