Politica

Per il governo Meloni il genocidio in corso a Gaza è uno strumento di dialogo _ 1


Camera dei Deputati, Seduta n. 529 di venerdì 12 settembre 2025


Interrogazione a risposta immediata

Chiarimenti in merito al numero di cittadini italiani che combattono in Israele, al soggiorno di militari israeliani in località turistiche sul territorio italiano e iniziative volte all'interruzione delle attività economiche e militari con il Governo israeliano - n. 2-00673)

 
Intervento dell’on. Angelo BONELLI (AVS)Signor rappresentante del Governo, come lei sa e come tutto il Paese e la comunità internazionale sa, a Gaza è in corso una pulizia etnica, per noi un genocidio: oltre 20.000 bambini sono stati uccisi dalle bombe israeliane, ospedali rasi al suolo, campi profughi bombardati senza alcuna pietà, scuole, tutto è stato distrutto. La fame è stata usata come strumento di annientamento di un popolo. Ieri l’UNICEF ha dichiarato che è in corso una carestia che riguarda troppi bambini e troppi esseri umani. In Cisgiordania, purtroppo, nella West Bank, gli insediamenti illegali, attraverso procedure illegali di annessione dei territori palestinesi votati dalla Knesset, dal Parlamento israeliano, violano costantemente, drammaticamente e dolorosamente il diritto internazionale. Su questo chiedo al Governo, come gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, di sapere, ovviamente come è noto a questo Governo, le ragioni che non portano il Governo a revocare l’accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele. Ricordiamo che secondo il Sipri e secondo il Coeweb, istituti di ricerca, nel 2024 l’Italia ha esportato in Israele armi e munizioni per circa 5,8 milioni di euro. Esportazioni che mostrano, quindi, una cooperazione molto strutturata da questo punto di vista. Poi, tra l’altro, ci sono, anch’esse molto strutturate, le cooperazioni per le tecnologie per la navigazione aerea e spaziale, che comprende aerei, droni, radar per circa 34 milioni di euro. Di fronte, però, a questa pulizia etnica, a questo genocidio, questa pagina orribile che si sta scrivendo nella storia, abbiamo assistito e abbiamo visto in questi giorni che militari israeliani sono stati ospitati nei resort italiani per decompressione psicologica, visto che stavano nell’area di guerra; una guerra in via unilaterale, perché normalmente le guerre si fanno tra due eserciti, lì invece c’è un esercito che bombarda una popolazione civile. Ecco, questi militari si trovano nei resort italiani, tra l’altro protetti dalle Forze dell’ordine italiane, e in questi giorni abbiamo anche visto che aerei militari israeliani sono atterrati nelle basi militari, ad esempio a Sigonella. Il Ministro Crosetto ha detto che era un atterraggio logistico per un rifornimento carburante, ma non sono stati i soli. Allora, significa che noi diamo un’assistenza logistica a un esercito che in questo momento è impegnato a distruggere una popolazione e strutture civili. Le chiedo, quindi, signor rappresentante del Governo, in maniera puntuale, sperando che da parte del Governo ci sia una risposta puntuale e non evasiva, come purtroppo è accaduto in tante altre circostanze:

  • quanti sono i cittadini con passaporto italiano che combattono in Israele?
  • E, di questi, quanti sono feriti e deceduti?
  • Quali sono le reali motivazioni che, tra l’altro, hanno portato militari israeliani ad essere ospitati nel nostro Paese, a differenza di altri Paesi, come la Spagna, che hanno rifiutato questa ospitalità?

Le richiedo anche:

  • quanti sono gli aerei militari israeliani che sono atterrati e decollati dalle basi militari italiane dal 7 ottobre 2023 e quale tipo di assistenza hanno ricevuto?
  • E se non ritengano, anche alla luce della legge n. 962 del 1967, che punisce i cittadini italiani che si rendono responsabili di atti anche genocidari in altri Paesi esteri, di assumere iniziative volte a chiarire questi aspetti per cittadini italiani, e se può spiegare in maniera puntuale le ragioni per cui il Governo italiano non intende revocare l’accordo di cooperazione militare con Israele.

Queste sono risposte che i cittadini italiani si aspettano e che un Governo che mette al centro l’interesse generale e il diritto internazionale deve al nostro Paese, perché la storia di questo Paese non si può macchiare, rendendosi complice di una pulizia etnica inaccettabile, perché già dire inaccettabile è francamente un qualcosa che mi fa strano, perché di fronte a questo noi dobbiamo essere determinati nel colpire e nell’essere rigorosi rispetto a chi uccide donne e bambini. Sono, quindi, in attesa di una sua risposta. 

 
In risposta, l'intervento del Sottosegretario di Stato agli Affari esteri e cooperazione internazionale, Giorgio SILLI

Grazie onorevole per le richieste, sono molte e avrò bisogno di un po’ di tempo. Dunque, come ha ribadito il Ministro Tajani ieri in Parlamento, quello che accade nella Striscia di Gaza è sempre più inaccettabile. Peraltro, abbiamo assistito a una gazzarra ieri in Parlamento in totale spregio delle istituzioni e di un Ministro dello Stato. Mi taccio perché veramente è stato uno spettacolo indegno per tutti i cittadini, di qualsiasi estrazione o idea politica essi fossero. Hamas ha enormi responsabilità per avere scatenato questa terribile spirale di violenza con un insensato atto terroristico. Non abbiamo esitato un solo minuto a ribadire il diritto di Israele a esistere e a tutelare la propria sicurezza di fronte a un terrorismo che continua a colpire indiscriminatamente la popolazione civile, come è accaduto lunedì scorso a Gerusalemme. Da tempo diciamo che le scelte del Governo Netanyahu sono andate ben oltre una reazione proporzionata, violando i principi fondamentali del diritto internazionale umanitario. Troppe vittime, troppi bambini sono morti e continuano a morire a Gaza City e nelle altre parti della Striscia dove Hamas continua a farsi scudo della inerme popolazione civile. Non possiamo e non vogliamo rassegnarci a una ulteriore escalation militare, che aggraverebbe una crisi umanitaria già catastrofica, ma le legittime critiche nei confronti di queste azioni non devono mai alimentare un nuovo antisemitismo in Italia e in Europa, como quello che portò alla Shoah. Lo ha nuovamente ricordato ieri in quest’Aula il Ministro Tajani. Sul piano interno, è poi dovere di uno Stato democratico assicurare protezione a chiunque rischi di essere vittima di violenza sul nostro territorio e predisporre servizi di prevenzione e vigilanza a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Come ribadito dal Ministro dell’Interno Piantedosi, mercoledì scorso in Parlamento, questo impegno vale naturalmente anche nei confronti delle comunità ebraiche residenti e di gruppi occasionalmente presenti sul territorio nazionale che possono essere considerati esposti ad atti di intolleranza. Il Governo italiano continua a lavorare senza sosta per il cessate il fuoco nella Striscia, per la liberazione immediata degli ostaggi e il pieno accesso degli aiuti umanitari. Senza sventolare bandiere di comodo, lavoriamo concretamente per la nascita di un vero Stato palestinese, creando in questo modo le premesse per la soluzione a due Stati. Aggiungo che fughe in avanti di riconoscimenti unilaterali, in un sistema come quello dell’anno 2025, rischia di fare l’effetto contrario: noi lavoriamo concretamente per la nascita di un vero Stato palestinese. In queste settimane, il Ministro Tajani è stato in contatto diretto con tutti gli attori principali: ha incontrato a Roma i Ministri degli esteri palestinese, saudita, turco e ha sentito i suoi omologhi di Israele ed Egitto. Per far prevalere le ragioni della diplomazia, è infatti necessario mantenere aperto ogni canale di interlocuzione: il dialogo resta la via maestra. Abbiamo al contempo condannato con forza, insieme ai nostri partner europei e arabi, la decisione israeliana di procedere nella politica degli insediamenti a Gerusalemme Est e in Cisgiordania. Alla recente riunione dei Ministri degli esteri dell’Unione europea a Copenaghen, con la Germania abbiamo proposto di infliggere nuove severe sanzioni ai coloni violenti. Siamo disponibili a inasprire le misure restrittive contro chi assalta i villaggi palestinesi, arrivando a colpire le comunità cristiane, da sempre elemento di dialogo e di pace nella regione. Siamo anche pronti a valutare, non appena verranno presentate in Consiglio, le ulteriori nuove proposte di sanzioni preannunciate dalla Presidente della Commissione europea, von der Leyen, nel discorso sullo stato dell’Unione di mercoledì scorso a Strasburgo. A differenza di tanti che parlano e basta, il Governo italiano sta aiutando il popolo palestinese con fatti e azioni concrete. Dall’inizio della crisi abbiamo accolto 181 bambini insieme con i loro familiari; in totale finora abbiamo portato in Italia circa mille persone. Sono numeri che fanno dell’Italia il primo Paese al mondo per operazioni sanitarie da Gaza, insieme a Turchia, Emirati, Qatar ed Egitto. Non si tratta solo di iniziative di natura umanitaria, ma rappresentano il frutto di un intenso lavoro politico fatto di contatti serrati con le autorità israeliane, palestinesi e degli altri Paesi della regione. Seguiamo da vicino anche la vicenda della Global Sumud Flotilla: ai 59 cittadini italiani che partecipano all’iniziativa garantiremo assistenza diplomatica e consolare, come abbiamo sempre fatto per i cittadini italiani fermati in Israele per iniziative analoghe. Il Ministro Tajani ha chiesto all’unità di crisi del Ministero di restare in stretto contatto con la portavoce italiana della Flotilla. La nostra ambasciata a Tel Aviv è stata attivata e, su istruzione del Ministro Tajani, ha sensibilizzato le autorità israeliane sul rispetto dei diritti di tutti i connazionali presenti sulla Flotilla, fra cui anche alcuni parlamentari. Nel colloquio con l’omologo israeliano Sa’ar, il Ministro Tajani lo ha sensibilizzato personalmente sulla questione. Come segnalato dal competente Ministero della Difesa, gli aeromobili israeliani atterrati negli aeroporti italiani dal 7 ottobre 2023 sono stati 18, sempre nel pieno rispetto della normativa vigente. Quanto al Memorandum of understanding tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato di Israele sulla difesa e cooperazione militare, come più volte segnalato anche in questa sede, anche in Parlamento, il rinnovo è previsto nell’aprile 2026. Il Governo ritiene necessario, soprattutto in queste fasi, mantenere aperto ogni canale di interlocuzione: non fanno eccezione trattati internazionali o memorandum d’intesa. L’Italia continuerà ad essere un ponte di dialogo, un Paese che parla con tutti, senza rinunciare mai ai propri valori. Lavorare con pazienza e determinazione per raggiungere la pace, salvare vite, portare aiuti, costruire ponti, mettendo sempre la persona al centro. Io credo che questi siano argomenti che meriterebbero una sorta di cooperazione complementare tra tutte le forze politiche e non di essere utilizzati, come troppe volte succede, come argomenti per veramente fare politica di parte. Io la ringrazio onorevole perché mi ha dato l’opportunità di dare alcuni dati. Ne potremmo parlare per giornate intere, ma spero di averla soddisfatta. 

 
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Autore Carlo Airoldi
Categoria Politica
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