Replica dell’on. Angelo BONELLI (AVS)Sono assolutamente insoddisfatto, in primis perché sui dati c’è una risposta parziale. Il rappresentante del Governo ha omesso di rispondermi su un aspetto cruciale, che tra l’altro è già stato oggetto di una dichiarazione del Ministro degli Affari esteri Tajani, ovvero quanti sono i cittadini italiani, che hanno anche passaporto israeliano, che in questo momento sono militari e, quindi, combattono in Israele. Questo dato, signor rappresentante del Governo, lei non l’ha fornito al Parlamento.
Il Ministro degli Affari esteri, però, in una sua dichiarazione, dopo il 7 ottobre 2023, aveva dato questo numero in 1.000 unità. Non si capisce la ragione per la quale il Governo non intenda dare queste informazioni al Parlamento, mentre il Ministro degli Affari esteri ritiene opportuno darla alla stampa. Non è una questione di poco conto, però, signor rappresentante del Governo, io non so che cosa ci sia di indegno o di gazzarra - lei ha parlato - , io però misuro sempre le parole. Io non condivido assolutamente e, poi, non entro in una scala di valori e, quindi, non voglio usare aggettivi per misurare la mia indignazione, che non è solo la mia, ma è un Governo italiano che si trincera dietro un’ipocrisia, con parole al vento, perché questa non è una battaglia politica di parte. Noi saremmo ben lieti di fare e sostenere il Governo italiano nel momento in cui avesse usato e decidesse di usare parole chiare e nette non solo nel condannare il Governo israeliano, ma anche nel sanzionare, perché c’è un doppio standard, che trovo e troviamo francamente inaccettabile, per cui da un lato si sanziona la Russia per violazione del diritto internazionale e dall’altro si consente al criminale Netanyahu di uccidere donne e bambini e il Governo continua a dire che forse si è andato un po’ troppo oltre. Questa cosa francamente a me provoca un po’ di vergogna, parecchia vergogna, signor Sottosegretario. Quindi, non c’entra niente l’antisemitismo, perché siamo tutti impegnati nel denunciare ogni forma di razzismo, ma l’antisemitismo non può diventare l’alibi per non assumersi le responsabilità, ovvero assumersi la responsabilità di fare le sanzioni. Lei diceva prima che il Governo italiano è pronto a sanzionare i coloni violenti, e ci mancherebbe altro. Ma, vede, il primo colono violento si chiama Benjamin Netanyahu. Perché non lo sanzionate? Poi, Smotrich e Ben -Gvir, che dicono che nemmeno un grammo di farina può entrare, che definiscono terroristi coloro i quali osano criticare l’azione di questo Governo. Lei poc’anzi ha detto che avete ospitato - ed è questa una cosa di cui noi siamo soddisfatti e che apprezziamo - 181 bambini, che sono curati nelle strutture sanitarie della nostra Repubblica, della nostra Italia. Però, quei 181 bambini sono stati feriti da qualcuno. Quando lei dice che l’accordo di cooperazione militare è uno strumento di interlocuzione e conseguentemente di dialogo, non trova un po’ contraddittoria e anche profondamente ipocrita una cosa di questo genere? Come può essere un accordo di cooperazione militare strumento di dialogo? Se tu stai uccidendo donne e bambini e cooperi militarmente con me, io fermo l’accordo di cooperazione militare. Do un segnale chiaro, perché devo dire: fermati. Siccome noi non vogliamo fare la guerra a nessuno e siamo contro la guerra, l’unico strumento che abbiamo di pressione diplomatica è quello delle sanzioni e questo Governo ha rinunciato a sanzionare Israele perché è complice di quell’attività. Guardi, non è una forzatura quella che sto facendo, è una evidente conseguenza di quello che sta accadendo, perché se voi continuate a cooperare militarmente è chiaro che vi siete assunti la responsabilità di sostenere quello che sta facendo Netanyahu. Ci conferma che 18 aerei militari israeliani sono atterrati, dopo il 7 ottobre, nelle basi italiane. Lei ha detto: nel rispetto delle disposizioni vigenti del Memorandum. Il Memorandum prevede molte cose da questo punto di vista. Allora, questa è la conferma che c’è una cooperazione militare che riguarda non solo l’addestramento. Alcune settimane fa, in una base militare vicino Foggia, i piloti degli F -35 si sono addestrati, in assenza di F-35, ma si sono addestrati. Quindi, continuiamo in questa direzione di accordo di cooperazione militare. Il Governo pensa ancora, con questa incredibile posizione, di dire che non può esserci un riconoscimento unilaterale. Però, guardi che la Palestina è già riconosciuta dagli Stati ed è rappresentata all’ONU. Insomma, l’Italia deve fare una cosa che deve mettere nelle condizioni Israele, che ha detto che non vuole lo Stato di Palestina. Di fronte a Netanyahu, che uccide donne e bambini - 20.000 -, abbiamo un Presidente del Governo israeliano e Premier israeliano che dice - proprio ieri l’ha detto e lo ha riconfermato - che non riconoscerà lo Stato di Palestina, che annetterà la Cisgiordania e che continuerà nello stravolgimento e nel radere al suolo Gaza. E noi che cosa facciamo? Manteniamo l’accordo di cooperazione militare, signor rappresentante del Governo, come strumento di dialogo. Ma lei pensa che la parte militare possa essere uno strumento di dialogo? Io penso che, da questo punto di vista, anche l’elettorato vostro sia indignato, perché c’è un tema… io sono d’accordo con lei: noi dovremmo recuperare un senso comune tra opposizione e maggioranza, elementi che non ci dovrebbero dividere, ma voi avete scelto di stare da una parte. Capisce? Questo è il problema: non avete il coraggio di assumere un’iniziativa forte. Noi saremmo con voi, perché su queste questioni non possiamo dividerci, sul tema della difesa, della vita, perché io non voglio che né io, né lei, né tutti noi, né questo Parlamento e neanche l’Italia contemporanea, che oggi stiamo vivendo, possa essere iscritta nei libri della storia per non aver fatto nulla rispetto a questa orribile macchia di sangue che si sta determinando. Io non ci voglio passare, lei non ci deve passare, il Parlamento non deve essere responsabile di questo. Per questo continuiamo a dirle che le sanzioni sono uno strumento non di guerra, che non fa la guerra a nessuno, ma sono l’unico strumento possibile per portare Netanyahu a dire: fermati. Questa è la vera questione. Voi, invece, pensate che l’accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele sia uno strumento di dialogo. Francamente, oggi lei mi ha profondamente addolorato - glielo dico con molta sincerità - , perché queste parole il Governo se le poteva francamente risparmiare.
È semplicemente vergognoso il comportamento del governo Meloni. Davanti a un massacro di civili, bambini inclusi, ci si limita a parole di circostanza, mentre nei fatti si continua a collaborare militarmente con Israele.
Parlare di “dialogo” e “canali di interlocuzione” quando si permette l’atterraggio di aerei militari israeliani nelle nostre basi e si accolgono nei nostri resort soldati responsabili di eccidi è una presa in giro.
Il doppio standard è lampante: con la Russia sanzioni durissime, con Israele silenzio e complicità. Questo non è equilibrio diplomatico, è codardia politica. Significa lavarsi la coscienza con frasi umanitarie e nello stesso tempo alimentare un sistema che bombarda scuole, ospedali e profughi.
Il governo Meloni non solo manca di coraggio, ma tradisce i principi fondamentali del diritto internazionale e della nostra stessa Costituzione. È un comportamento che macchia l’Italia di ipocrisia e la mette dalla parte sbagliata della storia.


