"Non più tardi di ieri ho commentato la surreale decisione della magistratura di condannare il Ministero degli Interni a risarcire con i soldi degli italiani un immigrato irregolare con 23 condanne alle spalle, che lo Stato aveva avuto lardire di trasferire nel CPR in Albania per lespulsione. Una notizia vergognosa, ma che sembra una sciocchezza rispetto a quello che è accaduto oggi.Vi ricordate Carola Rackete che nel 2019 speronò una motovedetta della Guardia di finanza per portare con la nave che comandava degli immigrati irregolari in Italia? Non solo. Allepoca la Rackete è stata assolta perché secondo alcuni magistrati è consentito forzare un blocco di polizia in nome dellimmigrazione illegale di massa.Ma oggi i giudici prendono unaltra decisione che lascia letteralmente senza parole: hanno condannato lo Stato italiano a risarcire con 76.000 euro — sempre degli italiani — la ONG proprietaria della nave capitanata dalla Rackete, perché dopo lo speronamento ai danni dei nostri militari limbarcazione era stata giustamente trattenuta e posta sotto sequestro. Decisione della magistratura commentata felicemente dallONG che dichiara testualmente: “Il diritto ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile.”Allora la mia domanda è: ma il compito dei magistrati è quello di far rispettare le leggi o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?E laltra domanda che mi faccio è: qual è il messaggio che si sta cercando di far passare con questa lunga serie di decisioni oggettivamente assurde? Che non è consentito al governo provare a contrastare limmigrazione illegale di massa? Che qualunque legge si faccia e qualunque procedimento si costruisca una parte politicizzata della magistratura è pronta a mettersi di traverso?Non lo so, ma in ogni caso mi dispiace se deluderò più di qualcuno, perché noi siamo particolarmente ostinati e continueremo e faremo del nostro meglio per rispettare la parola che abbiamo dato agli italiani e per far rispettare le regole e le leggi dello Stato italiano. E faremo tutto quello che serve per difendere in particolare i confini e la sicurezza dei cittadini".
Questo è quanto dichiarato ieri in un video postato sui social dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
In merito alla prima sentenza di cui parla la premier...
Tribunale di Roma (10 febbraio 2026) – risarcimento (€700) al cittadino algerino trasferito a Gjadër (Albania)Motivazioni della sentenza:
Trasferimento senza un provvedimento scritto, motivato e impugnabile, pur trattandosi di un atto che incide sulla libertà personale (richiamo allart. 13 Cost. e alle garanzie “habeas corpus”).Mancata trasparenza sulla destinazione: al ricorrente sarebbe stato detto (a voce) che andava in un CPR italiano (Brindisi), mentre sarebbe stato portato in Albania; questo viene letto come lesione della libertà morale/autodeterminazione.Interferenza con la vita privata e familiare (art. 8 CEDU): il trasferimento avrebbe inciso su un percorso e su incontri legati ai figli minori, senza adeguata ponderazione degli interessi.Il risarcimento di €700 viene quantificato in via equitativa per la condotta ritenuta colposa e le violazioni riscontrate.
In merito alla seconda sentenza...
Tribunale di Palermo (18 febbraio 2026) – risarcimento a Sea Watch (circa €76.000) per il fermo della Sea Watch 3 (2019)Il fermo amministrativo (12 luglio – 19 dicembre 2019) è stato ritenuto illegittimo perché, dopo lopposizione presentata al Prefetto di Agrigento, lassenza di risposta avrebbe determinato (per la disciplina applicabile) il silenzio-accoglimento, cioè la cessazione automatica del sequestro/fermo; invece la nave rimase bloccata fino a un ricorso durgenza e allordine di restituzione.Il risarcimento riconosciuto riguarda spese patrimoniali documentate (spese portuali/agenzia, carburante per mantenere la nave, spese legali) sostenute in quel periodo.
In pratica, in base ai fatti, la magistratura si è semplicemente limitata ad applicare la legge... che è scritta nei codici e che vale per tutti. Per Meloni ed altri "arnesi" che ne supportano sfuriate e propaganda, evidentemente, la legge deve essere applicata in funzione di ciò che lei o la sua maggioranza ritengono giusto e dovuto a supporto del loro consenso.
Quanto detto da Meloni non solo è grave e indecente in virtù del ruolo che ricopre, ma lo è ancora di più in funzione di quanto detto ieri dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Infatti, al Plenum del CSM, Sergio Mattarella è andato di persona a ricordare che il rispetto tra istituzioni non è un optional, e che va praticato "in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza", perché è "nell'interesse della Repubblica". Come da lui stesso ricordato, in 11 anni Mattarella non aveva mai partecipato ad una seduta ordinaria. Lo ha fatto dopo che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha cercato di delegittimare il CSM definendolo un organo para-mafioso in una dichiarazione propagandistica a supporto del Sì per il referendum sulla separazione delle carriere.
Invece di rispettare l'invito del capo dello Stato, poche ore dopo, Giorgia Meloni ha fatto l'esatto contrario: ha usato due decisioni giudiziarie come clava politica e ha messo in scena l'indignazione social per insinuare che una "parte politicizzata" della magistratura vuole "mettersi di traverso" per impedire al governo di "contrastare l'immigrazione illegale di massa".
Se chi guida il governo racconta ai cittadini che la legalità è un intralcio, che i giudici "premiano la disobbedienza", che l'apparato dello Stato è un nemico interno, allora non sta facendo opposizione a una decisione: sta sgretolando la fiducia nel principio che tiene insieme lo Stato di diritto... stravolgendo la verità dei fatti.
Sul caso Sea-Watch: il risarcimento riconosciuto dal Tribunale di Palermo è ricondotto a un fermo ritenuto illegittimo e a danni patrimoniali documentati; non a un premio morale per uno speronamento. Sul caso del trasferimento a Gjadër, il Tribunale di Roma ha ravvisato profili di arbitrarietà e carenze di motivazione/garanzie su un atto che incide concretamente sulla libertà della persona (e quindi richiede forme, controlli, tracciabilità). Non è "buonismo": è il cuore dell'habeas corpus in versione costituzionale.
Ora, si può essere durissimi politicamente: dire che certe norme vanno cambiate, che i tempi della giustizia sono sbagliati, che l'equilibrio tra sicurezza e diritti va riscritto. Ma non si può — non si deve — scambiare il disaccordo su un verdetto per una guerra di religione contro un potere dello Stato.
Montesquieu avverte che "tout serait perdu" se la stessa mano facesse la legge, la eseguisse e giudicasse: sarebbe perso tutto. È la separazione dei poteri, non l'armonia dei comunicati stampa, a evitare che la politica diventi forza e la forza diventi diritto. E Piero Calamandrei — che conosceva bene il vizio italiano della propaganda "contro i giudici" quando i giudici non obbediscono — ci ha lasciato un monito ancora più semplice: lo Stato di diritto non è comodo. È scomodo per definizione, perché impedisce al potere di essere veloce quando la velocità diventa arbitrio.
Mattarella ieri ha detto, in sostanza, questo: si può discutere di riforme e criticare, ma la sede istituzionale deve essere "rigorosamente istituzionale" e il rispetto fra istituzioni va ribadito con fermezza.
Meloni ha replicato facendo l'esatto contrario: ha preso ad esempio due sentenze per sostenere che la magistratura fa politica per ostacolare il lavoro del governo.
Evidentemente, secondo Meloni, il rispetto della legalità è solo una magistratura che decide ciò che conviene al governo in carica... In fondo è ciò che aveva detto il ministro Nordio dichiarando di non capire come fosse possibile che Elly Schlein fosse contraria a votare Sì al referendum costituzionale, visto che - nel caso dovesse poi governare - ne avrebbe tratto sicuramente vantaggio.
Inutile aggiungere altro per comprendere che se la riforma costituzionale dovesse essere confermata, per l'Italia il rischio di trasfomarsi in una democratura accellererebbe ancora di più.


