Se il buongiorno si vede dal mattino, per la prossima campagna elettorale occorrerà forse cominciare ad allacciarsi le cinture di sicurezza. Ad accendere la polemica è stata la sinistra che ha attaccato frontalmente il governo e il partito della premier su un tema che da sempre è assai caro a Fdi: la lotta alle mafie. Un selfie con un presunto appartenente alla cosa senese con Giorgia Meloni nel 2019, oltre alla questione assai poco chiara del sottosegretario Del Mastro ( che non è indagato ) ha scatenato cinque stelle e Pd, che accusano il partito della premier di ipotetiche collusione con la criminalità organizzata. Tutto questo pochi giorni l'ennesimo arresto di un pericoloso boss mafioso latitante da anni.

Ma sono i dati che parlano per il governo e per la premier, che ha iniziato nel 1992 a fare politica giovanissima, sulla scorta della grande emozione scatenata dagli attentati a Falcone e Borsellino, trucidati dalla mafia. Ebbene l'agenzia di stampa Ageei ha ripercorso le attività svolte dalla DDA contro le attività criminali organizzate, in particolar modo contro la ‘Ndrangheta, la Camorra e Cosa Nostra, dai governi italiani che si sono succeduti negli ultimi 15 anni. Dall’ultimo Berlusconi – nel corso del quale furono arrestati 28 dei 30 superlatitanti inseriti nella lista di ‘massima pericolosità’, tra cui anche il figlio del boss dei Casalesi, fino all’ultimo, quello di Giorgia Meloni, nel corso del quale è stato fortemente colpito il clan dei Senese.

Nel periodo 2008-2011 sotto il governo Berlusconi, l’azione di contrasto alle organizzazioni mafiose in Italia è considerata particolarmente intensa e ha portato a un alto numero di arresti.

Questo triennio è infatti caratterizzato da una forte risposta dello Stato, con numerose operazioni contro Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra, incluse le catture di latitanti di alto profilo. Sono stati arrestati infatti 28 tra i 30 latitanti inseriti nella lista di massima pericolosità. L’ultimo, Girlandino Messina, fu bloccato il 23 ottobre a Favara (vicino ad Agrigento).

Numerose le operazioni contro Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra. Da quanto emerge consultando le audizioni parlamentari di quegli anni, molte sono state anche le confische: oltre 1700 beni confiscati tra mafia e camorra. Il Governo Renzi ha visto esplodere il Mondo di Mezzo. Importanti anche l’Operazione Insubria e l’Operazione Thunderbolt. L’attenzione mediatica e giudiziaria è stata fortemente segnata da inchieste che hanno lambito la politica, pur non coinvolgendo direttamente il Presidente del Consiglio. Nel corso del 2018, l’attività della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) è stata caratterizzata da operazioni di portata storica, tra cui lo smantellamento della nuova “Cupola” di Cosa Nostra e il più grande blitz contro la ‘Ndrangheta in Europa dell’epoca (Operazione Stige).

Ma è proprio sotto il governo Meloni, secondo Ageei, che si verifica il record di arresti di mafiosi e latitanti. Particolarmente significativo poi, alla luce delle polemiche e delle illazioni, il dato che riguarda il solo clan Senese, quello per capirsi del pentito Giacchino Amico, l’uomo del selfie con la premier Giorgia Meloni utilizzato dalla sinistra politica e mediatica per adombrare fantomatiche connivenze di FdI con la criminalità organizzata. Le operazioni condotte dal governo Meloni contro il clan Senese sono state 60 e hanno portato al sequestro di 131 milioni di euro. Ma fra i dati segnalati da Ageei come particolarmente qualificanti per l’esecutivo in carica anche i 600 arresti nella mafia garganica e l’arresto storico del superlatitante Matteo Messina Denaro.

Il  2023 è stato un anno di operazioni internazionali senza precedenti, caratterizzato dal maxi-blitz “Eureka” e dal colpo finale alle strutture di vertice della ‘Ndrangheta vibonese.
Ma l’elenco delle operazioni e dei sequestri è lunghissimo, investe tutto il territorio nazionali e abbraccia tutto l’arco del mandato, tra operazioni meno mediatiche ma non meno importanti e colpi dal valore anche fortemente simbolico contro i clan più noti.

Nel corso del 2024, l’azione della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) si è concentrata sullo smantellamento delle centrali di riciclaggio nella Capitale e sulla disarticolazione delle “locali” calabresi radicate nel Nord e Centro Italia. il governo Meloni domina ampiamente la classifica, segnando nel solo 2024, indicato da Ageei come «anno record», oltre 1500 arresti e sequestri per 714 milioni di euro. Nel corso del 2025, l’attività della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) ha continuato a colpire con vigore le organizzazioni criminali, focalizzandosi sullo smantellamento di “locali” di ‘ndrangheta infiltrate nella pubblica amministrazione e su vaste reti di narcotraffico che rifornivano le principali città italiane. 

Sempre secondo Ageei, nel rapporto con gli altri governi, i numeri sono ben al di sotto del governo Meloni quelli dei governi di centrosinistra. Solo il governo Conte del 2019-2020 può fregiarsi di una maxi-operazione, la “Rinascita-Scott” contro la ‘ndrangheta che portò a 334 arresti. Per il resto Ageei segnala l’operazione Nebrodi, inerente una truffa ai danni dell’Ue che portò a 94 arresti. Numeri dimezzati risalendo a ritroso al 2018: tra Conte e Gentiloni che lo precedette si contano 169 arresti nell’operazione “Stige”, 46 nella “Cupola 2.0”, 90 con “Pollino”.