Esteri

Midterm USA, i 700 scienziati candidati tra i Dem e la 'storia naturale' della Politica

Rimbalza anche in Italia una notizia che arriva dagli Stati Uniti e viene novellata come un segnale politico preciso: il mondo scientifico sta entrando direttamente in politica.

Secondo quanto riportato dalla rivista Nature e dall’organizzazione 314 Action, che promuove candidature provenienti dall’area STEM, sono arrivate oltre 700 richieste di scienziati, ingegneri e operatori sanitari pronti a candidarsi alle elezioni di midterm di novembre. (Quotidiano Sanità)

Un numero che, sempre secondo le fonti, è circa tre volte superiore alla media storica e segna un salto di qualità: non più solo advocacy o appelli, ma ingresso diretto nell’arena elettorale.

Il dato viene accompagnato da un tono apertamente entusiastico da parte del mondo accademico e progressista. “Quando la politica mette in dubbio i principi della scienza, la scienza scende in campo” (Quotidiano Sanità)

In sintesi, questa mobilitazione vista come risposta diretta alle politiche di Donald Trump con l'obiettivo dichiarato di portare più competenze scientifiche nei luoghi decisionali.
Dietro questa spinta c’è una critica esplicita: l’amministrazione Trump viene accusata di aver tagliato finanziamenti, ridotto personale e marginalizzato esperti, alimentando quella che molte riviste scientifiche hanno definito una stagione di tensione tra politica e metodo scientifico.

 Le elezioni di midterm negli Stati Uniti non sono un passaggio secondario, con 435 seggi da assegnare nella Camera dei Rappresentanti (tutti in rinnovo) e circa un terzo del Senato (normalmente 33 o 34 seggi).
È nelle midterm che si decide l’equilibrio del potere legislativo, e quindi la possibilità di sostenere o bloccare l’agenda presidenziale.

 Il boom di oltre 700 candidature racconta una mobilitazione senza precedenti. Ma apre anche una contraddizione strategica.

Infatti, in un sistema elettorale qualsiasi - e ancora di più in un maggioritario come quello americano - conta vincere nei singoli collegi, non “partecipare”. Troppe candidature nello stesso campo politico rischiano di dividere consenso, risorse e visibilità.
700 candidati non coordinati possono pesare meno di 20 candidati forti e sostenuti da tutti gli altri.

È il paradosso della mobilitazione: da un lato entusiasmo, partecipazione, “rivolta della competenza” e dall’altro il rischio concreto di frammentare il voto e indebolire l’impatto politico
 
La notizia è potente perché segna un cambio di fase: la scienza che non si limita più a consigliare, ma prova a governare. Ma la politica – soprattutto quella elettorale – ha regole diverse dalla ricerca: non premia chi è di più, premia chi è più efficace.

Detto questo, andiamo alla 'storia naturale' della Politica.

Innanzitutto, con oltre 700 candidature, la vera sfida non è entrare in campo. È non annullarsi a vicenda prima ancora di arrivare al voto. Per fare propaganda, per fare movimento, la molteplicità e la dispersione sono fattori essenziali, ma non bastano a convincere gli elettori. Ad esempio, come per i Tribuni della plebe della Roma repubblicana, quelli che mutavano ogni anno.

Soprattutto, l’organizzazione 314 Action nasce per portare in politica profili STEM in generale, ma negli ultimi anni si è ampiamente estesa anche alla Medicina ed ha avviato campagne specifiche per aumentare il numero di medici e operatori sanitari eletti al Congresso, con l’obiettivo di arrivare a circa 100 eletti entro il 2030.
Tradotto: l'obiettivo è che circa la metà dei congressisti Dem siano dei sanitari o, in misura minore, di scienziati.

Potrà somigliare alla Repubblica di Platone, ma le perplessità sono molte, a partire dalla tenuta sempre più drammatica dei conti mutualistici USA - pubblici e privati -  se chi eroga un servizio di prima necessità (salute) diventasse anche il decisore ... con i soldi degli altri, cosa che renderebbe ancor più critica la coesione sociale che Trump ha portato ai minimi storici. Senza dimenticare i lockdown e altre misure sanitarie, percepite diffusamente come imposizioni.

Bella idea quella di Platone, ma non funziona ed ... è l'anticamera della Tirannide, come ci ricorda la Storia.

Autore scienzenews
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