"Il lavoro della Commissione europea nell'ultimo anno si e' messo verso 'semplificazione e flessibilita'' e questa e' stata una 'scelta importante e fondamentale per avere rapidita' di azione verso scenari che abbiamo di fronte'. In particolare, la flessibilita' serve per 'riuscire ad arrivare in tempo per mettere in campo le scelte' fatte dalla stessa Commissione." Lo ha detto Raffaele Fitto, vice presidente esecutivo della Commissione Ue e commissario per la Coesione e le Riforme, intervenendo al 25esimo Forum di Confcommercio. 'Sul terreno della flessibilita', un primo elemento di cambiamento e' il bilancio Ue, con la sua nuova struttura, che deve porsi la questione del superamento del Pnrr e la ricerca di soluzioni per proseguire questo percorso', ha aggiunto Fitto, ricordando che 'abbiamo messo in campo una revisione del programma di coesione. C'era l'esigenza di superare le rigidita', perche' il mondo sta cambiando. Gli Stati hanno presentato le loro richieste e l'Italia ha rimodulato 7,3 miliardi dei suoi fondi di coesione'. In questo contesto, ha proseguito Fitto, 'c'e' seconda considerazione da fare: siamo nella fase finale del Pnrr, siamo nella fase centrale delle politiche di coesione. La Commissione Ue ha presentato una proposta di bilancio innovativa e diversa. Ora abbiamo 14 fondi e 500 programmi, con il nuovo bilancio abbiamo 4 fondi con una forte semplificazione' e l'obiettivo di 'mettere in campo interventi in grado di leggere le reali esigenze e di adattarsi' con il 'tema energetico che e' centrale'. 'La Commissione ha avuto ieri una riunione preparatoria' e sono state fatte 'proposte sulle grandi questioni energetiche e poste le basi dei lavori del consiglio straordinario a Cipro che ci auguriamo' trovi una soluzione.

Fitto ha sottolineato l’importanza dell’occasione di confronto, evidenziando come il nuovo scenario sia caratterizzato da contesti sempre più complessi. In questo quadro, l’Europa paga il prezzo della mancanza di autonomia strategica in settori fondamentali. Per il commissario le direttrici principali da perseguire a livello europeo sono due: il rafforzamento del mercato interno, con prospettive rilevanti in termini di competitività e crescita; il consolidamento della dimensione esterna, rafforzando la capacità di stringere accordi commerciali strategici, soprattutto sul fronte dell’export.

Il lavoro della Commissione europea nell'ultimo anno si è mosso verso semplificazione e flessibilità, "una scelta importante e fondamentale per avere rapidità di azione verso scenari che abbiamo di fronte".

“Le crisi attuali evidenziano una complessità strutturale a livello europeo, in particolare sul fronte energetico, aggravata dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni nello Stretto di Hormuz”. In questo contesto l’Europa deve essere in grado di prendere decisioni in tempi rapidi. Su temi come la transizione e "la revisione degli Ets" c'è la necessità di "adeguare la situazione", tenendo conto che l'Ue "ha bisogno di un approccio di breve periodo per affrontare la situazione e impegni di lungo periodo" per portare avanti la decarbonizzazione.

Sul Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Fitto ha poi ricordato come si tratti di , uno strumento complesso ma che "ha avuto modo in questi anni di dimostrare la sua efficacia. Oggi siamo alla settima revisione del piano, lo abbiamo adeguato e nei prossimi giorni penso che si chiuderà il percorso in Parlamento della nona rata su dieci”. “Il Piano, che si concluderà ad agosto, ha bisogno di una prospettiva nuova per garantire continuità agli interventi, con strumenti capaci di leggere le reali esigenze, adattarsi ai cambiamenti e per proseguire il percorso di sviluppo".

All’interno del Pnrr si trovano piani strutturali rilevanti, dagli incentivi alle misure per il rilancio dei territori e la riduzione delle disparità. Tra le sfide principali emerge quella demografica, che riguarda sia le aree urbane, segnate da sovrappopolazione e criticità legate a casa, trasporti, mobilità e nuovi modelli organizzativi; che le aree interne, caratterizzate da spopolamento, con rischi elevati sul piano economico e sociale.

“L’Italia è un grande Paese e dobbiamo capire come giocare da protagonisti anche a livello europeo. Collaboriamo da sempre con Confcommercio sulle esigenze e sugli obiettivi portati avanti dalla Confederazione, che rappresentano una priorità negli interessi dell’Italia e dell’Europa”, ha concluso il vicepresidente esecutivo della Ue
 
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