Per la prima volta dall'inizio del conflitto, lunedì le truppe israeliane hanno fatto irruzione nel centro di Deir al-Balah, città chiave nella Striscia di Gaza, segnando un'escalation significativa in una guerra che dura ormai da 21 mesi. L'area, finora relativamente risparmiata dai combattimenti, ospita numerosi gruppi umanitari ed è diventata rifugio per decine di migliaia di sfollati. Secondo gli osservatori, potrebbe anche essere uno dei luoghi dove Hamas tiene prigionieri alcuni dei rapiti del 7 ottobre 2023.

L'operazione ha suscitato allarme e rabbia da più parti. Il Forum delle Famiglie degli Ostaggi e dei Dispersi ha denunciato l'incursione definendola "scioccante e allarmante" e ha chiesto spiegazioni al governo israeliano. In parallelo, la comunità internazionale ha alzato (si fa per dire, vista la mancanza di atti concreti) il tono della protesta: 25 Paesi occidentali, inclusa anche l'Italia, hanno chiesto la fine immediata della guerra e denunciato le restrizioni israeliane all'ingresso degli aiuti umanitari.

All'alba, l'esercito israeliano ha lanciato volantini sopra la città ordinando l'evacuazione. Due ore dopo, i carri armati sono entrati nel centro abitato. Secondo testimoni, le forze israeliane hanno demolito case e strutture con bulldozer, spingendo i residenti a fuggire casa per casa sotto il fuoco.

Nel caos, due residenze delle Nazioni Unite sono state danneggiate da schegge. L'ONU non ha confermato la causa diretta, ma ha parlato di pesanti bombardamenti aerei israeliani nella zona. Le ONG attive nell'area non hanno ricevuto ordini espliciti di evacuazione, anche se l'esercito ha dichiarato di mantenere "un contatto continuo" con loro e di facilitarne la rilocazione "quando necessario".

Secondo le Nazioni Unite, quasi il 90% della Striscia di Gaza è ora soggetto a ordini di evacuazione o considerata zona militare israeliana. Ciò significa che 2,1 milioni di persone sono stipate in un frammento del 12% del territorio, dove i servizi essenziali sono crollati. L'assedio militare, secondo Israele, mira a esercitare pressione su Hamas per liberare gli ostaggi ancora detenuti, ma ha di fatto paralizzato l'intera popolazione civile.

Nel frattempo, Israele ha colpito nuovamente il porto di Hodeidah in Yemen, controllato dagli Houthi, accusati di lanciare missili e droni verso Israele in segno di solidarietà con i palestinesi.



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