"Stupiscono le affermazioni, totalmente infondate, del Primo Ministro francese François Bayrou, secondo le quali l'Italia starebbe facendo “dumping fiscale”, penalizzando la Francia. L'economia italiana è attrattiva e va meglio di altre grazie alla stabilità e credibilità della nostra Nazione. L'Italia non applica politiche di immotivato favore fiscale per attrarre aziende europee e, con questo Governo, ha addirittura raddoppiato l'onere fiscale forfettario in vigore dal 2016 a carico delle persone fisiche che trasferiscono la residenza in Italia. L'Italia è piuttosto, da molti anni, penalizzata dai cosiddetti “paradisi fiscali europei”, che sottraggono alle nostre casse pubbliche ingenti risorse. Confidiamo che, dopo queste affermazioni del suo Primo Ministro, la Francia voglia finalmente unirsi all'Italia per intervenire in sede di Unione europea contro quegli Stati membri che applicano da sempre un sistematico dumping fiscale, con la compiacenza di alcuni Stati europei".

Questo è ciò che una stizzita Meloni ha pubblicato sul sito del governo in risposta a quanto lamentato in precedenza dal premier francese Bayrou, colpevole solo di aver ricordato ciò che accade nella realtà, cioè che l'Italia (grazie a Matteo Renzi, che onestamente ha rivendicato la responsabilità dei suoi atti) è un paradiso fiscale per i super ricchi stranieri. 

In Italia, infatti, c'è una flat tax sui redditi esteri per chi trasferisce la propria residenza fiscale nel nostro paese: solo 200mila euro all'anno per 15 anni, anche se guadagni milioni e milioni e milioni e milioni... In percentuale, quei super ricchi, pagano meno tasse di chi lavora e manda avanti il Paese.

Ricapitolando, se sei ricco e straniero, sei il benvenuto e l'Italia diventa il Paese di Bengodi. Se sei un lavoratore italiano, invece, devi arrangiarti con lo stipendio che hai che copre a malapena - ma solo se sei fortunato - le spese correnti, potendo però avere la soddisfazione di gioire per l'entusiasmo di Meloni per i dati Istat sul lavoro:

"Secondo l'ultima rilevazione Istat, anche a luglio arrivano segnali positivi dal mondo del lavoro: il tasso di occupazione sale al 62,8% e quello di disoccupazione scende al 6%. Rispetto a luglio 2024 si registrano 218mila occupati in più, con una crescita trainata soprattutto dai contratti a tempo indeterminato. Numeri incoraggianti, che confermano l'efficacia delle misure messe in campo e ci spingono a proseguire con determinazione su questa strada: più opportunità, più lavoro, più crescita per l'Italia".

Unica raccomandazione, quella di seguire i suggerimenti al riguardo di Giuseppe Conte (M5S):

"Non fate i gufi ricordando [a Giorgia Meloni] che crescono gli inattivi che non studiano e non cercano più nemmeno lavoro, che crescono i dipendenti precari, che abbiamo oltre 6 milioni di lavoratori dipendenti che guadagnano meno di 1000 euro netti al mese, che mentre esplode la cassa integrazione e il carrello della spesa è sempre più caro, che si tagliano i sostegni ai lavoratori poveri che sono sempre più numerosi.Non fate i disfattisti, ricordando [a Giorgia Meloni] che i numeri sull’occupazione sono condizionati anche dal fatto che sono rimasti al lavoro tanti a cui questo Governo – tradendo le promesse elettorali – ha sbarrato la strada alla pensione, dimezzando le uscite flessibili dal mondo del lavoro mentre i giovani scappano all’estero.Non fate polemica [con Giorgia Meloni] se a Chigi dicono no al salario minimo, che alzerebbe in 4 casi su 10 lo stipendio ai giovani che si sono visti tagliare anche le agevolazioni per comprare casa".

Infatti, non vorreste mica far intristire la premier che, come mostra la fotografia sopra, si è pure "sistemata" per commentare i dati del mezzo disastro reso noto stamani dall'Istat! 

In fondo, agli italiani è concesso solo "sembrare" felici per far contenta Meloni.