La sequenza dell'attività vulcanica dell'Etna del 2 giugno registrata dall'INGV a partire dalla scorsa notte.
Comunicato delle ore 04:14
L'INGV-Osservatorio Etneo, dopo aver comunicato la repentina variazione dei parametri monitorati alle ore 02.39 locali (00:39 UTC), nel corso della notte ha emesso un comunicato in cui annuncia che a partire dalle ore 03:50 circa (ora loc.), le immagini delle telecamere del sistema di sorveglianza mostrano attività stromboliana al Cratere di Sud-Est.
Il modello previsionale indica che una eventuale nube eruttiva prodotta dall'attività in corso si disperderebbe in direzione sud-ovest.
Dalle ore 00:00 circa del 02/06/2025, l'ampiezza media del tremore vulcanico mostra un graduale incremento che ha raggiunto, intorno alle 02:50, l'intervallo dei valori alti. Al momento dell'emissione del comunicato, i valori sono alti con tendenza ad un ulteriore aumento. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore ricade in prossimità dell'area del Cratere di Sud-Est ad una quota di circa 2800 m sopra il livello del mare.
Dalle ore 02:30 circa si registra un leggero aumento dell'attività infrasonica, la cui localizzazione permane nell'area dei crateri centrali.
Non si osservano attualmente variazioni significative nei segnali di deformazione dalle reti GNSS, clinometriche e strainmeter.

Comunicato delle ore 11:00
L'INGV-Osservatorio Etneo, comunica che nel corso delle ultime ore, l'attività eruttiva già riportata nel comunicato precedente è proseguita con esplosioni stromboliane di intensità crescente che, al momento, sono da considerarsi di forte intensità e quasi continue. Nelle ultime ore è stata segnalata la ricaduta di poca cenere fine in località Piano Vetore. L'attività alimenta un piccolo trabocco lavico dal bordo meridionale del Cratere di Sud-Est e una modesta colata lavica in direzione della Valle del Bove.
Il modello previsionale indica che una nube eruttiva prodotta dall'attività in corso si disperderebbe in direzione ovest-sud-ovest.
Dal punto di vista sismico i valori dell'ampiezza del tremore sono attualmente elevati con tendenza ad ulteriore aumento. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore ricade nell'area del Cratere di sud-est ad una quota di circa 2800 m sopra il livello del mare. L'attività infrasonica risulta elevata sia per quanto riguarda il tasso di accadimento che per l'energia degli eventi che sono localizzati in corrispondenza del Cratere di sud-est.
Per quanto riguarda le deformazioni del suolo, dalle 01:50 UTC si osserva una variazione di strain alla stazione DRUV di circa 25 nanostrain. Le altre reti di monitoraggio delle deformazioni non mostrano variazioni significative.

Comunicato delle ore 11:55
L'INGV-Osservatorio Etneo, rende noto che le immagini delle telecamere del sistema di sorveglianza mostrano, alle ore 11:24 loc (09:24 UTC), un flusso piroclastico probabilmente prodotto dal collasso di materiale dal fianco settentrionale del Cratere di Sud-Est. Da osservazioni preliminari, il materiale piroclastico caldo non sembra aver oltrepassato l'orlo della Valle del Leone. Contestualmente, l'attività esplosiva dal Cratere di Sud-Est è passata a fontana di lava.
Il tremore vulcanico ha raggiunto valori molto alti con localizzazione del centroide delle sorgenti nell'area del Cratere di Sud-Est. Anche l'attività infrasonica risulta elevata con eventi localizzati in corrispondenza del Cratere di Sud Est.
ll segnale di deformazione della stazione DRUV continua il trend di variazione iniziato con l'attività. Le altre reti di monitoraggio delle deformazioni non mostrano variazioni significative.

Video del flusso piroclastico registrato da un gruppo interdisciplinare di ricercatori del progetto PRIN-Volando, fra cui era presente anche personale INGV.
Così ha commentato l'evento il presidente della regione Sicilia, Renato Schifani:
"Sto seguendo con la massima attenzione, tramite il capo della nostra Protezione civile, l'evolversi della situazione sull'Etna. Il direttore Cocina è in costante collegamento, fin dalle prime ore di questa mattina, con il prefetto di Catania e con i vertici dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia etneo. Il collasso parziale del cratere di Sud-Est, che ha generato un'imponente nube eruttiva alta diversi chilometri e un flusso piroclastico, rappresenta un fenomeno che seguiamo con estrema cautela. Al momento, dai primi rilievi, il materiale non avrebbe superato l'orlo della Valle del Leone e, come mi assicurano, non ci sono pericoli per la popolazione.Desidero ringraziare gli operatori della Protezione civile, le autorità locali e gli esperti dell'Ingv per l'immediata attivazione dei protocolli di monitoraggio e sicurezza. La Regione è pronta a intervenire, se necessario, con ogni mezzo a tutela della popolazione e del territorio.La Protezione civile regionale, raccomanda la massima precauzione agli escursionisti e invita a evitare l'area sommitale del vulcano fino a nuovo aggiornamento, in considerazione della potenziale evoluzione del fenomeno".

