La linea Termini–Centocelle (Roma–Giardinetti) non riaprirà.
Non si tratta più di una sospensione temporanea, ma dell’avvio di una fase di transizione che porterà alla sua trasformazione in tramvia.
A poco più di un mese dalla chiusura avvenuta dopo un incidente nel tratto a binario compenetrato di Ponte Casilino, la commissione mobilità del Campidoglio ha fatto il punto sul futuro della linea. Il quadro emerso è chiaro: la riattivazione del servizio nella forma attuale non è considerata praticabile.
Le ragioni della chiusura
Secondo quanto illustrato in commissione dall’assessore alla mobilità, l’episodio del 4 marzo sarebbe riconducibile a un errore umano, in un contesto però reso critico da un sistema di sicurezza non adeguato agli standard attuali.
Il nodo centrale riguarda proprio il tratto a binario compenetrato di Ponte Casilino, dove il sistema di segnalamento prevede un “rosso permissivo” che consente il superamento del segnale anche in condizioni di via impedita.
Le prescrizioni di ANSFISA sono chiare: per riaprire sarebbe necessario installare sistemi train stop a terra e a bordo treno, trasformando di fatto il segnale in un blocco assoluto.
Un intervento tecnicamente possibile, ma che secondo Campidoglio e ATAC non risulta compatibile con tempi e costi del più ampio progetto della nuova tramvia Termini–Tor Vergata.
Il nodo del servizio sostitutivo
Nel frattempo, il servizio è affidato principalmente al bus 105, potenziato del 30%, e ad altre misure integrative. Tuttavia, la situazione operativa resta complessa:
- frequenze irregolari a causa del traffico
- assenza di un secondo capolinea a Termini
- forte pressione sul resto della rete bus già impegnata anche sulle navette tramviarie
Tra le ipotesi sul tavolo, anche una nuova linea 105L Termini–Pigneto, che però non coprirebbe interamente il fabbisogno del quadrante di Torpignattara.
Una trasformazione, non una semplice sostituzione
La direzione politica e tecnica appare ormai definita: la linea non sarà riattivata nella configurazione attuale, ma sostituita nel medio periodo dalla nuova tranvia inserita nel progetto Termini–Centocelle–Tor Vergata, con gara prevista entro il 18 maggio.
Nel frattempo, il Campidoglio è chiamato a un passaggio decisivo: garantire un servizio sostitutivo stabile, evitando che una sospensione tecnica si traduca in un peggioramento strutturale della mobilità in uno dei quadranti più densamente abitati della città.
Un tema più ampio: il ritorno del tram in Europa
Il caso si inserisce in un trend europeo ormai consolidato: il ritorno delle linee tramviarie, in particolare quelle veloci.
Il tram, oggi, non è più solo un mezzo “storico”, ma uno strumento competitivo per capacità, regolarità e sostenibilità, spesso alternativo alla costruzione di nuove metropolitane, molto più costose e lente da realizzare.
Roma si muove dentro questa traiettoria. La domanda aperta è una sola: riuscirà a garantire continuità di servizio nella fase di transizione?


