Finché l'Ungheria non rispetterà i propri obblighi in merito allo stato di diritto perderà 1 miliardo a fine di ogni anno successivo per quanto riguarda i fondi di coesione".

 Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue a Coesione e Riforme Raffaele Fitto, nel corso del dibattito tenutosi in commissione Bilancio e Controllo Bilanci all'Eurocamera in merito agli strumenti dello Stato di diritto, con particolare attenzione ai fondi congelati in Ungheria.   "Alcuni fondi per l'Ungheria sono già stati sbloccati nel 2024 quando la Commissione europea ha ritenuto che le condizionalità abilitanti per ricevere i fondi e in relazione al sistema giudiziario fossero state rispettate.

Al momento però restano ancora delle serie preoccupazioni per la tutela dei minori e la libertà accademica. Ciò ha portato al blocco del 97% degli stanziamenti per l'Ungheria in riferimento alla politica di coesione", ha sottolineato Fitto.
 "La Commissione europea continua monitorare rigorosamente la situazione dello Stato di diritto in Ungheria e resta impegnata in una cooperazione leale con il Parlamento Ue", aggiunge Fitto. 

Il vicepresidente esecutivo della Ue ha poi voluto ricordare il giorno della memoria con un post su x ""Oggi, nella Giorno della Memoria, ricordiamo le vittime della Shoah. Coltivare la memoria significa difendere i valori di libertà, dignità e rispetto su cui si fonda l'Europa".

Fitto la scorsa settimana a Roma per alcuni impegni istituzionali ha parlato anche dello strumento del Pnrr, durante un punto stampa all'Anci doe ha presentato l'agenda per le citta della commissione europea: " "Non dobbiamo dimenticare che il Pnrr è uno strumento straordinario, nato con un debito comune per dare una risposta al Covid, non è l’ordinarietà. La mia valutazione è che abbiamo degli elementi molto positivi nel Pnrr che, se sposati con gli obiettivi e i principi della politica di coesione, possono costituire il giusto mix per salvaguardare gli obiettivi e la logica con cui utilizzare queste risorse"