Il vicepresidente esecutivo per la Coesione, Raffaele Fitto, è stato incaricato di un nuovo ruolo da parte della Commissione europea. Il commissario italiano è stato nominato come rappresentante speciale della Commissione per Cipro. In tale veste, Fitto dovrà contribuire al processo di risoluzione della questione cipriota nel quadro delle Nazioni Unite, in stretta collaborazione con l’inviata personale del Segretario generale dell’Onu per Cipro, María Ángela Holguín Cuéllar.

“Questa nomina riflette il forte impegno della Commissione UE a favore della riunificazione di Cipro, con l’obiettivo di raggiungere una soluzione globale, funzionale e sostenibile”, spiega l’esecutivo europeo in un comunicato stampa. Cipro è divisa tra il nord turco-cipriota e il sud greco-cipriota dal 1974, quando le forze turche invasero l’isola in risposta a un colpo di Stato sostenuto dalla Grecia. Ankara non riconosce la Repubblica di Cipro, un Paese membro dell’UE che è invece riconosciuto a livello internazionale come unica autorità sovrana sull’intera isola. Il nord turco-cipriota è riconosciuto solo dalla Turchia

Il vicepresidente esecutivo succede l’ex commissario europeo per il Bilancio, Johannes Hahn. Fitto dovrà relazionarsi con le parti interessate per preparare il terreno per i negoziati e sostenere una soluzione “globale e duratura”. Fitto dovrà anche “mettere a disposizione la sua pluriennale esperienza in materia di governance europea, cooperazione regionale e dialogo istituzionale”.

 La nomina va ben oltre il valore formale dell’incarico. Affidare a Fitto la questione cipriota significa riconoscergli una capacità politica e negoziale che ormai supera largamente i confini delle sue deleghe originarie alla Coesione e alle Riforme. Non si tratta di un dossier tecnico, ma di una vicenda che coinvolge direttamente i rapporti tra Unione europea, Turchia, Grecia, Repubblica di Cipro e Nazioni Unite, intrecciandosi con gli equilibri strategici del Mediterraneo orientale.

Secondo il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, Fitto “è la persona più adatta” per tale incarico e il riconoscimento da parte della Commissione europea è dovuto alla “conoscenza che ha sia dei problemi del Mediterraneo che per la capacità di mediazione in vista anche dei problemi che poi si dovranno affrontare”, ha dichiarato in un punto stampa a margine del Consiglio Affari esteri a Bruxelles.

La scelta conferma soprattutto la fiducia personale e politica conquistata da Fitto nei confronti della presidente Ursula von der Leyen. Il vicepresidente italiano, entrato nella Commissione tra le polemiche e le resistenze di una parte della sinistra europea, si è progressivamente imposto come una figura affidabile, pragmatica e capace di dialogare con interlocutori appartenenti a famiglie politiche differenti.

La sua designazione, inizialmente rappresentata da alcuni avversari come una concessione politica al governo italiano, si sta rivelando una delle scelte più significative della nuova Commissione. Fitto non è rimasto confinato nella casella assegnata all’Italia, ma è diventato uno dei vicepresidenti ai quali von der Leyen affida i passaggi che richiedono maggiore equilibrio e capacità di mediazione.

È un’evoluzione che smentisce molte delle previsioni formulate al momento della sua audizione al Parlamento europeo. Nel novembre 2024 la sua nomina a vicepresidente esecutivo era stata contrastata da una parte dei socialisti e della sinistra, principalmente per la sua appartenenza a Fratelli d’Italia e per la collocazione europea del governo Meloni. Nonostante quello scontro, la Commissione ottenne la fiducia dell’Eurocamera con 370 voti favorevoli e Fitto entrò nel collegio con un ruolo di primo piano.

La missione cipriota rappresenta quindi un ulteriore salto di qualità. La divisione dell’isola dura dal 1974 e costituisce una delle ferite ancora aperte all’interno dell’Unione europea. La Repubblica di Cipro è uno Stato membro dell’UE, ma la legislazione europea resta sospesa nella parte settentrionale, controllata dalla comunità turco-cipriota e riconosciuta come Stato soltanto dalla Turchia. Ogni tentativo di accordo coinvolge questioni di sicurezza, garanzie internazionali, territorio, proprietà, rappresentanza politica e rapporti con Ankara.

Fitto dovrà muoversi in un terreno nel quale anche le parole assumono un peso diplomatico. La reazione negativa delle autorità turco-cipriote alla sua designazione dimostra quanto la missione sia complessa e quanto sarà necessario mantenere il coordinamento con l’ONU, evitando che l’iniziativa europea venga percepita come un processo parallelo o sbilanciato