La nostra risposta è nel titolo di questo convegno: coesione e competitività, per noi, stanno insieme". Lo ha  detto il capo delegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeoCarlo Fidanza, a margine del convegno Fdi-Ecr "La forza dei   territori", al Crowne Plaza di Roma.

"Oggi coesione vuol dire infrastrutture, vuol dire energia, vuol dire  connessioni, vuol dire trasporti, vuol dire turismo, vuol dire  sviluppo economico, di conseguenza. Mettere i territori nelle  condizioni di poter competere ad armi pari, per la competitività delle loro imprese e delle loro comunità locali, è fondamentale", ha affermato. Fidanza ha quindi ribadito che "noi non vediamo, e ci  impegniamo affinché questa visione passi, alcuna dicotomia tra  coesione e competitività. Anzi, li consideriamo i due pilastri su cui   fondare il bilancio europeo, tenendoli insieme". Sul finanziamento delle priorità europee ha aggiunto: "L'Italia, il  nostro Governo, ha già dichiarato di voler sostenere questa posizione  proposta dalla Spagna. Noi siamo d'accordo". 

L’evento ha rappresentato un momento di confronto tra rappresentanti del Governo, istituzioni europee, presidenti di Regione e amministratori locali su una questione centrale per il futuro dell’Europa: evitare che la competitività venga contrapposta alla coesione e che le risorse destinate ai territori vengano considerate una semplice forma di assistenza. Per Fidanza, al contrario, la coesione è una condizione essenziale per consentire alle imprese e alle comunità locali di competere realmente.

La posizione di Fratelli d’Italia e del gruppo ECR è dunque netta: non esiste una dicotomia tra politiche di coesione e strategia per la competitività.  Una linea che punta a difendere le risorse destinate al Mezzogiorno, alle aree interne e ai territori più fragili, senza dimenticare le regioni più sviluppate, decisive per l’industria, l’export e la tenuta economica nazionale.

Il tema è particolarmente rilevante mentre si apre il confronto sul prossimo quadro finanziario europeo. Da una parte aumentano le nuove priorità dell’Unione, dalla sicurezza alla transizione energetica; dall’altra cresce il rischio che coesione e agricoltura vengano sacrificate o ridimensionate. Per FdI-ECR, invece, proprio i territori devono essere messi al centro della nuova programmazione, attraverso investimenti capaci di produrre infrastrutture, innovazione, lavoro e sviluppo stabile.

Fidanza è intervenuto anche sul finanziamento delle future priorità europee, esprimendo il sostegno alla posizione favorevole a forme di debito comune europeo, purché accompagnate da condizioni chiare e da un utilizzo responsabile delle risorse. «Non vogliamo nuove tasse europee», ha precisato, respingendo l’ipotesi di nuove entrate che possano gravare sui cittadini o ridurre ulteriormente la competitività delle imprese.

La proposta è quindi quella di utilizzare strumenti finanziari comuni, evitando nuovi prelievi e garantendo al tempo stesso risorse adeguate per le grandi sfide dell’Unione. Il riferimento al PNRR italiano serve a rafforzare questa impostazione: il debito comune può essere uno strumento utile, ma solo se collegato a programmi concreti, obiettivi misurabili e una rigorosa capacità di attuazione.

Dal convegno “La forza dei territori” emerge così una visione precisa dell’Europa: meno centralismo, più attenzione alle realtà locali; meno contrapposizione tra solidarietà e crescita, più investimenti capaci di rendere competitivo ogni territorio. Perché la coesione non rallenta lo sviluppo: se ben utilizzata, lo rende possibile.