Nel 2024 le cifre parlano chiaro: la tutela della salute sul lavoro resta un’emergenza nazionale. La Relazione annuale Inail fotografa un Paese in affanno nel contrasto alle patologie professionali, con segnali d’allarme anche sul fronte degli infortuni “fuori azienda”.

 Infortuni: numeri fermi, ma il tragitto uccide

  • Denunce totali: 593 mila (+0,4% sul 2023).
  • Casi mortali: 1 202, di cui il 42% “in itinere” (casa‑lavoro).
  • Studenti: balzo da 8 a 13 denunce, complice l’estensione della copertura ai PCTO.

Il ritorno alla mobilità pre‑pandemia (+3,1% di infortuni in itinere) riporta sotto i riflettori rischi spesso ignorati: infrastrutture obsolete, orari spezzati, turni sfasati. Finché il pendolarismo resta fuori dai piani di prevenzione aziendali, la statistica continuerà a impennarsi.

 
Malattie professionali: +22% in dodici mesi

  • Denunce: 88 mila, picco massimo degli ultimi 50 anni.
  • Lavoratori coinvolti: 58 mila (+18,7%), molti con patologie multiple.

L’ampliamento delle tabelle Inail spiega solo in parte l’esplosione dei casi. Il resto è mancata prevenzione su disturbi muscolo‑scheletrici, esposizioni prolungate a sostanze nocive e stress cronico. Serve una svolta: sorveglianza sanitaria mirata, ergonomia obbligatoria, controlli severi sulla qualità dell’aria negli ambienti di lavoro.

 
Dove l’Inail spinge davvero

Capitolo Investimenti 2024 Cosa cambia (in pratica)
Bando ISI 600 mln € Bonus mirati a PMI, Made in Italy e rimozione amianto
Riduzione premi 200 mln € Sconto a oltre 30 000 imprese “virtuose”
Formazione 24 mln € Focus su clima che cambia, stress e micromobilità
Reinserimento ~20 000 lavoratori Posti adattati, riqualificazione, sport paralimpico
Edilizia sanitaria/scolastica 8,7 mld € Ospedali e scuole nuovi, zero eternit

 
Soldi, progetti, cantieri: il piano c’è. Il punto è farlo atterrare nei capannoni e negli uffici, non solo nei report.


Reti sanitarie e protesiche: un passo avanti, non il traguardo

  • Prestazioni fornite: 749 mila (+2 mln € di spesa).
  • Nuovo centro: Cagliari si aggiunge alla rete Budrio‑Roma‑Lamezia‑Volterra.

L’Istituto spinge sull’assistenza integrata: riabilitazione, protesi hi‑tech, ausili per la mobilità. Bene, ma la vera sfida è ridurre gli incidenti che costringono a queste cure.

 
Intelligenza artificiale e ricerca: promesse da mantenere

Robotica colaborativa, sensori ambientali, nanotecnologie: l’IA è nella roadmap Inail insieme a CNR e IIT. Ottimo, a patto di usare i dati – e i 2,6 miliardi di avanzo di bilancio – per prevenire, non solo per analizzare a posteriori.

 
Che cosa manca davvero

  • Applicazione capillare delle norme: controlli ispettivi frequenti, sanzioni certe, interdizione dalle gare pubbliche per chi viola la sicurezza.
  • Obbligo di rendicontazione trasparente: aziende e PA pubblichino tassi di infortunio e malattie, come fosse un bilancio di sostenibilità.
  • Integrazione mobilità‑lavoro: incentivi al trasporto sicuro, orari flessibili, polizze dedicate.
  • Prevenzione precoce delle patologie a lunga latenza: screening periodici obbligatori, banche dati condivise sanità‑Inail‑Regioni.

Finché questi tasselli restano sulla carta, i numeri del 2024 non sono un picco: sono il nuovo livello di guardia. E dietro ogni statistica c’è una persona che paga di tasca propria il prezzo della nostra distrazione collettiva.