La decisione dell'amministrazione Trump di tagliare drasticamente quasi tutti i fondi destinati all'aiuto estero ha lasciato decine di progetti idrici e sanitari incompiuti in tutto il mondo, trasformando promesse di sviluppo in pericoli concreti per milioni di persone.
Secondo un'inchiesta di Reuters, 21 progetti in 16 paesi sono stati interrotti improvvisamente, lasciando dietro di sé cantieri abbandonati, materiali incustoditi e comunità prive di acqua potabile e servizi igienici. I tagli, che ammontano a centinaia di milioni di dollari da gennaio, hanno causato l'abbandono delle attività da parte degli operai, lasciando strutture incomplete e vulnerabili al degrado o al saccheggio.
In Mali, le torri d'acqua destinate a scuole e cliniche sono state lasciate incomplete. In Nepal, oltre 100 sistemi idrici sono stati interrotti, con 6.500 sacchi di cemento abbandonati in loco: il governo nepalese ha annunciato che userà fondi propri per completare i lavori. In Libano, la cancellazione di un progetto solare per le utility idriche ha fatto perdere il lavoro a 70 persone, costringendo il paese a tornare a fonti energetiche inquinanti e costose.
La situazione in Kenya è emblematica: nella contea rurale di Taita Taveta, un canale d'irrigazione lungo 3,1 km è stato interrotto dopo appena 220 metri di costruzione. Le pareti in mattoni, non intonacate, rischiano ora di crollare con le piogge, aumentando il rischio di inondazioni che potrebbero distruggere raccolti e abitazioni. Secondo i leader locali, completare il progetto costerebbe 526.000 dollari – una somma irraggiungibile per una comunità dove il reddito medio annuo si aggira intorno ai 1.000 dollari.
“I muri crolleranno con le piogge, e l'acqua spazzerà via le nostre fattorie,” ha dichiarato il leader comunitario Juma Kubo.
Molti progetti portavano la firma USAID, l'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale, smantellata di fatto sotto l'amministrazione Trump. I cartelli USAID presenti nei cantieri incompiuti non lasciano dubbi su chi abbia lasciato il lavoro a metà, alimentando il risentimento locale e, potenzialmente, la propaganda di gruppi estremisti.
Secondo un promemoria dell'ambasciata USA a Nairobi, il danno reputazionale potrebbe trasformarsi in rischio per la sicurezza: “Il rischio reputazionale di non finire questi progetti potrebbe evolversi in un rischio per la sicurezza,” si legge nel documento. In Congo, dove il conflitto tra esercito e ribelli M23 continua, i chioschi idrici USAID ora abbandonati sono diventati luoghi di gioco per i bambini — con conseguenze tragiche.
“Quando mandiamo le ragazze a prendere l'acqua, vengono stuprate. I ragazzi vengono rapiti. Tutto questo perché non c'è acqua,” ha raccontato Evelyne Mbaswa, madre congolese di nove figli.
La giustificazione dell'ex presidente Trump e dei suoi sostenitori è chiara: i soldi americani devono restare in America. Hanno accusato USAID di essersi allontanata dalla sua missione originaria, finanziando progetti come i diritti LGBT in Serbia. Ma i numeri raccontano una storia diversa: il bilancio annuale dei progetti idrici USA rappresentava appena una frazione del totale – 450 milioni su oltre 61 miliardi di dollari in aiuti esteri.
Eppure questi progetti hanno avuto un impatto enorme: meno malattie mortali tra i bambini, più ragazze a scuola, meno giovani vulnerabili al reclutamento da parte di gruppi armati.
“Vogliamo che le ragazze portino l'acqua sulla testa o i libri di scuola?” ha chiesto provocatoriamente John Oldfield, consulente e lobbista per progetti idrici.
Il Dipartimento di Stato americano, ora responsabile per gli aiuti esteri, ha ripristinato i fondi per pochi progetti, come quello da 6 miliardi di dollari per un impianto di desalinizzazione in Giordania. Ma in paesi come Etiopia, Tanzania e Repubblica Democratica del Congo, i lavori restano bloccati.
“Non si tratta solo della perdita di aiuti. È lo smantellamento del progresso, della stabilità e della dignità umana,” ha affermato Tjada D'Oyen McKenna, CEO di Mercy Corps.
Le conseguenze dei tagli non sono solo economiche, ma profondamente umane. Mentre le comunità - dove possono - cercano di finire da sole i progetti, i bambini si ammalano, gli agricoltori perdono il raccolto, le donne camminano per ore per raccogliere acqua contaminata. E gli Stati Uniti, un tempo simbolo di speranza e ricostruzione, rischiano di essere ricordati come quelli che hanno voltato le spalle proprio quando c'era più bisogno.
Fonte: Reuters


