Economia

Il Consiglio UE apre la strada alla creazione di gigafactory per l’Ai, Italia in prima fila?

L'obiettivo è chiaro: sviluppo e gestione di gigafactory di intelligenza artificiale in Europa, un’infrastruttura di elaborazione di intelligenza artificiale di livello mondiale volta al rafforzamento dell’industria e della competitività dell’Europa. Il Consiglio dell’UE approva una emendamento al regolamento che disciplina le attività dell’Impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni (EuroHPC JU), estendendone lo scopo. La modifica mirata della normativa comunitaria intende includere un pilastro dedicato alle tecnologie quantistiche e facilitare la creazione di gigafactory, i megaimpianti di produzione concepiti in particolare per le batterie a elevata capacità di accumulo energetico. 

L’emendamento mirato offre flessibilità agli operatori del mercato e ai partner commerciali, consentendo loro di ottimizzare i risultati, promuovendo al contempo la leadership dell’Europa nell’intelligenza artificiale e nelle tecnologie quantistiche. Allo stesso tempo intende salvaguardare gli interessi delle start-up e degli scale-up, vale a dire le aziende appena nate e il loro ampliamento industriale.

“Oggi abbiamo compiuto un passo coraggioso e rapido verso la creazione di gigafactory per l’intelligenza artificiale in Europa”, sottolinea un soddisfatto Nicodemos Damianou, viceministro per la Ricerca, l’Innovazione e la Politica Digitale del governo di Cipro, Paese con la presidenza di turno del Consiglio dell’UE. “L’intelligenza artificiale – aggiunge – è una delle tecnologie più cruciali del nostro tempo, che definisce il nostro futuro digitale, e investire nella capacità infrastrutturale necessaria per l’intelligenza artificiale è essenziale per rafforzare la resilienza, la competitività e la sovranità dell’Europa”.

Ecco allora che questa notizia da nuova forza e concretezza all'impegno del nostro paese per diventare uno dei primi paesi a realizzare un grande gigafactory sul proprio territorio come affermato dal ministro del made in Italy Adolfo Urso, lo scorso novembre.

“Abbiamo supportato un consorzio italiano che ha presentato una richiesta in merito al bando europeo per le gigafactory, che sta per concludersi e riguarda cinque giga factory sull’intelligenza artificiale. Noi siamo stati l’unico Paese ad aver presentato una proposta comune, fatta da grandi imprese italiane, e quindi siamo certi che una delle prime gigafactory europee sarà assegnata al nostro Paese”. dichiarò, infatti, Urso, in un’intervista rilasciata in occasione della 42esima edizione dell’assemblea nazionale di Anci. a novembre.

Le giga factory sono fondamentali per l’Europa poiché mirano a garantire autonomia tecnologica nel campo dell’intelligenza artificiale (AI), un settore cruciale per la competitività futura. Ospitarne una o addirittura una delle prime è non solo motivo di orgoglio nazionale, ma di concreto vantaggio competitivo per l’intero tessuto economico nazionale.

“I Comuni sono pienamente consapevoli che attraverso la digitalizzazione delle nostre imprese e quel complesso di servizi che arriveranno con la gigafactory sulle intelligenze artificiali si genera lo sviluppo virtuoso dei territori. Il nostro Paese ha un patrimonio di idee e di capacità di utilizzare al meglio i dati e le informazioni che rappresenta da sempre la vera forza del Made in Italy”, aveva detto ancora Urso al giornalista Gianluca Semprini.

Urso ha anche sottolineato che il suo dicastero ha definito una strategia per attrarre gli investimenti dei cosiddetti hyperscaler, i giganti Usa dell’intelligenza artificiale (AI), proprio col contributo dell’IDA e degli altri operatori del settore. Aggiungendo che, intanto, il governo sta già utilizzando gli strumenti disponibili per accelerare gli investimenti: soprattutto quelli straordinari usati per ricostruire il Ponte Morandi che consentono, per investimenti strategici del valore di oltre un miliardo di euro, di snellire le procedure, affidando a un commissario straordinario i poteri autorizzativi.

 
 
La modifica non necessita di ulteriori passaggi legislativi. A seguito dell’approvazione del Consiglio l’emendamento verrà integrato nel testo, la cui versione rivista e aggiornata sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 19 gennaio ed entrerà in vigore il giorno successivo.

Autore Vincenzo caccioppoli
Categoria Economia
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