L’estate meteorologica deve ancora iniziare ufficialmente, ma il caldo ha già cominciato a farsi sentire in molte regioni italiane. E puntuale, come ogni anno, arriva anche il sistema nazionale di allerta del Ministero della Salute contro le ondate di calore. Da oggi debutta infatti il primo bollettino stagionale previsto dal Piano nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, uno strumento ormai centrale per monitorare i rischi sanitari legati all’aumento delle temperature.
I bollettini saranno pubblicati dal lunedì al venerdì fino al 20 settembre e forniranno previsioni a 24, 48 e 72 ore sui livelli di rischio nelle principali aree urbane del Paese. L’obiettivo è duplice: da una parte informare tempestivamente i cittadini, dall’altra consentire alle strutture sanitarie e ai servizi territoriali di prepararsi a eventuali emergenze legate alle alte temperature.
E il primo aggiornamento lancia già i primi segnali di attenzione. Le temperature sono infatti in progressivo aumento, soprattutto al Centro-Nord, e mercoledì 27 maggio viene indicato come il giorno più caldo di questa prima fase estiva. Secondo il Ministero, saranno 15 le città contrassegnate dal bollino arancione, corrispondente al livello 2 di rischio, mentre 17 città riceveranno il bollino giallo, cioè il livello di pre-allerta.
Il sistema di allerta utilizza quattro livelli graduati di rischio, identificati con colori facilmente riconoscibili.
Il livello 0, verde, indica condizioni normali e assenza di rischio per la salute della popolazione.
Il livello 1, giallo, rappresenta una fase di pre-allerta: le condizioni meteorologiche potrebbero evolvere rapidamente verso situazioni più critiche.
Il livello 2, arancione, segnala invece temperature elevate e condizioni climatiche che possono avere effetti negativi sulla salute, soprattutto nelle categorie più fragili.
Infine il livello 3, rosso, identifica una vera e propria ondata di calore, con condizioni di rischio elevato persistenti per almeno tre giorni consecutivi.
Ed è proprio sui soggetti vulnerabili che si concentra l’intero sistema di prevenzione. Anziani, persone affette da patologie croniche, bambini molto piccoli e donne in gravidanza sono infatti le categorie più esposte agli effetti delle alte temperature. Il caldo intenso può aggravare malattie cardiovascolari e respiratorie, aumentare i rischi di disidratazione, provocare colpi di calore e determinare un aumento degli accessi ai pronto soccorso.
Il sistema operativo del Ministero è attivo in 27 città italiane, monitorate quotidianamente attraverso modelli meteorologici e dati sanitari. Le città coinvolte sono: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo.
Il Ministero mette inoltre a disposizione sul proprio portale materiale informativo, opuscoli e linee guida rivolti sia alla popolazione sia agli operatori sanitari e socio-sanitari. Medici di famiglia, personale delle RSA e operatori che assistono gli anziani vengono considerati un tassello fondamentale della strategia di prevenzione, soprattutto nei periodi di temperature estreme.
Accanto ai bollettini meteo-sanitari opera anche il Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera, il SiSMG, attivo in 54 città italiane. Il sistema consente di monitorare in tempo reale eventuali aumenti anomali dei decessi associati alle ondate di calore o ad altri eventi climatici estremi. Un monitoraggio che si integra con quello degli accessi ai pronto soccorso, permettendo al Ministero della Salute di individuare rapidamente situazioni critiche e attivare interventi di prevenzione mirati.
Negli ultimi anni il caldo estremo è diventato sempre meno un evento eccezionale e sempre più una costante delle estati italiane. Le ondate di calore arrivano prima, durano più a lungo e colpiscono in modo sempre più intenso le città, dove cemento, traffico e scarsità di aree verdi amplificano gli effetti delle alte temperature. E così i bollini del Ministero non sono più soltanto un avviso meteorologico, ma un vero strumento di sanità pubblica destinato a diventare sempre più centrale negli anni a venire.


