Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato l'intenzione di incontrare a breve il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sottolineando che decisioni cruciali per il futuro del conflitto con la Russia potrebbero arrivare già prima della fine dell'anno. L'iniziativa rientra nel rinnovato sforzo diplomatico di Washington per porre fine alla guerra. Il solito Axios fa sapere che l'incontro avrà luogo domenica prossima nella residenza privata di Trump a Mar-a-Lago.

Secondo Zelensky, le questioni più delicate – incluse eventuali concessioni territoriali – devono essere affrontate esclusivamente a livello di capi di Stato. Per questo motivo Kiev sta spingendo per un confronto diretto con Trump. In un messaggio pubblicato su X dopo l'ultimo round di colloqui tra negoziatori ucraini e statunitensi, il presidente ucraino ha confermato che l'incontro “al più alto livello” è stato concordato e che molto potrebbe essere deciso a breve.

Giovedì Zelensky ha incontrato l'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, e Jared Kushner, genero dell'ex presidente. Al termine dei colloqui ha dichiarato che alcuni documenti, parte di un quadro più ampio volto a porre fine al conflitto e ad avviare la ricostruzione dell'Ucraina, sono quasi pronti, mentre altri risultano già completati.

All'inizio della settimana, Zelensky aveva presentato una bozza di piano di pace in 20 punti, definita il principale riferimento per arrivare alla fine della guerra. Il piano prevede garanzie di sicurezza per l'Ucraina al fine di prevenire nuove aggressioni russe. Tuttavia, resta irrisolta la questione territoriale: non è stato raggiunto alcun compromesso con gli Stati Uniti sulle richieste di Mosca, che pretende la cessione di territori occupati. Anche il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia continua a essere oggetto di discussione.

Dal lato russo, il Ministero degli Esteri ha riconosciuto segnali di avanzamento nei colloqui con Washington. La portavoce Maria Zakharova ha parlato di progressi “lenti ma costanti” nel processo negoziale con gli Stati Uniti per una soluzione del conflitto ucraino. Allo stesso tempo, ha accusato le potenze dell'Europa occidentale di tentare di sabotare i progressi raggiunti, invitando implicitamente gli Stati Uniti a contrastare tali iniziative.

Il quadro resta quindi fragile: i contatti diplomatici si intensificano, ma i nodi centrali – territori, sicurezza e infrastrutture strategiche – rimangono lontani da una soluzione definitiva.

Da notare, infine, che l'Ue, nonostante gli sforzi finora prodotti a supporto di Kiev, non ha alcun ruolo nel processo negoziale e non viene neppure cihtata dallo stesso Zelensky.