Una nuova ondata di attacchi russi ha colpito l'Ucraina nella notte, provocando almeno un morto e 23 feriti, proprio mentre sono ripresi i colloqui diplomatici trilaterali per cercare una via d'uscita al conflitto. Kiev ha duramente condannato i bombardamenti, definendoli un atto deliberato per sabotare il processo negoziale in corso.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha parlato di un attacco “brutale”, ordinato “cinicamente” dal presidente russo Vladimir Putin, che “non ha colpito solo la popolazione civile, ma anche il tavolo delle trattative”. Le sue parole arrivano nel secondo giorno dei colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti ad Abu Dhabi, i primi di questo livello dall'invasione lanciata da Mosca nel 2022.
Secondo una fonte citata da media occidentali, nei negoziati sarebbe stato registrato qualche progresso, ma il nodo centrale del territorio resta irrisolto. La Russia occupa circa il 20% dell'Ucraina, comprese vaste aree del Donbass, e pretende la cessione formale di questi territori. Kiev ha ribadito che questa ipotesi è fuori discussione.
Sul terreno, intanto, la situazione resta drammatica. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha riferito che una persona è morta e quattro sono rimaste ferite nella capitale; tre di loro sono state ricoverate in ospedale. I bombardamenti hanno danneggiato infrastrutture critiche, lasciando circa 6.000 edifici senza riscaldamento, in un momento in cui le temperature sono scese fino a -12 gradi in alcune zone del Paese.
Ancora più pesante il bilancio a Kharkiv, dove il sindaco Ihor Terekhov ha parlato di 19 feriti durante un attacco prolungato nelle prime ore di sabato. Tra gli edifici colpiti figurano un ospedale per la maternità e un ostello che ospitava persone sfollate.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha accusato Mosca di prendere di mira deliberatamente il sistema energetico ucraino: “Il principale obiettivo dei russi è stata l'infrastruttura energetica”, ha dichiarato. Attacchi simili avevano già colpito Kiev la settimana scorsa, costringendo Zelensky a rinviare inizialmente la sua partecipazione al World Economic Forum di Davos.
Proprio a Davos, il presidente ucraino è tornato sul punto chiave del conflitto: “È tutta una questione di terra. È questo il problema che non è ancora stato risolto”. Zelensky ha inoltre annunciato di aver raggiunto un'intesa con il presidente statunitense Donald Trump su future garanzie di sicurezza per l'Ucraina in caso di accordo di pace. Non sono stati forniti dettagli, ma l'intesa dovrà essere approvata sia dal Congresso degli Stati Uniti sia dal parlamento ucraino.
Sul fronte diplomatico, alla vigilia dei colloqui di Abu Dhabi, l'inviato speciale USA Steve Witkoff e Jared Kushner, genero di Trump, hanno incontrato Putin a Mosca. Il leader del Cremlino ha definito il confronto “utile”. Trump, dal canto suo, ha dichiarato la scorsa settimana che Putin avrebbe accettato un invito a entrare nel suo “Board of Peace”, un'iniziativa dedicata alla risoluzione dei conflitti globali, anche se Mosca non finora ha confermato ufficialmente il suo ingresso.
Dopo il primo giorno di trattative, il capo della delegazione ucraina, Rustem Umerov, ha scritto sui social che l'incontro si è concentrato “sui parametri per porre fine alla guerra della Russia e sulla logica futura del processo negoziale, con l'obiettivo di arrivare a una pace dignitosa e duratura”.
Ma i raid della notte mandano un messaggio chiaro: mentre si parla di pace, sul campo la guerra continua senza tregua. E per Kiev, finché cadono bombe sulle città e sui civili, Putin non può essere considerato un interlocutore di pace, ma – come ha detto Sybiha – un imputato da portare davanti a un tribunale speciale.


