«Per fortuna la Georgia non ospita basi militari degli Stati Uniti o della NATO. Questo significa che il nostro Paese non è un obiettivo militare nella legittima controffensiva dell’Iran, una nazione sovrana che, secondo molti osservatori, è stata aggredita al di fuori delle regole del diritto internazionale».
Con queste parole Lali Panchulidze, presidente di ACIGEA, interviene sul delicato equilibrio geopolitico del Caucaso e sul ruolo della Georgia nel contesto internazionale.
Secondo Panchulidze, la sicurezza della Georgia deriva anche dalla linea politica perseguita dal governo guidato da Georgian Dream, che negli ultimi anni ha scelto una posizione di prudenza e neutralità rispetto ai grandi conflitti regionali.
«I georgiani sono fuori pericolo anche grazie alla lungimirante scelta del governo di rimanere neutrali nei conflitti e di mantenere buoni rapporti con tutti i nostri vicini», afferma Panchulidze, sottolineando come la stabilità della Georgia dipenda proprio dalla sua capacità di dialogare con attori diversi in una regione storicamente complessa.
In questo contesto, continua a svolgere un ruolo importante anche il collegamento tra Europa e Caucaso. «I nostri voli continuano regolarmente fra Italia e Georgia, unendo Europa, Russia e Asia», spiega Panchulidze, che ricopre anche il ruolo di manager e rappresentante in Italia della compagnia aerea nazionale Georgian Airways.
La Georgia, secondo la presidente di ACIGEA, rappresenta infatti molto più di un semplice crocevia geografico. «La Georgia è una terra caucasica ed euroasiatica, ricca di tradizioni e con una forte identità nazionale. Per sua natura è un ponte tra civiltà diverse, un luogo strategico di dialogo culturale e diplomatico, ma anche una destinazione sempre più importante per turismo, investimenti e attività economiche».
Panchulidze richiama anche l’identità spirituale e storica del popolo georgiano. «Noi siamo un popolo di fieri patrioti cristiani ortodossi che desiderano vivere in pace e che rispettano tutte le religioni e tutti i popoli».
Secondo la sua visione, la forza della Georgia sta proprio nella capacità di mantenere relazioni equilibrate con Paesi spesso tra loro contrapposti. «La Georgia riesce a mantenere buoni rapporti allo stesso tempo con Azerbaigian e Armenia, con America e Russia, con Israele e Iran».
Un equilibrio diplomatico che, secondo Panchulidze, è stato possibile anche grazie alla stabilità politica interna. «Per fortuna oggi abbiamo una salda maggioranza di governo che ha respinto ingerenze straniere e tentativi di rivoluzioni colorate, così come le pressioni provenienti da Ucraina e Unione Europea che avrebbero voluto aprire in Georgia un nuovo fronte contro la Russia».
Nelle sue parole emerge anche il richiamo alla storia condivisa tra georgiani e russi. «I russi sono nostri fratelli ortodossi, con i quali abbiamo convissuto per secoli. È arrivato il momento di riprendere buone relazioni ufficiali».
Allo stesso tempo, Panchulidze ribadisce che questo non significa rinunciare alle rivendicazioni territoriali del Paese. «La Georgia non deve rinunciare alla restituzione dei suoi territori di Abcazia e Ossezia, oggi occupati, ma la strada del dialogo resta fondamentale per costruire un futuro stabile nella regione».
Per la presidente di ACIGEA, il ruolo della Georgia nel XXI secolo potrebbe essere proprio quello di ponte di pace tra mondi diversi: Europa e Asia, Occidente e Oriente, cristianesimo e altre tradizioni religiose.
Una missione storica che, secondo Panchulidze, affonda le radici nella cultura millenaria del Paese caucasico e nella sua vocazione naturale al dialogo.


