UFO, il Pentagono desecreta nuovi file segreti: “Sfere verdi e dischi nei cieli delle basi nucleari USA”
Negli Stati Uniti il mistero degli UFO torna ufficialmente sotto i riflettori. Il Dipartimento della Difesa americano ha pubblicato venerdì una seconda tranche di documenti precedentemente classificati riguardanti presunti avvistamenti di fenomeni aerei non identificati, oggi definiti con il termine tecnico di “UAP”, Unidentified Anomalous Phenomena. Il materiale comprende centinaia di pagine, fotografie, video e rapporti investigativi accumulati in decenni di segnalazioni, molte delle quali provenienti da installazioni militari altamente sensibili.
La nuova diffusione di documenti arriva su ordine del presidente Donald Trump, che ha deciso di accelerare il processo di declassificazione iniziato negli anni Settanta e proseguito, a fasi alterne, da diverse amministrazioni americane. Una scelta che riporta al centro dell’attenzione pubblica un tema da sempre sospeso tra sicurezza nazionale, folklore contemporaneo, intelligence militare e ipotesi extraterrestri.
Il Pentagono ha reso noto che il nuovo archivio comprende 222 file. Tra questi spicca un dossier di 116 pagine relativo a una lunga serie di episodi registrati tra il 1948 e il 1950 nei pressi di Sandia, nel New Mexico, una delle aree più strategiche del programma nucleare statunitense del dopoguerra. Secondo quanto riportato dal Dipartimento della Difesa, il fascicolo contiene ben 209 segnalazioni di “sfere verdi”, “dischi” e “fireballs”, ovvero palle di fuoco luminose osservate nei cieli attorno alla base militare.
Il dettaglio che colpisce maggiormente non è tanto la natura degli oggetti descritti, quanto il contesto in cui questi episodi sarebbero avvenuti. Sandia era infatti uno dei centri nevralgici della ricerca atomica americana durante gli anni più tesi della Guerra Fredda. Gli avvistamenti, in alcuni casi, sarebbero stati considerati abbastanza seri da richiedere indagini interne e rapporti classificati. Una circostanza che continua ad alimentare interrogativi su ciò che realmente venne osservato in quel periodo.
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha accompagnato la pubblicazione con una dichiarazione destinata inevitabilmente a far discutere: “È tempo che il popolo americano possa vedere tutto con i propri occhi”. Una frase che sembra voler rompere definitivamente con decenni di reticenze istituzionali e teorie del complotto alimentate proprio dalla segretezza governativa.
Negli Stati Uniti, il tema UFO non è più trattato soltanto come curiosità da cultura popolare. Negli ultimi anni il Congresso americano ha organizzato audizioni ufficiali con piloti militari, analisti dell’intelligence ed ex funzionari della Difesa. Alcuni video ripresi da jet della Marina statunitense erano già stati autenticati dal Pentagono negli anni scorsi, mostrando oggetti dalle traiettorie considerate anomale rispetto alle capacità note della tecnologia aeronautica convenzionale.
Tuttavia, anche questa nuova ondata di documenti non sembra offrire alcuna prova definitiva dell’esistenza di tecnologia aliena o di forme di vita extraterrestri. Gli esperti che hanno analizzato il primo pacchetto di file pubblicato a inizio maggio hanno infatti sottolineato come molti episodi possano essere riconducibili a fenomeni atmosferici, errori di interpretazione, test militari segreti o tecnologie sperimentali. Nonostante ciò, rimane una quota di casi che continua a essere classificata come “non spiegata”.
Ed è proprio questa zona grigia a mantenere altissima l’attenzione dell’opinione pubblica americana. Per una parte degli osservatori, la declassificazione progressiva dei file rappresenta un’operazione di trasparenza istituzionale. Per altri, invece, si tratta anche di una strategia politica utile ad alimentare consenso e spettacolarizzazione attorno a un tema capace di affascinare milioni di persone.
Resta poi un altro elemento cruciale: il legame tra fenomeni non identificati e sicurezza nazionale. Il Pentagono insiste infatti sul fatto che qualsiasi oggetto sconosciuto rilevato vicino a basi militari, impianti nucleari o velivoli strategici costituisce automaticamente una questione di difesa. Anche senza evocare gli alieni, la presenza di tecnologie sconosciute o droni avanzati nei cieli americani rappresenta di per sé un problema enorme per l’apparato militare statunitense.
Le nuove carte diffuse venerdì non chiudono dunque il mistero UFO. Al contrario, sembrano destinate ad alimentarlo ulteriormente. Perché tra sfere verdi, dischi luminosi e palle di fuoco nei cieli del New Mexico, gli Stati Uniti continuano a oscillare tra razionalità scientifica, segretezza militare e una domanda che attraversa da decenni l’immaginario collettivo: siamo davvero soli nell’universo?