Schlein smaschera le difficoltà di Meloni e del suo governo nell'intervento alla Camera del 22 ottobre
Questo è il riassunto dell'intervento di Elly Schlein del 22 ottobre alla Camera, in risposta alle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo iniziato oggi a Bruxelles.
La leader del Partito Democratico ha replicato alla premier, criticando duramente sia le politiche interne sia la politica estera del governo.
Critiche all'economia interna
Salari e pressione fiscale
I salari reali sono diminuiti del 7% dal 2021, peggior dato in Europa.
La pressione fiscale è ai massimi dal 2020: "Avete aumentato le tasse".Aumento dei lavoratori poveri e calo delle nascite: "Se volete contrastare la denatalità, dovete combattere la precarietà, invece che aumentarla".
Affitti e costo della vita
Prezzi degli affitti aumentati del 10% in un anno; stanze singole +45% in quattro anni.
Bollette +25% in un anno, tra le più alte d'Europa.
Critica alle aziende energetiche: "Non avete il coraggio di intaccare gli extraprofitti di ENI ed ENEL".
Sanità
Aumento di 1,5 milioni di persone che rinunciano alle cure.
Tagli impliciti nonostante l'aumento delle risorse dichiarato dal governo: "Questa è matematica".
Disuguaglianze e propaganda“Fuori dalla sua propaganda c'è un'Italia che è fatta da chi fa fatica… da chi non riesce nemmeno a farsi curare.”Descrizione di un'Italia in "bianco e nero" rispetto al "film a colori" raccontato dal governo.
Critiche alla politica estera
Rapporti con Trump e UE
Accusa di delegare la politica estera a Donald Trump trascurando l"Unione Europea.
Necessità di un ruolo europeo più attivo per contrastare Trump, Putin e la Cina.
Gaza e Palestina
Appoggio a un cessate il fuoco e al ritorno degli ostaggi israeliani, ma critica al governo Netanyahu definito responsabile di crimini che alcuni esperti hanno definito genocidio.
Necessità di sbloccare gli aiuti umanitari, coinvolgere i palestinesi nel processo e riconoscere pienamente lo Stato di Palestina.
Ucraina e sicurezza europea
Critica alla subalternità del governo a Trump e Orbán: "Questa subalternità… la paga a caro prezzo il nostro Paese".Aumento delle spese militari al 5% e rifiuto della difesa comune europea.
Critica alla gestione dei negoziati con le big tech e all'accettazione della cancellazione delle tasse minime globali sulle multinazionali americane.
Critiche alla politica economica e europea
Manovra e fiscalità
Manovra definita "la più piccola che si ricordi", con crescita a zero e nulla sulla casa.
Tagli e benefici fiscali percepiti come iniqui: piccoli aumenti per chi guadagna poco, enormi vantaggi per chi guadagna molto.
Mancata attenzione agli investimenti comuni europei e al Green Deal.
Immigrazione
Critica alla gestione europea dell'immigrazione: più carcere che solidarietà, prigioni "vuote, inumane e illegali".
Schlein definisce il governo incoerente e privo di visione
Critica alla propaganda social e ai tentativi di enfatizzare riforme mai attuate.
Appello a un cambiamento di rotta reale e sostanziale nelle politiche interne ed estere.
Questo il testo dell'intervento:
Presidente, so dove mi aspetta, ma decide lei che cosa dice l’opposizione. Io sono qui a parlarle delle slide che mancavano alle 68 che oggi avete pubblicato. Perché lei oggi festeggia tre anni del suo Governo, ma gli italiani non hanno niente da festeggiare. I salari reali si sono abbassati di 7 punti dal 2021: è il dato peggiore tra i Paesi europei; la pressione fiscale, invece, quella è ai massimi dal 2020: avete aumentato le tasse; sotto il suo Governo sono aumentati i lavoratori poveri - lo dice l’Istat, non il PD - e le nascite sono scese ancora dall’anno scorso, perché, se volete contrastare la denatalità, dovete combattere la precarietà, invece che aumentarla.
In un anno, i prezzi degli affitti sono aumentati del 10 per cento e, negli ultimi quattro, quelli delle stanze singole del 45 per cento. Lo chieda agli studenti che non riescono a uscire di casa per andare all’università, lo chieda alle loro famiglie, le stesse che, quando vanno a fare la spesa, spendono il 3,5 per cento in più, come per acquistare i libri scolastici. Sono aumentate del 25 per cento in un anno le bollette. Abbiamo le più care d’Europa. È la prima questione che ci pongono le imprese, ma voi, per tre anni, non avete fatto nulla su questo, perché non avete il coraggio di intaccare gli extraprofitti delle grandi società energetiche come ENI ed ENEL, che fanno per voi la politica energetica, anziché il contrario.
Con il suo Governo, in un anno, sono aumentate di 1,5 milioni le persone che rinunciano a curarsi, mentre qualcuno tra i vostri ci guadagna con le sue cliniche private. Anche prima, ha rivendicato di aver aumentato le risorse alla sanità di 30 miliardi di euro, ma, visto che è aumentato di più il PIL e l’inflazione, voi state tagliando: questa è matematica. Smettete di litigare con le calcolatrici e di prendere in giro gli italiani.
Fuori dalla sua propaganda c’è un’Italia che è fatta da chi fa fatica, ha stipendi bassi, da chi cura gli altri con stipendi da fame e da chi non riesce nemmeno a farsi curare. Nonostante le ingiustizie, continua, però, ad andare avanti. Lei da tre anni ci racconta un film a colori, mentre l’Italia vive in bianco e nero, dove la luce costa troppo, dove mancano i medici nei reparti ospedalieri, quella dei giovani che partono con la valigia.
Ma veniamo ai temi del Consiglio europeo. Una cosa mi ha colpito, Presidente, della sua relazione: lei ha delegato la politica estera di questo Paese a Donald Trump, mentre ha dimenticato l’Unione europea, proprio oggi che servirebbe un salto in avanti nell’integrazione europea per non rimanere schiacciati dall’aggressività di Trump, dalle minacce di Putin e dall’espansionismo cinese. Lei potrebbe spingere l’Europa a un protagonismo politico e diplomatico per riportare la pace, anziché spalleggiare Trump in questo tentativo di smantellare le sedi multilaterali e sostituirle con le sue telefonate, mentre vuole rimpiazzare, quindi, il diritto internazionale con la legge del più forte.
È importante che ci sia un cessate il fuoco a Gaza, che ha fermato le bombe sui palestinesi e ha riportato gli ostaggi israeliani a casa. Ma questi, come lei ha detto stamattina, sono primi passi, non è una pace. Tutti abbiamo riconosciuto gli sforzi diplomatici dei mediatori - dal Presidente americano al Qatar, all’Egitto, alla Turchia - e tutti gli attori devono rispettare l’accordo di tregua e impegnarsi nei prossimi passi, su cui l’Unione europea e l’Italia devono portare un contributo decisivo.
Ma attenzione: una pace giusta non significa dimenticare i crimini di questi anni del Governo di Netanyahu, che gli esperti hanno definito di genocidio e non si può, davanti a questo, dimenticare né dare l’impunità. Serve sbloccare subito tutti gli aiuti umanitari per Gaza, serve il pieno coinvolgimento dei palestinesi in questo processo, perché di pace si può parlare solo se è giusta verso chi è stato oppresso, solo se assicura l’autodeterminazione del popolo palestinese e se punta ai due popoli e due Stati, entrambi con il loro diritto di esistere, di vivere in pace e in sicurezza.
Per questo, torniamo a chiedervi di dare un segnale politico con il pieno riconoscimento dello Stato di Palestina, ora, come hanno fatto 150 Paesi. Guardi, prima l’ho ascoltata: non ci sono scuse, perché tutti sappiamo che Hamas deve essere disarmata e che non può essere né gestire il futuro di Gaza, altrimenti lei sta accusando Francia e Regno Unito di aver legittimato Hamas, e sappiamo che non è così. Lei prima ha detto che bisogna mantenere alta l’attenzione sulla Cisgiordania, ma non basta. Bisogna mettere fine alle occupazioni illegali, rafforzare l’Autorità palestinese. E noi non ci sottrarremo alla discussione su quale contributo possa dare l’Italia - ha detto che ne parleremo in Parlamento, bene -, un contributo da dare sotto il cappello delle Nazioni Unite per la ricostruzione a Gaza e per la pace.
La pace giusta è un obiettivo che dobbiamo perseguire anche per gli ucraini mentre li sosteniamo. Non ci può essere una pace giusta senza che a quel tavolo negoziale sieda l’Ucraina e, accanto all’Ucraina, l’Unione europea, perché non sarà Trump a garantire gli interessi di sicurezza ucraini ed europei. Anzi, se Putin oggi è più forte, si sente più forte almeno, o ha intensificato, come lei ha raccontato stamattina, i brutali attacchi anche sulla popolazione civile ucraina, è proprio anche perché Trump lo ha riabilitato, accogliendolo su un tappeto rosso, senza ottenere garanzie. La pace non può essere la resa alle ragioni dell’aggressore. Bisogna aumentare la pressione su Putin, anche con le sanzioni, e portarlo a negoziare.
Per fare questo, serve un’iniziativa politica e diplomatica europea, senza aspettare gli umori alterni di Trump. Per questo sono preoccupanti le sue parole contro il superamento dell’unanimità nell’Unione europea, soprattutto adesso che leggiamo che il suo alleato Orbán vuole di nuovo mettere i suoi veti per aiutare Putin. Questa subalternità a Trump e a Orbán la paga a caro prezzo il nostro Paese, perché va contro l’interesse nazionale.
Lei ha detto che non vuole essere subalterna, ma gli atti dimostrano il contrario. Ha detto stamattina che possiamo rafforzare la nostra competitività e la nostra sicurezza e, invece, avete accettato a testa bassa l’aumento delle spese militari al 5 per cento e questo mentre, ancora oggi, lei si dichiara contraria alla difesa comune europea, dicendo che è solo una competenza nazionale. Addirittura, ha rivendicato di aver agito perché lo strumento EDIP non compri solo dall’industria europea, ma compri anche da Trump. Ma questo, Presidente, ci rende più dipendenti sulla sicurezza, non meno dipendenti.
Ha detto che non ha mai garantito a Trump per le big tech. Ma, allora, Presidente, doveva essere un sosia di Giorgetti quello che al G7 ha accettato di cancellare le tasse minime globali sulle multinazionali americane. Un altro regalo ai più ricchi, come fate con questa manovra, perché lo sapete che date 30 euro in più a chi ne guadagna 30.000 e 440 euro in più all’anno a chi ne guadagna 199.000. Questo state facendo.
E le rispondo io all’appello di prima. Ai lavoratori del ceto medio, accorpando - uso le sue parole - il taglio del cuneo, la riduzione dell’aliquota Irpef e pure la detassazione parziale dei rinnovi, voi state comunque dando meno di quanto togliete con il drenaggio fiscale. Fate due conti. Non ha mai parlato di dazi in 45 minuti di relazione: una rimozione freudiana. Avete minimizzato per mesi e, ancora oggi, non avete chiarito come sosterrete le imprese e i lavoratori di fronte ai danni dei dazi. Confindustria parla di almeno 20 miliardi di export in meno l’anno prossimo, posti di lavoro a rischio, delocalizzazioni.
Per tutto il suo intervento - mi ha colpito - non ha mai citato gli investimenti comuni europei, che sono indispensabili anche per il rilancio della manifattura italiana, oltre che per l’autonomia strategica europea. Lei sa bene che i dati dell’occupazione e anche la riduzione del debito che rivendica non ci sarebbero se non ci fosse stato il PNRR, che nemmeno avevate votato. Perché non batterci per portare avanti altri investimenti comuni europei? Questa battaglia non la state facendo perché siete ideologici e perché non volete urtare Orbán, ma ne ha bisogno la manifattura italiana.
Anche oggi avete preso a sassate il Green Deal. Vorrei ricordarvi che tutti gli atti attuativi li avete negoziati e adottati voi. Ha detto che per la transizione servono risorse. È vero: servono risorse. Ma, allora, perché non si batte con noi per 800 miliardi all’anno di investimenti comuni europei che accompagnino le imprese nella conversione? Lo vuole fare con questa manovra rinunciataria? È la più piccola che si ricordi: una manovra di austerità, che prevede la crescita a zero, senza nulla sulla casa. Vada a raccontare domani che qui, in tre anni, avete solo cancellato il Fondo affitto da 330 milioni e ora tante famiglie rischiano lo sfratto.
Ora è il tempo della verità, Presidente. Lasciamo alle spalle i monologhi sui social e anche “TeleMeloni”, lasciiamo alle spalle i video della pompa di benzina in cui prometteva l’abolizione delle accise. Volevate abolire la Fornero e state ritardando la pensione al 99 per cento dei lavoratori.
Concludo. Guardi, la sua incoerenza ormai è conclamata. Dice di avere cambiato la politica europea sull’immigrazione, mentre l’unica cosa che è cambiata, Presidente, è che non si parla più di solidarietà all’Italia, e nelle cancellerie europee la prendono già in giro per quel suo “funzioneranno”, che doveva cambiare in “soldi buttati” per fare prigioni vuote, inumane e illegali, dove portare i torturati, mentre liberate i torturatori.
Fatevi aiutare, perché è chiaro che non avete una visione per portare avanti questo Paese.