Se l'Opposizione si riduce all'invettiva personale contro chi governa, al contestare tutto a prescindere, alla propaganda anziché all'approfondimento, la Politica muore, tanto quanto una Maggioranza che si affermasse con la frode, l'imposizione, la manipolazione.
In ambedue i casi, si tratterebbe di 'falsificazioni', in quanto le disuguaglianze sociali non sono un tema “di parte”: sono centrali per qualsiasi sistema politico, perché incidono su stabilità, crescita economica e legittimità delle istituzioni. Quando le differenze di reddito, accesso ai servizi o opportunità diventano troppo ampie, si producono effetti che riguardano tutti: minore mobilità sociale, tensioni politiche, sfiducia nello Stato e nei mercati. Per questo - intorno al 600 a.C. - nacque la Politica ad Atene e a Roma, con la Res Publica, ma anche in Cina e in India, con l'Imperium.
Tutte le tradizioni politiche (anche quelle conservatrici) hanno la loro leva fondamentale nelle diseguaglianze sociali. A prescindere da ragioni etiche e morfologia sociale, l'esigenza della Politica nasce dal fatto che un sistema troppo diseguale tende a diventare instabile o inefficiente. Persino nelle oligarchie, con una buona dose di paternalismo utile a giustificare le diseguaglianze e le disparità.
Dunque, per sua natura la Politica è "di per se" Dialogo e "di conseguenza" è Compromesso. Il suo 'nemico' è la Violenza, fisica o verbale non fa differenza.
Compromesso tra cosa? Compromesso tra le varie ideologie, tra le varie modalità di gestione della società con i loro pro e contro.
Ad esempio, la Sinistra liberal-radicale (Stuart-Mills) che mette al centro libertà individuali, diritti civili e Stato di diritto, cioè garantisce opportunità individuali ma interviene poco sulle disuguaglianze strutturali. Oppure la Sinistra labur-socialista (Bernstein), quella del Welfare State, ma anche quella della pressione fiscale elevata e della rigidità della spesa pubblica. , che può ridurre efficienza e crescita se mal gestita.
Successi evidenti sono i modelli nord-europei; i fallimenti emergono quando il sistema diventa insostenibile o burocratizzato, perdendo capacità di innovazione. O la Sinistra cristiano-sociale (Maritain) che vanta una grande attenzione alla dignità della persona, alla solidarietà e alla coesione sociale, ma pecca di moralismo e consociativismo.,
Ad esempio, la Destra sociale (von Bismarck) che accetta un certo intervento dello Stato per garantire sistemi di protezione (pensioni, assicurazioni sociali) e coesione nazionale, ma sfocia in un uso politico della spesa pubblica e di modelli poco trasparenti o clientelari. Oppure la Destra moderna (Hayek e Friedman) che punta sulla capacità di generare crescita economica, innovazione e competitività, cioè benessere, ma presenta il rischio di aumento delle disuguaglianze, se il mercato viene lasciato senza correttivi.
C'è anche la Destra religiosa (Burke), attenta alla stabilità sociale e al senso di comunità, a famiglia e coesione, ma al prezzo di rigidità normativa e limitazione dei diritti individuali. A contraltare troviamo la Sinistra comunista (Marx) che offre una critica potente alle disuguaglianze e allo sfruttamento, ma ha portato alla compressione delle libertà ed al collasso economico e politico dei sistemi pianificati.
Poi, a destra come a sinistra, ci sono i partiti nazional-populisti, sia di destra sia di sinistra (Dogin, Kurginyan) , che condividono una struttura di fondo simile: non sono ideologie coerenti bensì degli "stili politici" che oppongono “il popolo” a “un’élite” considerata distante o corrotta, dove i problemi strutturali (economia, geopolitica, welfare) vengono trattati come se avessero soluzioni semplici e rapide, tenendo puntualmente alla polarizzazione, cioè alla delegittimazione dell’avversario, rendendo poco praticabile il compromesso.
Il Putinismo, da vent'anni, e il Trumpismo, più di recente, sono ambedue degli 'stili politici' nazional-populisti.
Stili e personaggi autoritari che - affermatisi inizialmente in Russia - hanno poi preso piede in USA (Trump) e in Europa, quando la Sinistra (liberal-radicale + labur-socialista + cristiano-sociale) e la Destra moderna - dopo 60 anni di egemonia - sono pervenute al limite proprio delle disuguaglianze strutturali, ingessata dalla pressione fiscale elevata e dalla rigidità della spesa pubblica, tacciata di moralismo e nepotismo, mentre il sistema diventava sempre più insostenibile o burocratizzato, perdendo capacità di innovazione.
In Europa e USA, il diffondersi del così detto 'putinismo' ha comportato un risultato devastante: sono nati tanti partiti/movimenti che combinano nazionalismo, populismo, critica all’UE e leadership forte.
E nei principali stati ne troviamo uno a destra e uno a sinistra, quasi come fosse un assedio, vista la tendenza alla polarizzazione, cioè alla delegittimazione di chi la pensa diversamente o, comunque, non semplifica.
Maga e BLM in USA, Rassemblement National e La France Insoumise in Francia, Lega e Movimento 5 Stelle in Italia, Alternative für Deutschland e Die Linke in Germania, Vox e Indignados in Spagna.
A breve in USA ci saranno le Midterm. Entro la fine del 2027, in Francia si terranno le Elezioni municipali, poi le presidenziali e le legislative. In Italia, avremo le amministrative e le politiche nazionali. In Germania, andranno al voto i Länder chiave. In Spagna, le politiche nazionali e regionali.
Cosa succederebbe se, mentre Sinistra (liberal-radicale + labur-socialista + cristiano-sociale) e Destra (conservatrice + sociale + moderna) si oppongono l'un l'altra per abitudine, tutte queste elezioni le vincessero i partiti che combinano nazionalismo, populismo e critica all’UE, accompagnati da quelli della destra religiosa, da un lato, e della sinistra comunista, dall'altro?
Passando dai like ai voti, pagherà di più l'approccio francese e italiano, dove i partiti storici hanno optato per una desistenza o una coalizione con le forze nazional-populiste, oppure quello tedesco e spagnolo, dove comunque c'è netta distinzione e si corre separati?
In termini semplificati, se la sorte di Marcon sembra segnata e se la CSU in Germania sembra essere dominante, mentre la Spagna è pur sempre una monarchia, qui in Italia i giochi sono aperti.
Prevedendo un'onda lunga nazional-populista, giocata sulle diseguaglianze contrapposte alle "elite" e alimentata da putinismi e trumpismi vari, ma soggiogata all'interludio delle amministrative e delle 'concessioni' da fare pur di comporre le Giunte ... la spada di Damocle che pende sulle elezioni politiche è ben chiara.
Meloni saprà fare a meno di Vannacci e, soprattutto, la Lega riuscirà a trasformarsi in un partito di Destra 'moderna', anziché populista?
Sul lato opposto, Schlein riuscirà a comporre il suo agognato Campo Largo, depurandosi da anti-europeismi, estremismi e leadership 'sole al comando'?

