Israele ha annunciato che, a partire da domenica, sospenderà ogni giorno le operazioni militari in alcune aree della Striscia di Gaza per dieci ore, nel tentativo di facilitare la consegna degli aiuti umanitari in un territorio devastato dalla guerra e colpito da una grave crisi alimentare.
Secondo quanto comunicato dalle forze armate israeliane, l'interruzione delle attività militari durerà dalle 10:00 alle 20:00 (ora locale) e interesserà specificamente la zona di Al-Mawasi – designata come area umanitaria lungo la costa – oltre a parti di Deir al-Balah e della città di Gaza. Durante questo periodo, verranno garantiti anche percorsi sicuri per i convogli umanitari tra le 6:00 e le 23:00.
Tom Fletcher, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari e coordinatore degli aiuti di emergenza, ha dichiarato che le squadre dell'ONU intensificheranno gli sforzi per raggiungere la popolazione affamata durante queste "pause umanitarie".
"Faremo tutto il possibile per soccorrere quante più persone possibile", ha affermato in un post sui social.
I dati del Ministero della Sanità di Gaza, fino a ieri, elencavano 127 persone, di cui 85 bambini, morti per malnutrizione dall'inizio del conflitto. L'ultimo caso noto era quello di Zainab Abu Haleeb, una neonata di cinque mesi deceduta sabato all'ospedale Nasser di Khan Younis per denutrizione acuta. La madre, visibilmente sconvolta, ha dichiarato: "Tre mesi in ospedale, e ora è morta".
Domenica, sempre il Ministero della Salute, ha reso noto che nelle ultime 24 ore sono stati registrati sei nuovi decessi a causa di carestia e malnutrizione, tra cui due bambini. Questo porta il bilancio delle vittime per fame a 133, di cui 87 bambini. Circa 900.000 bambini a Gaza soffrono la fame, 70.000 dei quali sono entrati nella fase di malnutrizione.
Domenica, la Mezzaluna Rossa Egiziana ha inviato oltre 100 camion carichi di circa 1.200 tonnellate di generi alimentari attraverso il valico di Kerem Shalom, nel sud della Striscia. Nelle ore precedenti, Israele aveva anche iniziato a effettuare lanci aerei di aiuti per alleggerire le condizioni umanitarie nella zona.
Secondo diverse organizzazioni umanitarie, la fame è ormai diffusa tra i 2,2 milioni di abitanti di Gaza. L'aggravarsi della crisi ha contribuito a riaccendere l'attenzione internazionale, tanto da spingere il presidente francese Emmanuel Macron a dichiarare che la Francia riconoscerà ufficialmente lo Stato palestinese a settembre.
Le Nazioni Unite hanno ribadito che le pause militari devono servire ad aumentare la portata degli aiuti, criticando Israele per non aver fornito un numero sufficiente di percorsi alternativi per i convogli, ostacolandone l'accesso.
Da parte sua, Israele – che aveva bloccato del tutto gli aiuti a marzo e li ha riammessi con nuove restrizioni a maggio – sostiene di essere impegnato a consentire l'ingresso di aiuti, ma insiste sulla necessità di controllarli per evitare che finiscano nelle mani dei miliziani. Tel Aviv afferma di aver già fatto entrare cibo a sufficienza e attribuisce la colpa della crisi a Hamas.
Molti abitanti di Gaza hanno accolto con cauto sollievo l'annuncio della tregua parziale. Tuttavia, non mancano le preoccupazioni sulla sicurezza della distribuzione, perché i lanci aerei, coma dimostrato ampiamente da quanto accaduto in passato, causano feriti e danni.
Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, appartenente all'ala estrema destra del governo, ha criticato duramente la decisione di Netanyahu di far entrare più aiuti, definendola una "resa alla propaganda ingannevole di Hamas". Ha ribadito la sua proposta di interrompere completamente i soccorsi, conquistare l'intero territorio e favorire l'emigrazione della popolazione palestinese, pur senza minacciare apertamente di lasciare il governo.
Nonostante Israele abbia annunciato la pausa nei combattimenti in alcune zone della Striscia, secondo fonti mediche, dall'alba odierna sono stati uccisi 43 palestinesi, tra cui 29 che erano in attesa degli aiuti.


