Dopo la ferale notizia della sforatura dello 0,1% del rapporto Debito/Pil, in Italia si è creata una situazione politica davvero paradossale.
Il centro-sinistra europeo, insieme a Fratelli d'Italia e Lega, è allineato sulla necessità di sospendere temporaneamente o parzialmente il Patto di Stabilità. Tuttavia, il centro-sinistra italiano, che finora ha demonizzato il governo Meloni, ora si trova in difficoltà perché non può più tornare indietro, mentre si profila un accordo trasversale europeo con i partiti (FdI e Lega) che finora ha delegittimato.
Ad esempio, la vulgata che il colpa di coda del Superbonus "non è colpa di Conte", bensì dei successori (Draghi e Giorgetti) ... 'colpevoli' di aver dovuto mantenere le regole 'no limits' per i lavori già iniziati ... quando c'era ancora Conte.
Oppure la narrazione di una Giorgia Meloni 'isolata' in Europa, che però - nel caso del Patto di Stabilità come in altri - non corrisponde alla realtà della politica europea, decisamente più complessa di quanto molti possano immaginare.
Ecco come stanno le cose.
Ursula von der Leyen (Presidente della Commissione Europea): Ha gelato le speranze di flessibilità sul Patto di Stabilità, affermando che non ci sono le condizioni per la sospensione e suggerendo invece di utilizzare i fondi non ancora spesi.
Valdis Dombrovskis (Vicepresidente della Commissione): Ha ribadito che l'attivazione della clausola di sospensione richiede un "grave deterioramento economico" dell'area euro, scenario che al momento la Commissione non ravvisa.
Paolo Gentiloni (Commissario UE all'Economia): Pur riconoscendo che un aggravamento della crisi potrebbe creare le condizioni per lo stop, al momento segue la linea ufficiale di monitoraggio.
Francia: Emmanuel Macron
Il presidente francese si è espresso chiaramente a favore di un approccio pragmatico per non soffocare la crescita durante la crisi:
"Sarebbe stupido ripagare il debito comune ora": Macron ha usato parole dure per descrivere l'eventuale ritorno immediato al rigore, definendo l'ostinazione sul rientro del debito come un errore strategico che danneggerebbe l'economia europea.
"Pragmatici sul debito": Ha ribadito la necessità di nuove risorse proprie per il bilancio UE e di una gestione del debito che tenga conto del contesto geopolitico.
Spagna: Pedro Sánchez
Il premier spagnolo è tra i più attivi nel chiedere che le regole fiscali non blocchino gli investimenti strategici.
Per la transizione: Sánchez ha formalmente chiesto che il Patto di Stabilità sia discusso o sospeso per permettere investimenti massicci nella transizione ecologica e per "accelerare la rottura della dipendenza dai combustibili fossili".
Contrasto alla crisi energetica: Ha suggerito che la discussione sul Patto sia accompagnata da misure straordinarie, come una tassa sui maxiprofitti delle aziende energetiche.
Germania: Friedrich Merz
La sua posizione è attualmente incerta e "da testare". Berlino stessa ha visto il proprio rapporto deficit/PIL salire sopra il 3%, una situazione che potrebbe spingerla verso una maggiore flessibilità.
Nonostante il rigore fiscale, il suo governo ha mostrato una storica apertura — definita un "tabù infranto" — verso una maggiore flessibilità per consentire ai singoli Paesi di aumentare le spese. Nel suo discorso al Consiglio Europeo del marzo 2026, ha esortato la Commissione a ridurre drasticamente la burocrazia e le regolamentazioni per stimolare la crescita
Germania: Olaf Scholz
La posizione tedesca è più sfumata; Scholz non chiede una sospensione totale, ma riconosce la necessità di evitare l'austerità:
"Non possiamo costringere nessun Paese all'austerità": In passato ha ammesso che, pur essendo importanti i criteri di stabilità, le regole non devono soffocare la ripresa.
Flessibilità pragmatica: Berlino sembra aperta a discutere "passi avanti" e soluzioni che non blocchino il tavolo negoziale, specialmente per quanto riguarda le spese per la difesa.
Paesi Bassi: Dick Schoof
Nonostante la storica appartenenza al fronte dei "frugali", il governo olandese ha mostrato aperture:
Sostegno alle richieste di sospensione: Recenti vertici europei hanno indicato che i Paesi Bassi si sono uniti al fronte (guidato dalla Spagna e sostenuto da Belgio e Irlanda) che chiede di congelare o discutere i vincoli per affrontare le emergenze correnti.
I 12 Paesi della Difesa: Separatamente, un gruppo di 12-13 Stati membri (tra cui Germania, Polonia, Grecia, Ungheria, Finlandia e i Paesi Baltici) ha già richiesto o attivato una clausola di salvaguardia nazionale specifica per poter aumentare le spese militari senza violare le regole fiscali dell'UE.
In altre parole, si rende sempre più evidente la scollatura tra i voleri della Commissione UE' - che parla in ragione di piani finanziari e monetari pluriennali - e le istanze dei rappresentanti politici nazionali, che sono attenti innanzitutto alle realtà produttive e sociali attuali.
Quanto all'Italia, l'unica voce a favore della sospensione richiesta dal Governo Meloni è stata quella dei Sindacati CISL UIL CGIL e di Confindustria, che hanno chiesto esplicitamente di sospendere il Patto per permettere investimenti massicci, sia pubblici che privati, in industria e occupazione. Anche Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) e Unimpresa sostengono la necessità di una deroga collettiva per evitare la paralisi dei cantieri e dell'economia.
Giuseppe Conte e Elly Schlein, viceversa, continuano a prendersela con il governo Meloni in chiave tendenzialmente anti-europea, se la critica va alla politica economica del governo, definendola fatta di "tagli e austerità" ... che ha richiesto l'UE, e definendo il nuovo Patto di Stabilità come un "cattivo compromesso", accettato passivamente dal governo Meloni mentre Francia e Germania decidevano i termini, ... visto che nel 2022 e 2023 l'Italia 'ballava' tra l'8 e il 7% di sforatura nel Rapporto Debito/Pil.
Dietro gli 'Occupy' e i 'Vaffa', nel PD di oggi e nei Cinque Stelle di sempre, c'è anche un progetto di politica amministrativa, economica, finanziaria per l'Italia e per l'Unione?

