Solo ipocrisia e silenzi sul massacro dei palestinesi: Meloni complice morale del genocidio a Gaza
Questo mercoledì, bontà sua, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha deciso di "materializzarsi" alla Camera dei deputati per rispondere alle "interrogazioni a risposta immediata" programmate nell'ordine del giorno.
Angelo Bonelli, di AVS, ha chiesto a Meloni di illustrare la propria posizione nei confronti del Primo ministro Netanyahu in relazione alla situazione a Gaza e in Cisgiordania:
"Signora Presidente, a Gaza è morta l'umanità, seppellita dalle bombe di Netanyahu, bombe che hanno determinato un disastro umanitario.Sono stati bombardati ospedali, campi profughi, scuole. Netanyahu usa la fame come strumento di annientamento del popolo palestinese, medici e paramedici sono stati giustiziati a sangue freddo. Sono state assassinate 60.000 persone, di cui 18.000 bambini. Lei poc'anzi ha ricordato di essere madre.Ebbene di fronte a tutto ciò, di fronte a tutto questo orrore, lei sino ad oggi non ha condannato gli orrori di Netanyahu, per noi è un criminale. Ecco lei oggi è in grado di condannare le azioni di Netanyahu? Lei oggi è in grado di dire e di proporre sanzioni, come sono state proposte le sanzioni alla Russia? Perché due pesi e due misure? Perché una doppia morale? Ecco le chiediamo lei ritirerà l'ambasciatore? Proporrà quindi di realizzare e riconoscere lo Stato di Palestina?"
Questa è stata la risposta della presidente del Consiglio:
"Come sapete, fin dall'inizio del conflitto a Gaza, il Governo italiano è stato in prima fila, tanto sul piano diplomatico quanto sul piano umanitario, un ruolo che viene riconosciuto da tutti gli attori in campo.L'Italia ha certamente svolto un ruolo di primo piano intanto nel prestare assistenza umanitaria alla popolazione civile, concentrando i suoi interventi sulla sicurezza alimentare, in particolare attraverso Food for Gaza, l'iniziativa con la quale abbiamo già inviato oltre 110 tonnellate di aiuti alimentari e sanitari.Ancora pochi giorni fa il Ministro degli Affari esteri ha chiamato il suo omologo israeliano per porre nuovamente la necessità di garantire l'accesso all'assistenza umanitaria alla popolazione palestinese, iniziativa della quale è stato prontamente informato il Primo Ministro Mustafa. Ricordo anche l'impegno del nostro Ministro della Difesa che ha messo a disposizione due elicotteri per il ponte aereo umanitario Sky Hope organizzato dal re di Giordania.Nell'ultimo CdM è stato prolungato lo stato d'emergenza a Gaza, sono stati stanziati ulteriori fondi. Oggi abbiamo evacuato altre 34 persone, tra cui 14 bambini. A questo impegno, che comunque vale la pena di ricordare sul versante umanitario, si è affiancato un costante impegno a sostegno degli sforzi dei mediatori, per porre fine al conflitto.Io, in questi mesi, come si sa, ho a più riprese sentito il Primo Ministro Netanyahu. Sono state conversazioni, spesso difficili, in cui ho sempre richiamato l'urgenza di trovare una strada per terminare le ostilità, la necessità di rispettare il diritto internazionale - il diritto internazionale umanitario - una richiesta che rinnovo anche oggi, a fronte di una situazione umanitaria a Gaza che non ho difficoltà a definire sempre più drammatica e ingiustificabile.Non abbiamo condiviso diverse scelte, non condividiamo le recenti proposte del Governo israeliano e non abbiamo mancato di dirlo ai nostri interlocutori, consapevoli come siamo, però, che non è stato Israele a iniziare le ostilità e che c'era un disegno, come ho detto varie volte alla base dei disumani attacchi di Hamas e della crudeltà rivolta contro gli ostaggi.Quel disegno era un disegno che puntava all'isolamento e questo non può non farci riflettere su quanto sarebbe pericoloso assecondare il disegno dei terroristi, che non si sono fatti scrupoli a sacrificare la vita sia di israeliani che di palestinesi, pur di perseguire i propri scopi. Continueremo a impegnarci per una cessazione permanente delle ostilità.In questo quadro, credo che non ci debbano essere da parte nostra ambiguità nel pretendere che Hamas rilasci immediatamente gli ostaggi, deponga le armi, nel dire che non c'è spazio per una presenza di Hamas nel futuro della striscia e in un futuro Stato palestinese.E ribadisco quanto già detto al Senato: sono convinta, sulla base delle numerose conversazioni che ho avuto in questi mesi con i leader della regione, che si possa lavorare a un quadro politico e di sicurezza regionale capace di porre fine al conflitto, aprire la strada a un processo che conduca alla soluzione dei due Stati. E resto convinta che per farlo occorra partire dal piano di ricostruzione proposto dai Paesi arabi. È verso questo obiettivo che il Governo continua a impegnarsi, lavorando con i leader della regione, con i nostri partner europei, con gli Stati Uniti. Lo faremo mantenendo con tutti un dialogo aperto, franco e, se necessario, anche critico. È esattamente per questo che non è nell'intenzione del Governo italiano richiamare l'ambasciatore italiano in Israele".
Le domande poste da Bonelli erano molto semplici e dirette:
- Lei oggi è in grado di condannare le azioni di Netanyahu?
- Lei oggi è in grado di dire e di proporre sanzioni, come sono state proposte le sanzioni alla Russia?
- Perché due pesi e due misure? Perché una doppia morale?
- Ecco le chiediamo lei ritirerà l'ambasciatore?
- Proporrà quindi di realizzare e riconoscere lo Stato di Palestina?
Meloni ha risposto unicamente ad una domanda, quella relativa alla presenza dell'ambasciatore italiano a Tel Aviv che non verrà ritirato. Pertanto, ne consegue che la madre cristiana Giorgia Meloni...
- ritiene di non condannare il genocidio in corso a Gaza e nei Territori Occupati da parte dello stato ebraico di Israele;
- ritiene di non auspicare e proporre sanzioni a Israele come ha invece fatto nei confronti della Russia;
- non è in grado di spiegare il perché di due pesi e due misure e della doppia morale del suo governo;
- ritiene di non riconoscere lo Stato di Palestina, ostacolandone pertanto la sua creazione.
In compenso, però, la presidente del Consiglio non ha mancato di giustificare il genocidario Stato ebraico di Israele portando a giustificazione l'attacco di Hamas del 7 ottobre:
"... non è stato Israele a iniziare le ostilità e ... c'era un disegno, come ho detto varie volte alla base dei disumani attacchi di Hamas e della crudeltà rivolta contro gli ostaggi. Quel disegno era un disegno che puntava all'isolamento e questo non può non farci riflettere su quanto sarebbe pericoloso assecondare il disegno dei terroristi, che non si sono fatti scrupoli a sacrificare la vita sia di israeliani che di palestinesi, pur di perseguire i propri scopi. Continueremo a impegnarci per una cessazione permanente delle ostilità. In questo quadro, credo che non ci debbano essere da parte nostra ambiguità nel pretendere che Hamas rilasci immediatamente gli ostaggi, deponga le armi, nel dire che non c'è spazio per una presenza di Hamas nel futuro della striscia e in un futuro Stato palestinese".
Curioso però, che Meloni, così come altri, si ricordi delle 1.139 vittime israeliane del 7 ottobre (in parte anche uccise consapevolmente dalle IDF in base al protocollo Annibale), mentre non parli delle 6.500 vittime palestinesi (di cui 5.400 a Gaza) uccise dal 2008 fino a settembre 2023 da Israele. Un numero che per l'ong israeliana B'Tselem va almeno moltiplicato x2, nel caso il conteggio delle vittime palestinesi si faccia partire dal 2000. Ma perché i morti israeliani vengono descritti come un crimine inenarrabile, mentre dei morti palestinesi o non se ne parla o se se ne parla se ne fa cadere la colpa su Hamas? Curioso.
Curioso anche che la premier Meloni non abbia fatto cenno al genocidio in corso a Gerusalemme est e in Cisgiordania (che c'entrano i Territori Occupati con Hamas?) e non abbia fatto cenno agli ostaggi palestinesi torturati e lasciati morire dagli aguzzini dello Stato ebraico nelle sue prigioni militari. Anche di questi fatti, la premier Meloni non ha dato risposta.
Questa è stata la replica di Angelo Bonelli:
"Signora Presidente, veramente lei prima ha detto “madre”. Adesso glielo dico da padre: io sono inorridito, indignato dalla sua ipocrisia; un'ipocrisia che non ha avuto il coraggio di condannare i fatti criminali che stanno accadendo.Ma lei, da madre, come si sente a vedere: bambini uccisi 18.000. Sapete, questa frase, le dico chi l'ha detta questa frase: “Israele sta distruggendo sempre più case a Gaza, ora i palestinesi non hanno un posto dove andare”. L'ha detta Benjamin Netanyahu e lei non ha avuto il coraggio di condannare queste parole, non ha il coraggio di condannare i Ministri del Governo Netanyahu, che dicono che bisogna bombardare i depositi alimentari.Sa, alcuni giorni fa, è stato ucciso un bambino di 12 anni; si chiamava Mohammed Bardawil, era il testimone oculare dell'esecuzione a freddo che l'esercito israeliano ha fatto di 15 medici e paramedici. Ebbene, di fronte a questo, lei non ha il coraggio di dire: condanno quello che sta facendo il Governo di Israele. Questo lo trovo francamente un'ipocrisia, che di fronte al popolo italiano - e sono sicuro di interpretare il sentimento maggioritario del popolo italiano, che di fronte all'orrore che stiamo vedendo, lei non è in grado di esprimere una parola di condanna, di dire: sanzioni a chi uccide bambini, a chi uccide un popolo inerme, sanzioni; le stesse sanzioni che avete deciso per la Russia.Io le dico perché lei sta facendo questo, signora Presidente: perché lei sta facendo un calcolo politico. È più importante mantenere il suo potere, non inimicarsi Israele, non inimicarsi Washington, comprare armi da loro, vendere armi a Israele e dimenticare. È inutile che mi fa i gesti, perché è così, perché io so che lei è in difficoltà, perché oggi (Proteste dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) lei è stata profondamente ipocrita, non ha avuto il coraggio di condannare ciò che è di fronte agli occhi del mondo: uno sterminio, una deportazione, una pulizia etnica. Di questo lei si si deve vergognare di fronte al popolo italiano. Lei si deve vergognare!"
Ma Giorgia Meloni, evidentemente, cosa sia la vergogna non lo sa, e, di conseguenza, non sa neppure quali possano esserne i limiti. Lo ha dimostrato quando alla fine del suo intervento di replica il presidente del M5s, Antonio Conte, ha invitato l'Aula ad alzarsi in piedi per commemorare le vittime civili dello sterminio messo in atto dallo Stato ebraico a Gaza: mentre i membri delle opposizioni si sono alzati, la premier Meloni è rimasta seduta, così come i suoi ministri, così come i parlamentari che supportano il suo governo.
Evidentemente, in base a quanto detto e fatto oggi da Meloni e dai (post) fascisti che compongono il suo esecutivo e la sua maggioranza, il genocidio messo in atto da Israele sembra essere un atto dovuto. Va però ricordato a Meloni che il non condannare un genocidio non significa essere neutrali... significa solo esserne (moralmente) complici.