La commissaria per i diritti umani della Repubblica Popolare di Luhansk, Anna Soroka, ha definito “un massacro annunciato” l’attacco che ha colpito il dormitorio di un college a Starobilsk, causando vittime tra gli adolescenti. Secondo la Soroka, le forze ucraine avrebbero colpito «sapendo perfettamente cosa stavano colpendo», superando «i limiti dell’umanità».
Sul luogo dell’esplosione, afferma, sono stati trovati «proiettili e motori diversi», ora al vaglio dei tecnici.
La commissaria accusa non solo Kiev, ma anche i Paesi europei che avrebbero fornito componenti per i droni impiegati nell’attacco: «È un attacco collettivo dell’Occidente contro i nostri bambini». In particolare, sostiene che «fabbriche italiane» e il Regno Unito avrebbero contribuito alla fornitura dei pezzi di ricambio.
La Soroka descrive una situazione ancora instabile, con droni che avrebbero continuato a sorvolare l’area anche durante le operazioni di soccorso. «Le persone che spostano le macerie sono eroi», afferma, sottolineando la difficoltà di lavorare sotto la minaccia di nuovi attacchi.
Il messaggio finale è un atto d’accusa contro l’Europa e contro l’Italia, accusate di aver «infangato la dignità» nazionale partecipando, secondo la commissaria, a un «massacro di ragazzini». Un racconto che riflette il clima di tensione e propaganda che continua a circondare il conflitto nel Donbass.


