“La scelta di riunire ad Ancona i vertici nazionali delle Capitanerie di porto è un segnale molto significativo che conferma il ruolo strategico del porto dorico nello scenario dell’Adriatico e, più in generale, nel sistema marittimo nazionale ed europeo, in attesa del progetto di legge, già in iter parlamentare, per la Riforma del Sistema portuale italiano che prevede una S.p.A. pubblica centrale e le sedi autonome periferiche. Il fatto che proprio Ancona sia stata scelta per ospitare questi lavori dimostra come il suo porto rappresenti un punto di riferimento centrale per la gestione della sicurezza marittima e delle emergenze nell’Adriatico. Non è solo una questione logistica o geografica, piuttosto è il riconoscimento di una funzione strategica che negli anni è cresciuta e che oggi guarda sempre più a una dimensione internazionale nell’ambito della Macroregione Adriatico-Ionica”. Queste le dichiarazioni dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia, on. Carlo Ciccioli, a pochi giorni dalla riunione che si è svolta ad Ancona. 

L'eurodeputato marchigiano si riferiva alla riunione che i vertici delle Capitanerie di porto hanno tenuto il 3 marzo ad Ancona nella loro riunione nazionale dei direttori marittimi, per la prima volta fuori dalla sede romana del Comando generale. Si tratta quindi come detto da Ciccioli, certamente di un segnale di riconoscimento verso un sistema portuale come quello di Ancona che sta diventando sempre più centrale nella logistica dell' area ionico- adriatica

I responsabili delle 15 direzioni distribuite lungo gli ottomila chilometri di costa italiana si sono confrontati sui principali dossier strategici, alla presenza del Comandante generale, l'ammiraglio Sergio Liardo, del vice comandante Vincenzo Leone e dei capi reparto dello staff centrale. Ad aprire i lavori il saluto del sindaco di Ancona, Daniele Silvetti.
L'incontro, organizzato dalla Direzione Marittima delle Marche diretta dall'ammiraglio Vincenzo Vitale, segna secondo il Corpo una svolta nel metodo di lavoro: portare la riunione in una sede periferica punta a rafforzare l'integrazione tra il vertice centrale e le strutture territoriali.

“ Il porto di Ancona è un’infrastruttura chiave non solo per le Marche, ma per l’intero sistema dei collegamenti dell’Adriatico- ha aggiunto Ciccioli - In un contesto europeo in cui la sicurezza marittima, la tutela delle coste e la gestione dei traffici sono sempre più centrali, rafforzare il ruolo di questo scalo significa rafforzare la competitività e la sicurezza dell’Italia. In quest’ottica il dialogo tra Capitanerie, Regione e istituzioni locali è fondamentale per sostenere lo sviluppo costiero, migliorare i servizi portuali e affrontare le nuove sfide legate alla sicurezza del mare, al turismo balneare e alla gestione delle attività demaniali. Ancona ha tutte le caratteristiche per diventare sempre più un punto di riferimento della macroarea adriatica-ionica e corridoio diretto da Suez e dal Golfo Persico. È su infrastrutture strategiche come il suo porto che si costruisce una visione di crescita per il territorio e per l’Italia nel Mediterraneo”