La riforma su cui gli italiani sono chiamati ad esprimersi in marzo prevede, tra le altre cose, la creazione di due Csm separati per magistratura giudicante e requirente, a fronte dell’unico attuale. È sempre bene ricordare che le proporzioni tra laici e togati nei nuovi Csm rimangono intatte e sarà sempre il Presidente della Repubblica a presiederli. Questa specifica sezione della riforma altro non è che la reale ed effettiva attuazione della tanto menzionata separazione delle carriere.
Si tratta di una riforma che da sempre viene sostenuta dalla sinistra, come piu volte ha detto Cesare Salvi, costituzionalista ed esponente di spicco dei ds, ministro del lavoro e della previdenza sociale durante i governi guidati da Massimo D'Alema e Giuliano Amato e senatore ininterrottamente dal 1992 al 2008 e nel 2001 è stato anche nominato vicepresidente del Senato oltre che responsabile giustizia del partito. "Da uomo di sinistra non mi sento di votare No, solo perché questa legge è presentata dalla destra" ha detto Salvi, che considera la separazione delle carriere e il sorteggio del Csm, due capisaldi della sinistra, affermando qualche giorno fa "vedo una continuità con riforme come quella quella del processo penale ispirata da Sebastiano Vassalli nel 1988 e quella dell’articolo 111 della Costituzione sul giusto processo approvata nel 1999 con consenso bipartisan, ma fortemente voluta dal centrosinistra."
Secondo molti giuristi, anche di sinistra, quindi la riforma è giusta e garantisce la terzietà e l'equità dei giudici, liberandoli da correnti e logiche spartitorie che poco o nulla hanno a che fare con il merito. Ed è per questo che il sorteggio e la creazione di due Csm sono fondamentali per garantire l'imparzialità di pm e giudici, che seguono due distinte carriere ed hanno due autonomi organismi di autogoverno, entrambi sorteggiati. Si creano due Csm, nello specifico, per porre fine ad un’annosa problematica: che giudici e pubblici ministeri, in barba alla terzietà, possano decidere vicendevolmente delle altrui valutazioni, nomine, trasferimenti e promozioni. Lo si fa perché, come molto bene spiega figurativamente il ministro Nordio, è ripugnante all’essenza stessa dell’articolo 111 della Costituzione che un imputato possa ritrovarsi, alla mattina, un giudice ed un Pm contrapposti nella logica accusatoria, col primo chiamato a pronunciarsi sull’operato del secondo, e al pomeriggio, questa logica rovesciata in seno al consiglio giudiziario, dove il secondo ha il potere di giudicare il primo.
"I motivi per cui votare Sì sono tanti, il principale è garantire al cittadino un giudice terzo e imparziale, un giudice qualificato, che sia valutato da un organo anch'esso imparziale, un giudice che, laddove sbagli sul piano disciplinare, venga adeguatamente sanzionato. Tutti questi obiettivi, a mio parere, possono essere raggiunti con la riforma, perché, da una parte, la separazione delle carriere garantisce che il giudice sia equidistante sia dall’accusa che dalla difesa, dall'altra, la creazione di due Csm, che saranno formati attraverso sorteggio e non attraverso elezioni pilotate dalle correnti, assicura che la professionalità del giudice e la sua responsabilità disciplinare vengano vagliate in maniera imparziale." ha spiegato molto bene in un intervista Monica Marchionni, magistrata di sorveglianza presso il Tribunale di Siracusa.
Cosi come interessante per motivare a votare si alla riforma Nordio, è la tesi dell’avvocato Gian Domenico Caiazza, presidente del comitato Sì Separa. Il dottor Caiazza, in risposta al collega Franco Coppi, ha spiegato come dimostrare nei fatti l’assenza di terzietà del giudice sia naturalmente una probatio diabolica. Quello che si può materialmente fare è intervenire sul piano teorico, dove uno scenario in cui si riducono, almeno sulla carta, le occasioni di condizionamento tra giudice e pubblico ministero fornisce sicuramente più garanzie in tal senso dell’attuale configurazione.
"oggi la sofisticata metodica del dosaggio delle correnti si verifica prima delle elezioni del Csm, non dopo. Ed è qui – cioè prima – che il sorteggio farà saltare il banco. Certo, chi verrà sorteggiato come consigliere magari farà riferimento a una determinata corrente, ma il punto è che con l’estrazione a sorte non sarà più possibile pilotare preventivamente gli equilibri tra le correnti. In questo modo il sindacato dei magistrati non avrà più alcuna forza di condizionamento: ce l’avranno i singoli". ha detto Caiazza in una intervista a Tpi.
Nell’opinione di , invece, lo sdoppiamento del Csm è l’unico design istituzionale per creare due gestioni di carriera distinte per giudici e pubblici ministeri, che garantisca allo stesso tempo l’autonomia di entrambi, senza far uscire nessuno dei due ˗ in particolar modo il corpo requirente, come avviene in alcuni paesi ˗ dalla magistratura.
Anzi, con il nuovo art. 104 della Costituzione, si eleverebbe lo status di autonomia e indipendenza di ciascun corpo, menzionato in tal senso singolarmente a livello costituzionale. Questo sistema non è un unicum, ma è adottato, ad esempio, in Spagna e in Portogallo, dove per di più la proporzione tra laici e togati non favorisce i secondi come da noi. Due paesi che non si possono certo additare di non aver tenuto conto di esperienze autoritarie nel disegnare la propria architettura costituzionale.
Insomma l'impressione che si ha anche in questa campagna referendaria è che ci sia una bella fetta di paese che sia a prescindere contraria a qualsiasi cambiamento, che possa modificare lo status quo che possano inficiare alcune rendite di posizione che sono difficilissimi da scalfire, cosi come ha scritto in un post Carlo Calenda, leader di Azione
Ho l’impressione che l’Italia sia fondamentalmente per il #No. Ma non solo su questo referendum.
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) March 15, 2026
Siamo per il No al cambiamento in qualsiasi settore.
Da questo punto di vista siamo il paese più conservatore d’Europa.
Troviamo sempre una ragione per non cambiare: la giustizia,…

