La Commissione europea ha adottato la nuova strategia dell’Ue per i porti, un quadro politico destinato a rafforzare competitività, resilienza, sicurezza e sostenibilità degli scali europei. L’obiettivo è proteggere le catene di approvvigionamento del continente, accelerare la transizione energetica e sostenere il ruolo globale del settore marittimo, contribuendo al traguardo della neutralità climatica entro il 2050.
La strategia individua cinque aree prioritarie di intervento. La prima riguarda il rafforzamento della competitività attraverso innovazione, digitalizzazione e criteri più chiari per gli investimenti, inclusa una maggiore attenzione alla proprietà straniera nei porti considerati infrastrutture strategiche.
La seconda area punta ad accelerare la transizione energetica, con procedure autorizzative più rapide per i progetti verdi nei porti, l’elettrificazione delle infrastrutture e lo sviluppo di nuove filiere energetiche, tra cui l’idrogeno.
Il terzo pilastro riguarda la sicurezza, con misure per contrastare traffici illeciti, migliorare i controlli doganali, rafforzare la cybersecurity e creare nuovi strumenti di cooperazione tra autorità portuali e organismi di sicurezza.
La Commissione prevede inoltre interventi per facilitare l’accesso ai finanziamenti, utilizzando strumenti già esistenti come il Connecting Europe Facility, i fondi di coesione e InvestEU, con particolare attenzione ai porti di piccole e medie dimensioni.
Infine, la strategia include iniziative dedicate al capitale umano, con programmi per lo sviluppo di nuove competenze, la riqualificazione della forza lavoro e il lancio di un nuovo “Patto per le competenze” nel settore portuale.

“L’Unione europea ha finalmente compreso che i porti non sono soltanto infrastrutture logistiche, ma veri snodi strategici per la sicurezza economica, energetica e commerciale del continente. La nuova strategia presentata dalla Commissione europea va nella direzione giusta: rafforzare competitività, sicurezza e sostenibilità del sistema portuale europeo significa difendere le nostre filiere produttive e la nostra autonomia strategica. Parliamo di un settore che movimenta circa il 74% del commercio estero dell’Unione e miliardi di tonnellate di merci ogni anno: numeri che spiegano quanto i porti siano centrali per l’economia europea e per il lavoro di centinaia di migliaia di persone. La strategia punta su digitalizzazione, sicurezza delle infrastrutture, contrasto ai traffici illegali e accelerazione della transizione energetica negli scali marittimi. Per l’Italia e per i porti dell’Adriatico questa è un’occasione importante. Dobbiamo utilizzare al meglio le risorse europee per modernizzare le infrastrutture, rafforzare i collegamenti logistici e garantire standard sempre più elevati di sicurezza. Anche i porti marchigiani possono giocare un ruolo significativo in questa strategia europea, contribuendo alla competitività del sistema portuale nazionale e allo sviluppo dell’intera macroregione adriatico-ionica”. ha commentato Carlo Ciccioli, eurodeputato Ecr e membro della commissione Trans al Parlamento europeo

"Il pacchetto sulle nuove strategie industriali marittime e portuali dell'Unione europea "è molto importante per il settore, per i territori direttamente coinvolti e per l'Ue nella sua interezza". Lo ha affermato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la coesione e le riforme, Raffaele Fitto, commentando la nuova strategia Ue sui porti.  Fitto ha sottolineato anche l'attenzione verso i porti e le isole più remote, a proposito dei quali la Commissione approverà una strategia territoriale dedicata nei prossimi mesi. L'esecutivo Ue ha aggiunto in un comunicato stampa che "la strategia sfrutterà la domanda e i finanziamenti pubblici per promuovere gli investimenti privati nell'innovazione e nella digitalizzazione della cantieristica navale dell'Ue, nonché il rinnovamento e la decarbonizzazione della flotta marittima"