Si è svolto oggi, a Palazzo Chigi, un importante bilaterale Italia-Cipro che si è svolto a Palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni e il presidente cipriota Nikos Christodoulidis, in visita in Italia. Avanti tutta per rafforzare “i nostri diplomatici di cooperazione perché pensiamo che possano essere preziosi sul piano bilaterale ma anche, e forse soprattutto, sul piano multilaterale”. Così Meloni nel corso delle dichiarazioni congiunte alla stampa al termine del vertice. Il secondo dopo quello del 23 novembre 2023, di cui Meloni si è detta “doppiamente contenta” perché avviene in un “momento particolarmente significativo per Nicosia ma anche per Roma e per l’Europa, cioè la Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea”.
Punto di partenza il sistema di regole che consente alle industrie continentali di procedere più o meno speditamente nel mondo. Intanto, spiega Meloni, è questo un momento che richiede “concretezza nell’azione, buon senso e anche il coraggio di fare alcune scelte importanti in materia di competitività, sicurezza, sulla capacità di reagire a un contesto globale che sta cambiando rapidamente”. Il riferimento è al dossier semplificazione, che non può più essere rinviato. Per questa ragione sull’energia Meloni si aspetta un impegno per risposte concrete già in occasione del Consiglio europeo di marzo, nella consapevolezza che “competitività e autonomia strategica sono sostanzialmente due facce della stessa medaglia: se l’Europa vuole contare in un contesto globale che cambia rapidamente, deve rafforzare il proprio mercato interno, ridurre gli oneri amministrativi e accelerare la semplificazione normativa”.
Il mare nostrum, non da oggi, è “anello di congiunzione tra occidente e oriente, tra Nord e Sud del mondo”. Meloni lo ribadisce per l’ennesima volta, al fine di focalizzare l’attenzione del semestre cipriota e al contempo richiamare le attenzioni programmatiche degli stati membri. Troppi i fronti aperti che vanno canalizzati con politiche ad hoc, come Gaza, Iran e Africa dove l’Italia è leader grazie all’intuizione del Piano Mattei. Bruxelles ha un grande vantaggio in questo senso, perché il “suo” bacino marittimo meridionale può incarnare questa volta un ruolo diverso: non più fronte di preoccupazioni e tensioni, ma di soluzioni e prospettive, perché secondo Meloni “rappresenta una frontiera strategica per l’Europa, il punto in cui si incontrano commercio, energia, sicurezza e stabilità”. Ecco perché tutti devono capire che il Mediterraneo deve avere “l’attenzione strategica che merita da parte dell’Europa”
Davanti alla stampa la presidente del Consiglio ha sottolineato le sinergie tra Roma e Nicosia. A partire da “un approccio diverso da parte dell’Europa in materia migratoria. Per difendere i confini esterni dell’Unione, per contrastare con sempre maggiore incisività l’immigrazione illegale di massa, per rafforzare i canali legali”. “Nel nostro incontro abbiamo ribadito la nostra soddisfazione per l’approvazione della lista Ue dei Paesi sicuri di origine, l’introduzione del concetto di Paese terzo sicuro. Abbiamo confermato il nostro impegno per attuare velocemente il patto di migrazione e asilo. Molto resta da fare, ma voglio ringraziare la Presidenza cipriota per il lavoro molto prezioso che sta portando avanti per arrivare all’approvazione definitiva del nuovo regolamento rimpatri.
Christodoulides ha definito Meloni “una delle voci più concrete in sede di Consiglio”, capace di dare “un valore aggiunto alle discussioni”. Il ruolo dell’Italia, ha osservato, è “di decisiva importanza per raggiungere decisioni a livello europeo”, mentre su immigrazione e competitività i due Paesi si muovono “di pari passo”. Ecco perché sia sull’energia che sulla questione cipriota con la Turchia, la voce di Roma potrà essere preziosa. Intanto a Cipro si sta muovendo ormai da anni l’americana Chevron, con i quattro cantieri di fabbricazione che dovrebbero aggiudicarsi un prestigioso contratto per la costruzione di una grande unità di produzione galleggiante (FPU) per il progetto di gas Aphrodite del colosso Usa, del valore di 4 miliardi di dollari. E Roma con Washington e la Casa Bianca ha legami ottimi.

