Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito al presidente russo Vladimir Putin la disponibilità di Washington a lavorare per favorire una rapida conclusione della guerra in Ucraina. È quanto emerge dalla lunga conversazione telefonica, durata quasi novanta minuti, avvenuta in occasione della Festa dell'Indipendenza americana e illustrata nelle prime ore di domenica dal consigliere del Cremlino Yuri Ushakov.

Secondo il resoconto fornito da Mosca, Trump avrebbe confermato ancora una volta la propria volontà di contribuire alla ricerca di una soluzione al conflitto, affrontando l'argomento anche in vista della sua partecipazione al prossimo vertice della NATO in programma la settimana entrante.

Ushakov ha definito il colloquio «improntato agli affari e piuttosto costruttivo», sostenendo che il presidente statunitense avrebbe espresso la disponibilità a continuare a lavorare per una rapida cessazione delle ostilità e per individuare soluzioni capaci di superare l'attuale crisi.

Dal canto suo, il Cremlino ha ribadito la propria posizione, affermando di puntare a una soluzione politica e diplomatica della guerra che tenga pienamente conto di quelli che Mosca definisce i propri interessi fondamentali.

Nella ricostruzione di Ushakov, la Russia ha inoltre accusato l'Ucraina e i suoi alleati europei di voler prolungare il conflitto e perfino intensificarlo, facendo riferimento ai raid a lungo raggio condotti da Kiev contro obiettivi russi, in particolare infrastrutture legate all'industria petrolifera. Attacchi che, secondo la versione russa, avrebbero provocato carenze di carburante in diverse regioni del Paese.

Durante il colloquio, Putin avrebbe inoltre illustrato a Trump quella che il Cremlino considera l'attuale situazione sul campo di battaglia. Secondo la ricostruzione di Ushakov, il presidente russo avrebbe affermato che le forze armate di Mosca stanno avanzando con continuità, conquistando progressivamente nuove località.

In questo contesto è stata richiamata anche la comunicazione ricevuta venerdì dai vertici militari russi, secondo cui le truppe avrebbero preso il controllo della città strategica di Kostiantynivka, nella regione orientale di Donetsk.

Una ricostruzione immediatamente contestata dall'Ucraina. Sabato sia il presidente Volodymyr Zelensky sia lo Stato Maggiore di Kiev hanno infatti smentito la versione russa, sostenendo che la città rimane sotto il controllo delle forze ucraine. La divergenza rappresenta uno degli elementi centrali del confronto tra le parti anche sul piano diplomatico.

Mosca continua inoltre a sostenere che qualsiasi accordo di pace debba prevedere il pieno controllo russo dell'intera regione del Donbas. Una condizione respinta da Kiev, che continua a considerare quei territori parte integrante dell'Ucraina. Lo stesso Zelensky aveva invitato Putin, il mese scorso, a un incontro diretto faccia a faccia per tentare di rilanciare il dialogo, proposta che il leader del Cremlino aveva rifiutato.

Nel corso della telefonata, secondo quanto riferito da Ushakov, Trump avrebbe anche confermato che gli emissari statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner continueranno a lavorare per favorire un'intesa tra le parti e sarebbero pronti a compiere una nuova missione diplomatica a Mosca nel tentativo di rilanciare i negoziati.

Lo stesso consigliere del Cremlino ha però riconosciuto che gli sforzi diplomatici degli Stati Uniti risultano oggi fortemente rallentati dal coinvolgimento di Washington nella crisi con l'Iran. Putin avrebbe espresso l'auspicio che anche su quel fronte l'azione diplomatica americana possa consentire di raggiungere, nel lungo periodo, soluzioni reciprocamente accettabili sulle principali questioni ancora aperte. Nel corso del colloquio il presidente russo avrebbe inoltre ricordato a Trump che resta valido l'invito ufficiale a visitare Mosca.

Parallelamente alla telefonata con Putin, Trump ha avuto un nuovo colloquio anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Quest'ultimo ha definito la conversazione «molto positiva», spiegando sul proprio canale Telegram che gran parte del confronto è stato dedicato alla situazione lungo i circa 1.200 chilometri della linea del fronte.

Secondo Zelensky esisterebbe una concreta possibilità di arrivare alla conclusione della guerra, sottolineando però che la determinazione degli Stati Uniti rappresenterà un elemento decisivo per il raggiungimento di questo obiettivo. Il presidente ucraino ha infine reso noto di aver concordato con Trump di proseguire il confronto in occasione del prossimo vertice della NATO.