Scienza e Tecnologia

OpenAI sfida Chrome: in arrivo un nuovo browser AI-powered

OpenAI è pronta a lanciare un nuovo browser web basato sull'intelligenza artificiale, una mossa strategica che punta a scuotere il dominio di Chrome, il browser leader di mercato di Alphabet. Secondo quanto riportato da tre fonti anonime a Reuters, il lancio è previsto nelle prossime settimane.

L'obiettivo dichiarato di OpenAI è trasformare radicalmente il modo in cui gli utenti navigano sul web, integrando le capacità dell'IA direttamente nell'esperienza del browser. In pratica, l'interazione con la rete si sposterà sempre più verso un'interfaccia in stile ChatGPT, riducendo la necessità di aprire direttamente siti web. Il browser sarà progettato per trattenere gli utenti all'interno di un'interfaccia conversazionale, capace di svolgere compiti al posto loro — come prenotare ristoranti o compilare moduli — sfruttando l'accesso diretto all'attività web degli utenti.


Un attacco diretto al cuore del business di Google

Google genera circa tre quarti dei propri ricavi grazie alla pubblicità, e Chrome è una delle principali fonti di dati per il targeting pubblicitario. Il controllo sul browser consente a Google non solo di raccogliere informazioni dettagliate sugli utenti, ma anche di indirizzare automaticamente le ricerche verso il proprio motore. Se il browser di OpenAI dovesse riuscire a penetrare anche solo parzialmente quel mercato — considerando i 400 milioni di utenti attivi settimanalmente su ChatGPT — potrebbe mettere pressione su un pilastro fondamentale del modello di business di Google.

Secondo le fonti, il browser sarà basato su Chromium, il progetto open-source su cui è costruito anche Google Chrome stesso, oltre ad altri browser come Microsoft Edge e Opera. OpenAI avrebbe assunto due ex vicepresidenti di Google, figure chiave nello sviluppo originario di Chrome, segnale evidente delle ambizioni serie dietro al progetto.


Una corsa già affollata

OpenAI non è sola in questa corsa. Startup come The Browser Company, Brave e Perplexity (che ha appena lanciato il browser AI Comet) stanno già sperimentando modelli simili, integrando agenti AI capaci di agire autonomamente per conto dell'utente. Tuttavia, la sfida è tutt'altro che semplice: Chrome è usato da oltre 3 miliardi di persone e domina con oltre il 65% del mercato globale dei browser, mentre Safari di Apple segue da lontano con circa il 16%.

In questo contesto, la scelta di costruire un browser proprietario — piuttosto che un semplice plug-in per uno esistente — nasce da un'esigenza precisa: il controllo diretto sui dati degli utenti. Una risorsa chiave, specialmente per l'addestramento e l'ottimizzazione degli agenti IA.


Una strategia espansiva

Il lancio del browser si inserisce in una strategia più ampia di OpenAI, guidata da Sam Altman, che punta a radicare i propri strumenti IA nella vita quotidiana delle persone, sia sul fronte personale che professionale. Dopo aver rivoluzionato il settore tech con il debutto di ChatGPT nel 2022, l'azienda è sotto pressione per trovare nuove vie di crescita. A maggio, ha annunciato l'ingresso anche nel settore hardware, con l'acquisizione da 6,5 miliardi di dollari della startup "io", fondata dall'ex capo del design Apple, Jony Ive.


Se Google dovesse realmente essere costretta a cedere Chrome per motivi antitrust — eventualità al momento ipotetica, ma formalmente considerata da OpenAI stessa — la guerra dei browser potrebbe vivere un punto di svolta storico. Ma anche senza una dismissione forzata, l'ingresso di OpenAI in questo mercato rappresenta una minaccia concreta a un ecosistema che finora è sembrato inattaccabile. E se gli utenti adotteranno il nuovo browser AI con lo stesso entusiasmo visto per ChatGPT, Google farebbe bene a preoccuparsi.


Fonte: Reuters 

Autore Matteo Pani
Categoria Scienza e Tecnologia
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