La corsa ai David di Donatello 2026 per il Miglior film si preannuncia come un duello d'alta quota tra il prestigio dei maestri e l'irruenza delle nuove voci.
Sulla carta Paolo Sorrentino sembrerebbe il favorito naturale con La grazia: un’opera di profonda maturità politica ed esistenziale che vanta 14 nomination e il plauso unanime per l'interpretazione di Toni Servillo (Coppa Volpi a Venezia). Il film, candidato a 2 Oscar europei, rappresenta il punto d'incontro ideale tra ambizione autoriale e accessibilità.
A sfidare il primato di Sorrentino è la vera rivelazione dell'anno, Le città di pianura di Francesco Sossai (presentato a Cannes lo scorso anno per Un Certain Regard), che potrebbe sorprendere in numerose categorie tra cui Miglior film. Forte del record assoluto di 16 candidature, questo "viaggio etilico" nella provincia veneta ha incantato la critica per la sua capacità di trasformare il fallimento in epica quotidiana, proponendosi come l'alternativa radicale e poetica della cinquina.
Il panorama è arricchito da altre tre opere di rilievo: Fuori di Mario Martone (8 nomination, presentato a Cannes in concorso lo scorso anno), un’indagine frammentaria sulla libertà di Goliarda Sapienza; Cinque secondi di Paolo Virzì (presentato alla Festa del Cinema di Roma), ritorno intimo al dramma del senso di colpa; e Le assaggiatrici di Silvio Soldini (Globo d'oro per la Miglior sceneggiatura), rigoroso racconto storico sulla sopravvivenza femminile. Una cinquina che celebra un cinema italiano vitale, capace di spaziare dal minimalismo di provincia alla grande parabola istituzionale.


