Nella Sprint di Le Mans Martin domina e nel Mondiale accorcia su Bezzecchi
Lo spagnolo dell’Aprilia firma una gara perfetta dopo una partenza capolavoro. Bagnaia limita i danni, Bezzecchi resta leader per appena sei punti mentre Marc Marquez finisce a terra nel finale e lascia la pista zoppicando.
Certe gare si decidono sul ritmo, altre sulla strategia, altre ancora sulla freddezza nei momenti decisivi. La Sprint di Le Mans, invece, Jorge Martin l’ha vinta in pochi secondi, con una partenza semplicemente devastante. Ottavo sulla griglia, apparentemente lontano dai favoriti, il pilota dell’Aprilia ha trasformato il via in una dimostrazione di forza e coraggio: quarto alla prima curva, leader già alla terza dopo una manovra all’esterno che ha lasciato senza parole il paddock francese. Sorpassi in frenata, traiettorie impossibili e quella sensazione, immediata, che il numero 89 avesse qualcosa in più rispetto a tutti gli altri.
Da lì in avanti, infatti, la Sprint è diventata una lunga gestione autoritaria della gara. Martin non ha mai dato l’impressione di essere realmente sotto pressione, nemmeno quando Francesco Bagnaia ha provato a ricucire il distacco approfittando della superiorità della Ducati nei tratti più veloci. Il piemontese ha limitato i danni con un secondo posto pesante in ottica campionato, ma non è mai riuscito a portare un attacco concreto. Martin controllava, amministrava, accelerava quando serviva. E soprattutto trasmetteva quella sicurezza che, nei fine settimana decisivi, separa i piloti veloci dai veri pretendenti al titolo.
Alle spalle dei primi due, Marco Bezzecchi ha completato il podio regalando all’Aprilia una giornata che rischia di diventare uno spartiacque stagionale. Il leader del Mondiale ha lottato nelle prime fasi con il compagno di squadra, salvo poi cedere la posizione a Bagnaia al secondo giro. Ma il terzo posto basta comunque a mantenere la vetta della classifica generale, anche se ormai con un margine ridottissimo: appena sei punti sullo stesso Martin, che continua a rosicchiare terreno e sembra aver trovato continuità proprio nel momento più delicato della stagione.
La Sprint francese, però, non ha raccontato soltanto il trionfo dell’Aprilia. Ha anche mostrato il lato più fragile e feroce della MotoGP attuale, dove basta un dettaglio per passare dalla gloria al disastro. Marc Marquez ne è stato l’esempio perfetto. Dopo aver firmato in mattinata il record del tracciato nella Q1, il campione del mondo in carica ha vissuto una gara in continuo arretramento. Scattato dalla seconda casella, si è ritrovato rapidamente risucchiato nel gruppo, incapace di trovare il ritmo dei migliori. Prima Acosta, poi Joan Mir, infine Quartararo: uno dopo l’altro gli avversari hanno eroso la sua gara, mentre la Ducati del numero 93 sembrava diventare sempre più nervosa e difficile da controllare.
Il finale ha trasformato la sua Sprint in un incubo. Al penultimo giro, nel tentativo di restare agganciato al gruppo davanti, Marquez è arrivato alla penultima curva con la moto completamente scomposta in frenata. La caduta è stata violenta e spettacolare: la Ducati ha iniziato a piroettare perdendo pezzi, con la gomma posteriore uscita dal cerchio in una scena che ha gelato il pubblico di Le Mans. Il pilota spagnolo è rientrato ai box zoppicando vistosamente.
Dietro ai protagonisti, Pedro Acosta ha confermato ancora una volta il proprio talento aggressivo superando Quartararo e chiudendo al margine del podio, mentre Fabio Di Giannantonio ha sprecato tutto con una caduta nel tentativo di rimonta. Positivo invece il finale di Ai Ogura, capace di sfruttare il caos conclusivo per conquistare una preziosa settima posizione davanti ad Alex Marquez. A punti anche Diogo Moreira, autore di una prova concreta e senza errori.
Domenica, il gran premio prenderà il via alle 14:00.