Il presidente Donald Trump ha annunciato sabato l'introduzione di nuovi dazi del 30% sulle importazioni provenienti da Messico e Unione Europea. L'entrata in vigore è prevista a partire dal 1 agosto. La decisione arriva dopo settimane di negoziati che, evidentemente, non sono andati a buon fine.

L'annuncio è stato diffuso attraverso lettere separate pubblicate su Truth Social, la piattaforma personale del presidente tramite cui diffonde le comunicazioni ufficiali che riguardano la Casa Bianca. Questa nuova misura si inserisce in una più ampia ondata di provvedimenti tariffari comunicati da Trump nel corso della settimana, che hanno visto l'imposizione di nuovi e maggiorati dazi sulle importazioni provenienti da Giappone, Corea del Sud, Canada e Brasile, oltre a un'imposta del 50% sul rame, da qualunque Paese provenga.

L'UE, che contava di arrivare ad un accordo commerciale con Washington, è costretta a rivedere le sue aspettative. L'obiettivo iniziale era ambizioso: eliminare reciprocamente i dazi sui beni industriali tra le due sponde dell'Atlantico. Tuttavia, dopo mesi di trattative infruttuose, Bruxelles si prepara ora a dover accettare un accordo provvisorio, con la speranza di negoziare condizioni più eque in un secondo momento.

Le divisioni interne all'UE complicano ulteriormente la situazione. La Germania spinge per un'intesa rapida, preoccupata per l'impatto sui propri settori industriali, mentre la Francia insiste affinché l'Unione non ceda a un'intesa sbilanciata, dettata esclusivamente dagli interessi statunitensi.

La strategia dei dazi a tappeto sta generando un impatto economico notevole: secondo i dati del Tesoro statunitense, le entrate da dazi doganali, nei primi sei mesi del 2025, hanno superato i 100 miliardi di dollari. Questo flusso di denaro, accolto con favore dall'amministrazione Trump, porta però con sé un rovescio di medaglia rappresentato da aumenti di prezzi che finiranno per penalizzare i consumatori e, a seguire, le imprese americane.

Il Messico e l'UE, entrambi fondamentali per la catena di approvvigionamento e per l'export statunitense, hanno già avviato valutazioni su possibili misure di ritorsione, aprendo la strada a una nuova escalation nella guerra commerciale.

La mossa di Trump rappresenta un ulteriore passo verso un protezionismo sempre più marcato. Se da un lato rafforza le casse federali a breve termine, dall'altro rischia di isolare economicamente gli Stati Uniti, minandone la fiducia nei rapporti multilaterali. In sostanza, Trump sta aumentando i dazi per diminuire la pressione fiscale e il debito pubblico. Quello che otterrà, invece, è l'esatto contrario, con l'aggravante che diminuiranno a rotta di collo gli investitori che acquisteranno i titoli di Stato USA, a causa dell'instabilità mentale di Trump e di quella finanziaria degli Stati Uniti, il cui debito - già adesso enorme - non potrà che aumentare.

Questo il testo della lettera con cui Trump ha informato Bruxelles dell'aumento dei dazi: 

Sua Eccellenza
Ursula von der Leyen
Presidente della Commissione Europea
Bruxelles
Gentile Signora Presidente,È un grande onore per me inviarle questa lettera, in quanto dimostra la forza e l’impegno della nostra relazione commerciale, e il fatto che gli Stati Uniti d’America hanno accettato di continuare a lavorare con l’Unione Europea, nonostante uno dei nostri maggiori deficit commerciali con voi. Tuttavia, abbiamo deciso di andare avanti, ma solo con un commercio più equilibrato e giusto. Pertanto, vi invitiamo a partecipare all’economia straordinaria degli Stati Uniti, il mercato numero uno al mondo, di gran lunga. Abbiamo avuto anni per discutere la nostra relazione commerciale con l’Unione Europea, e abbiamo concluso che dobbiamo allontanarci da questi deficit commerciali di lunga durata, ampi e persistenti, causati dalle vostre tariffe, politiche e barriere non tariffarie. Il nostro rapporto è stato, purtroppo, tutt’altro che reciproco.A partire dal 1 agosto 2025, applicheremo all’Unione Europea una tariffa solo del 30% sui prodotti UE inviati negli Stati Uniti, separata da tutte le tariffe settoriali. Le merci trasbordate per eludere una tariffa più alta saranno soggette a quella tariffa più alta.Si prega di comprendere che il 30% è molto meno di quanto sarebbe necessario per eliminare la disparità del deficit commerciale che abbiamo con l’UE. Come sapete, non ci sarà alcuna tariffa se l’Unione Europea, o le aziende all’interno dell’UE, decidono di costruire o produrre prodotti negli Stati Uniti e, in effetti, faremo tutto il possibile per ottenere approvazioni rapidamente, professionalmente e abitualmente – in altre parole, nel giro di poche settimane.L’Unione Europea potrà avere accesso completo e aperto al mercato degli Stati Uniti, senza alcuna tariffa applicata, nel tentativo di ridurre il grande deficit commerciale. Se per qualsiasi motivo decidete di aumentare le vostre tariffe per ritorsione, allora, qualunque sia il numero che scegliete di aumentare, verrà aggiunto al 30% che applichiamo. Si prega di comprendere che queste tariffe sono necessarie per correggere i molti anni di tariffe dell’Unione Europea e di politiche e barriere non tariffarie, che causano i grandi e insostenibili deficit commerciali contro gli Stati Uniti. Questo deficit è una minaccia importante per la nostra economia e, in effetti, per la nostra sicurezza nazionale!Non vediamo l’ora di lavorare con voi come nostro partner commerciale per molti anni a venire. Se desiderate aprire i vostri mercati commerciali finora chiusi agli Stati Uniti, ed eliminare le vostre tariffe e le vostre politiche e barriere commerciali non tariffarie, potremmo, forse, considerare un adeguamento a questa lettera. Queste tariffe possono essere modificate, al rialzo o al ribasso, a seconda del nostro rapporto con il vostro paese. Non sarete mai delusi dagli Stati Uniti d’America.Grazie per l’attenzione a questa questione!Con i migliori auguri, sono,
Cordiali saluti,

Questa la risposta di Ursula von der Leyen:

Prendiamo atto della lettera inviata dal Presidente degli Stati Uniti Trump, che delinea una nuova aliquota tariffaria e una nuova tempistica.L'imposizione di dazi del 30 percento sulle esportazioni dell'UE sconvolgerà le principali catene di approvvigionamento transatlantiche, a scapito delle imprese, dei consumatori e dei pazienti su entrambe le sponde dell'Atlantico.Poche economie al mondo eguagliano il livello di apertura e di rispetto delle pratiche commerciali eque dell'Unione Europea. L'UE ha costantemente dato priorità a una soluzione negoziata con gli Stati Uniti, a dimostrazione del nostro impegno per il dialogo, la stabilità e un partenariato transatlantico costruttivo.Restiamo pronti a continuare a lavorare per raggiungere un accordo entro il 1 agosto. Allo stesso tempo, adotteremo tutte le misure necessarie per salvaguardare gli interessi dell'UE, inclusa l'adozione di contromisure proporzionate, se necessario.Nel frattempo, continuiamo ad approfondire le nostre partnership globali, saldamente ancorate ai principi del commercio internazionale basato su regole.

Per ultimo, non si può non sottolineare che l'imposizione di nuove tariffe doganali al 30% arriva nonostante i Paesi europei, in qualità di membri della NATO, abbiano accettato l'assurdo aumento del 5% da riservare, all'interno del proprio Pil, alle spese militari, con l'intento - tra l'altro - di compiacere Trump, nella speranza che risparmiasse l'Ue dall'aumento dei dazi.