Politica

Meloni critica Israele, ma ancora non annuncia azioni concrete contro lo Stato ebraico


11 agosto
. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto questo pomeriggio una conversazione telefonica con il Presidente della Palestina, Mahmoud Abbas che ha tenuto a esprimere un sincero apprezzamento per il ruolo, nelle sue parole, “fondamentale” dell'Italia per il sostegno umanitario sinora assicurato e per le posizioni assunte.
Il colloquio ha in particolare permesso al Presidente Meloni di condividere la profonda preoccupazione per le recenti decisioni israeliane che appaiono andare verso un'ulteriore escalation militare e ribadire come la situazione umanitaria a Gaza sia ingiustificabile e inaccettabile.In tale quadro, il Presidente del Consiglio ha sottolineato ancora una volta la necessità di giungere immediatamente alla fine delle ostilità per poter continuare a fornire assistenza umanitaria a una popolazione civile allo stremo e condiviso con il Presidente Abbas come Hamas debba rilasciare tutti gli ostaggi e accettare che non potrà avere un futuro nel governo della Striscia.Il Presidente Meloni ha anche riaffermato l'impegno italiano sul versante umanitario, attraverso l'iniziativa Food for Gaza, inclusi i lanci aerei di queste ore e l'evacuazione, ad oggi, di oltre 150 bambini bisognosi di cure, annunciando al Presidente Abbas l'arrivo in Italia, nei prossimi giorni, di altri bambini che necessitano di cure mediche.Nel corso della conversazione, il Presidente del Consiglio ha infine confermato che l'Italia è pronta a fare la sua parte per la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza, riaffermando la necessità di lavorare a un processo politico che conduca ad una pace giusta e duratura in Medio Oriente attraverso la soluzione dei due Stati.Nel congedarsi i due leader si sono dati appuntamento a New York, in occasione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

12 agosto. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con il Principe Ereditario e Primo Ministro dell'Arabia Saudita, S.A.R. Mohamed bin Salman Al Saud. La conversazione ha permesso di condividere gli ultimi sviluppi del conflitto a Gaza nonché i principali temi della collaborazione bilaterale.Con riferimento alla situazione a Gaza, i due Leader hanno espresso preoccupazione per le più recenti decisioni israeliane che appaiono andare verso un'ulteriore escalation militare, sottolineando l'opportunità di giungere, senza ulteriori ritardi, alla cessazione delle ostilità per porre fine alla drammatica situazione umanitaria della Striscia e avviare la ricostruzione di Gaza dove, ha sottolineato il Presidente del Consiglio, il ruolo delle Nazioni arabe resta fondamentale. Nel concordare che solo un processo politico verso una soluzione dei due Stati potrà condurre ad una pace giusta e di lungo periodo, il Presidente Meloni ha evidenziato, come già fatto ieri al Presidente Abbas, la necessità che Hamas rilasci immediatamente e incondizionatamente gli ostaggi e accetti di non poter avere un ruolo nel futuro della Striscia.Il colloquio telefonico ha infine costituito l'occasione per riaffermare la comune volontà di approfondire la collaborazione bilaterale in tutti gli ambiti di comune interesse, a partire dalla piena attuazione del partenariato strategico tra Roma e Riad lanciato in occasione della visita del Presidente del Consiglio ad Al-Ula nello scorso gennaio. 
Le due "telefonate" di Meloni sopra riportate, sono la riprova che il governo italiano mostra una sempre maggior inquietudine nella più volte dichiarata amicizia nei confronti di Israele, dopo l'annuncio di Netanyahu di voler occupare la Striscia di Gaza.

L'accelerazione imposta da Tel Aviv nel conflitto con Hamas, le difficoltà nell'assicurare cibo e assistenza alla popolazione e l'elevato numero di vittime civili – tra cui giornalisti e operatori umanitari – mettono a dura prova l'intransigenza mostrata finora dall'esecutivo guidato da Giorgia Meloni nel non voler riconoscere lo Stato di Palestina e nel non voler imporre alcun tipo di sanzione nei confronti dello Stato ebraico.

Per questo, negli ultimi giorni, le dichiarazioni ufficiali da parte dell'esecutivo si sono fatte più dure. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il titolare della Difesa Guido Crosetto hanno definito «inaccettabili» alcuni atti compiuti da Israele, ribadendo la necessità di un freno immediato alle operazioni militari. La posizione del premier è ormai apertamente critica.

Ma le parole non contano di fronte a un genocidio. Solo misure tangibili potranno esercitare una reale pressione su Benjamin Netanyahu. Meloni non ha più alibi e scusanti per non "fare qualcosa". 

Autore Carlo Airoldi
Categoria Politica
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