Londra, Ottawa e Canberra hanno annunciato domenica il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina, una decisione maturata in un contesto di crescente frustrazione per la guerra a Gaza e volta a rilanciare la prospettiva di una soluzione a due Stati. L

a mossa, accolta con favore dai palestinesi ma duramente condannata da Israele, allinea tre storici alleati occidentali con i circa 140 Paesi che già sostengono il diritto dei palestinesi a uno Stato indipendente nei territori occupati.

La posizione del Regno Unito
Il riconoscimento da parte di Londra assume un peso simbolico particolare, dato il ruolo chiave svolto dalla Gran Bretagna nella creazione dello Stato di Israele dopo la Seconda guerra mondiale.

Il premier Keir Starmer ha dichiarato:"Oggi, per ridare speranza alla pace tra palestinesi e israeliani e per una soluzione a due Stati, il Regno Unito riconosce formalmente lo Stato di Palestina."Starmer ha denunciato la crisi umanitaria a Gaza, definendola "intollerabile" a causa dei bombardamenti israeliani, della carestia e della devastazione delle ultime settimane.

La reazione di Israele
Il primo ministro israeliano, il criminale nazisionista Benjamin Netanyahu, ha definito la decisione "una ricompensa al terrorismo", collegandola all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, che provocò 1.200 morti e 251 ostaggi secondo i dati israeliani. Netanyahu ha ribadito:"Uno Stato palestinese non sarà mai istituito a ovest del Giordano."Non una sorpresa, visto che il nazisionista appartiene al Likud e nel 1973, nell'atto costitutivo di quel partito nato con il contributo del terrorista Begin, veniva scritto che Eretz Israel va da fiume al mare e che nessuno straniero governerà mai in Giudea e Samaria, cioè in Cisgiordania.

Dall'inizio della campagna militare israeliana, le autorità sanitarie di Gaza denunciano oltre 65.000 vittime palestinesi, in gran parte civili, in gran parte bambini, insieme a carestia diffusa, distruzione massiccia e sfollamenti multipli della popolazione.

Reazioni palestinesi e internazionali
Il presidente dell'ANP, Mahmoud Abbas, ha accolto con favore il riconoscimento, definendolo un passo per permettere alla Palestina di "vivere accanto a Israele in pace e sicurezza". Hamas, pur esprimendo soddisfazione, ha chiesto "misure pratiche" per fermare la guerra e prevenire l'annessione della Cisgiordania.

Anche in Canada, il premier Mark Carney ha chiarito che la decisione "non legittima il terrorismo né rappresenta una ricompensa per Hamas", ma mira a sostenere chi cerca la convivenza pacifica.

In Australia, la posizione è analoga: la scelta vuole incoraggiare la fine del conflitto e rilanciare la diplomazia.

E oltre alla Francia,  promotrice dell'iniziativa, anche altri Paesi europei potrebbero seguire la stessa strada durante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.

Opinione pubblica e pressioni politiche
Nei Paesi occidentali cresce il malcontento per le immagini di bambini denutriti e per il bilancio sempre più drammatico della guerra. In Gran Bretagna, alcuni cittadini hanno accolto positivamente la decisione di Starmer come "un primo passo verso il riconoscimento del diritto dei palestinesi a una patria".

A Londra, il capo della missione palestinese Husam Zomlot ha parlato di un momento storico:"Oggi il Regno Unito corregge la storia e riconosce i diritti negati ai palestinesi."

Il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte anche di Regno Unito, Canada e Australia rappresenta una svolta diplomatica che potrebbe influenzare il dibattito internazionale alle Nazioni Unite e aumentare la pressione su Israele. Tuttavia, senza sanzioni pesantissime contro lo Stato ebraico, un cessate il fuoco a Gaza e un accordo politico condiviso, la prospettiva di una vera soluzione a due Stati resta ancora lontana.