Almeno in Toscana, c'è l'uso di aprire su FB delle pagine dedicate a paesi e frazioni di provincia. Vengono create da gente che abita in quei paesi e frazioni e dispongono di amministratori che, talvolta, rifiutano o censurano i post inviati dai paesani-
Quando questo non succede e l'autore segnala una criticità, muove una critica, fa notare un disservizio o esprime una richiesta rivolgendosi al Comune ed altri Enti, scendono in campo cittadini animati da una “commovente” indignazione ai quali una semplice e lecita richiesta all'amministrazione locale appare quasi come una sterile polemica se non un vero e proprio delitto di lesa maestà. Invitano a non “sputtanare” sui social gli amministratori locali e di inviare mail agli uffici preposti, quando tutti sappiamo bene che le PA non sono così pronte a recepire le sia pur giustificate proteste del cittadino medio. Dopotutto, una mail a “chi di dovere” resta una questione nascosta e privata, non mette nessuna pulce nell'orecchio dell'elettorato.
Se vai a guardare i contributi che questi fideisti indignati hanno dato alla pagina del proprio paese, scopri il nulla. Non postano nulla, né per lodare il Comune né per criticarlo, né per per parlare di altre cose inerenti al luogo dove abitano, fosse pure storia locale. Se poi visioni i loro profili FB, trovi quasi solo post personali, come se passassero il tempo a guardarsi l'ombelico.
L'indifferenza e l'assenza di partecipazione non mi pare si limitino ai social, spesso riguardano anche associazioni locali apolitiche, comitati di cittadini, eventuali raccolte di firme.
Mi chiedo perché questi paesani indifferenti diventano così feroci verso chi rifiuta l'acquiescenza, sempre e comunque, verso l'autorità politica locale. E' un atteggiamento cieco e passivo che rimette tutto nelle mani di chi amministra, che lo faccia con cura o sciatteria, che preferisce il quieto vivere, l'accettazione supina alle legittime richieste rivolte a personaggi che ricoprono il loro incarico perché sono stati eletti e che sarebbero in dovere di gestire al meglio i soldi delle ns tasse. In questi contesti gli amministratori locali eletti possono anche non far nulla, tanto conteranno comunque sui loro fedelissimi e su chi li vota per riflesso pavloviano.
Va a finire che la fiera “donna di province”, cantata da Dante, si trasforma tristemente in un bordello.

