Politica

L’incredibile previsione di Bersani sulla caccia ai soldi del Premier Meloni: “arriverà il momento che va a prendere i soldi dove ci sono, a chi ce li ha” (sa che può farlo con un Cdm di 5 minuti)

23 aprile – h.20,56, a Otto e mezzo (La7) di Lilly Gruber , Pierluigi Bersani, membro fondatore e segretario nazionale Pd da novembre 2009 ad aprile 2013 - Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato nei governi Prodi I e D'Alema I - Ministro dei trasporti e della navigazione nei governi D'Alema II e Amato II - Ministro dello sviluppo economico nel governo Prodi II, fa l’eco alle dichiarazioni del Premier Giorgia Meloni giunta all’Aeroporto internazionale di Larnaca, a Cipro, per partecipare alla riunione informale dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea.

Il Premier Meloni, con riferimento alla richiesta di non conteggiare gli aiuti di Stato per contenere il caro energia ai fini del rispetto del Patto di stabilità, come avviene per le spese militari con i prestiti Safe, dichiara: “per il caro energia noi dobbiamo trovare delle risposte, siamo venuti a cercarle qui. Chiaramente apprezzo la proposta che ha fatto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen sul tema dell’energia. E’ un passo in avanti, ma non è sufficiente. Penso che sarebbe un errore se noi credessimo di dover seriamente affrontare queste questioni solo quando siamo arrivati oltre, come è accaduto in passato. Perché, quando ci si muove troppo tardi, il prezzo che si paga è più alto. E quindi, secondo me, bisogna ragionare con maggiore apertura, efficacia ed efficienza. E questo riguarda anche il tema del Patto di stabilità”.

Per il Premier Meloni trovare soldi è diventata una necessità dopo quel 0,1% in più di deficit che la costringe a rimanere in Procedura di infrazione – con i conti dissestati - senza margini di manovra – senza soldi (per di più nell’anno preelettorale) e dichiara: i conti “non sono in ordine? No, erano in disordine ieri. I conti sono molto in ordine, e rispetto a un rapporto deficit/Pil dell’8,1% risalente a quando ci siamo insediati siamo ora al 3,1%”.

E sulla mancata cancellazione della procedura di infrazione per il superamento del 3% dichiara: “la previsione iniziale del governo era il 3,3%, questo significa che abbiamo fatto meglio delle nostre stesse previsioni. Certo, avremmo voluto fare ancora meglio, ma nessuno può dire che l’Italia oggi non ha i conti in ordine, e purtroppo il disordine di ieri pesa, perché io finirò di pagare i debiti del superbonus quando arriveranno le elezioni politiche. Un impatto di 140 miliardi è un impatto importante, quando invece le leggi di bilancio sono da 18 miliardi”. 

L’ex Ministro Pierluigi Bersani, sempre molto pragmatico, indica la strada più semplice ed immediata per prendere i consistenti soldi che servono “da chi ce li ha” (il blocco di Hormuz impone risposte immediate e proporzionate ai danni che i tempi delle decisioni Ue non assicurano): utilizzare l’Adr (archivio dei rapporti finanziari). L’Adr è la banca dati, inviata ogni anno dal sistema bancario ai Direttori delle entrate, che fotografa la complessiva ricchezza bancaria, nelle varie tipologie di rapporto, di ogni contribuente – di ogni codice fiscale e delle sue variazioni nell’anno cioè produce soldi senza affannarsi a cercarli.

I Direttori delle entrate, confrontando l’Archivio rapporti finanziari con le dichiarazioni fiscali registrate in Anagrafe tributaria (anche senza algoritmi, senza IA), possono produrre (senza ricorrere a sofisticati meccanismi di analisi di rischio) la lista degli evasori totali (hanno movimentazioni bancarie non dichiarate al Fisco di importo superiore alla no tax area) e paratotali (hanno movimentazioni bancarie inferiori a quanto dichiarato al Fisco) con le relative consistenze-movimentazioni bancarie.

Per trovare i soldi che servono, basta che il Governo, copiando l’ex Premier Amato del 6xmille o l’ex Premier Prodi dell’eurotassa, decreti una patrimonialina o tassi l’extra consistenza / l’extra crescita annuale della ricchezza bancaria ovviamente opportunamente calibrati per non produrre troppi danni (l’Archivio saldi bancari segnala anche la giacenza media in conto) e poi spedisca ai contribuenti le lettere di compliance o, ancora meglio, addebiti d’iniziativa il conto bancario.

Fortunatamente nessuno si è ancora accorto che il Fisco sta già arbitrariamente setacciando i conti bancari, nessuno ha messo in atto i conseguenti opportuni accorgimenti per non essere intercettato e tutti pensano che i Direttori delle entrate riescano a beccare solo gli sprovveduti che forniscono indizi di ricchezza sui social.

AsLIm Italy (Associazione Liberi Imprenditori Italiani), il 22 aprile, conferma inviando la petizione al Parlamento per una riforma radicale del fisco sull’onda della sentenza Cedu che ha stabilito che l'accesso indiscriminato e massivo ai dati bancari da parte delle Entrate e della Gdf costituisce un'ingerenza ingiustificata nella vita privata. “Cedu ha giudicato il sistema italiano sproporzionato perché senza controlli giurisdizionali preventivi in quanto l'accesso ai conti avviene spesso tramite autorizzazioni interne, senza il vaglio da parte di un giudice indipendente e l'uso di algoritmi indiscriminati, in effetti l'uso di "data scraping" e algoritmi per la profilazione automatica del rischio fiscale, senza regole trasparenti è considerato un grande fratello fiscale".

L’arbitrario utilizzo dell’Adr sa quindi di sopraffazione e non appare in linea con il dettato della Costituzione. Il Presidente Mattarella, incontrando il 23 aprile al Quirinale i rappresentanti delle associazioni dei combattenti, ricorda che i diritti di cui godiamo oggi richiedono una vigilanza costante - "il fermo rifiuto di ogni forma di sopraffazione e di ogni deriva totalitaria - quale che sia la matrice ideologica o il preteso riferimento religioso che la ispiri - insieme al coraggio, dimostrato da donne e uomini nel difendere la dignità della persona".

Irrilevante! I soldi vanno comunque trovati ed il fine giustifica anche la violazione dei diritti dei contribuenti se è in pericolo la continuità nell'esercizio della politica! La Costituzione pretende che il Presidente della Repubblica eserciti la moral suasion ma non chiede ai Politici di essere dei “fenomeni” - di trovare soldi se sono solo capaci di spenderli. L’Art. 56 e l’art. 58 indicano chiaramente che “sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di età” e “sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno” e non chiedono altro.

Autore albefederico
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