Un botta e risposta feroce, fatto di minacce, recriminazioni e attacchi, ha segnato la brusca fine di un'alleanza, che è stata addirittura strategica, tra Donald Trump ed Elon Musk. I due, fino a pochi mesi fa quasi amici, si sono scontrati duramente su tasse, spesa pubblica e politica industriale, trascinando il tutto in una guerra mediatica che si è combattuta sui social nell'arco di un pomeriggio.
Comunque, secondo Politico, una telefonata programmata per venerdì potrebbe tentare di rimettere insieme i cocci.
Tutto è esploso dopo che Musk ha abbandonato il suo ruolo nel Dipartimento per l'efficienza governativa (DOGE) e ha cominciato a martellare pubblicamente la nuova riforma fiscale di Trump, definendola "una disgustoso abominio" che farebbe esplodere ulteriormente il debito pubblico USA, già a quota 36,2 trilioni di dollari. Musk ha usato la sua piattaforma X per fomentare una vera e propria campagna contro la legge, guadagnandosi il silenzio iniziale di Trump, poi rotto giovedì con parole nette: "Sono molto deluso da Elon".
Trump ha poi minacciato pubblicamente di porre fine a tutti i contratti governativi con le aziende di Musk. Una bomba, se si considera il ruolo strategico di SpaceX e Starlink nei progetti spaziali e nelle comunicazioni militari USA.
Nel pieno della polemica, le azioni Tesla hanno perso il 14% in un solo giorno, bruciando oltre 150 miliardi di dollari di capitalizzazione: la peggior performance nella storia del titolo. Venerdì, dopo la notizia della telefonata in arrivo tra Trump e Musk, il titolo ha recuperato un 5% nelle contrattazioni pre-mercato, segnale che Wall Street spera in una tregua.
La battaglia, come accennato, si è combattuta a colpi di post. Trump ha definito Musk un ingrato, accusandolo di voler mandare il Paese in recessione con le sue critiche alle tariffe commerciali. Musk ha risposto ricordando di aver speso quasi 300 milioni di dollari per sostenere Trump e i repubblicani. Ma il colpo più pesante è arrivato quando Musk ha detto "sì" a un post che chiedeva l'impeachment di Trump, una mossa estrema, anche se al momento politicamente irrealizzabile.
Musk è andato oltre, annunciando lo stop alle missioni della navicella Dragon di SpaceX, l'unico mezzo americano attualmente in grado di portare astronauti sulla ISS. Una mossa clamorosa, subito rientrata nella notte, ma sufficiente per far tremare le agenzie governative. Il messaggio era chiaro: se Trump colpisce i contratti pubblici, Musk è disposto a restituire il colpo con la stessa forza.
Questa faida ha già spaccato il Partito Repubblicano. Musk ha dato voce a un crescente malcontento interno sul piano fiscale di Trump, amplificando le tensioni in vista delle elezioni di medio termine del prossimo anno. Il rischio per i repubblicani è doppio: perdere il sostegno economico e tecnologico di Musk, ma anche spaccare l'elettorato moderato che vede nel miliardario una figura alternativa e meno caotica rispetto a Trump.
Un influente stratega repubblicano, in anonimato (fonte Reuters), ha detto chiaramente: "Se Elon non gioca la partita alle midterm, è un problema serio". Musk, da parte sua, ha già promesso di tagliare futuri finanziamenti alla politica e ha scritto che "a novembre del prossimo anno licenzieremo tutti i politici che hanno tradito il popolo americano".
Nonostante le numerose bordate, qualche segnale di distensione è arrivato: Musk ha risposto "non hai torto" a Bill Ackman (miliardario a capo di un fondo di investimento sostenitore di Trump), che auspicava un riavvicinamento tra i due. Ecco quindi la chiamata di venerdì, orchestrata dai collaboratori della Casa Bianca, come possibile punto di svolta.
Ma se i due dovessero anche sancire una tregua o deporre le armi, a livello della pubblica opinione la fiducia tra loro è incrinata. E in politica, come negli affari, quando due colossi entrano in contrasto, le conseguenze si fanno comunque sentire... anche se ufficialmente venisse ufficializzato un nuovo matrimonio.
Aggiornamento
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non è interessato a parlare con Elon Musk, secondo quanto ha dichiarato venerdì un funzionario della Casa Bianca, parlando a condizione di anonimato. Il funzionario ha affermato che non era prevista alcuna telefonata tra Trump e il CEO di Tesla, almeno in giornata. In precedenza, un altro funzionario della Casa Bianca aveva affermato che i due si sarebbero incontrati.
Nel frattempo, alcune interviste rilasciate a diversi organi di stampa statunitensi, Trump ha dichiarato di essere concentrato su altre questioni: "Non sto nemmeno pensando a Elon. Ha un problema, quel poveretto ha un problema", ha detto alla CNN.


