La first lady turca Emine Erdogan ha invitato Melania Trump a rompere il silenzio sulla guerra in Gaza e a prendere posizione a favore dei bambini palestinesi.
In una lettera pubblicata dalla presidenza turca, la moglie di Erdogan ha elogiato l'impegno della consorte di Trump a sostegno dei minori colpiti dall'invasione russa dell'Ucraina, chiedendole di "estendere la stessa sensibilità" ai piccoli di Gaza, dove – scrive – "la terra è ormai diventata un cimitero di bambini".
"Dobbiamo unire le nostre voci e la nostra forza contro questa ingiustizia", si legge nel messaggio, che esorta la moglie del presidente USA ad appellarsi direttamente al premier israeliano Benjamin Netanyahu per porre fine alla crisi umanitaria.
L'appello arriva all'indomani di un rapporto devastante dell'IPC (Integrated Food Security Phase Classification), che certifica la presenza di carestia a Gaza City. Secondo gli esperti ONU, circa 500.000 persone vivono già in condizioni di fame estrema e oltre 132.000 bambini sotto i cinque anni rischiano la vita per malnutrizione entro il 2026.
I dati raccolti parlano chiaro: un bambino su tre a Gaza è gravemente malnutrito; dal 2023 a oggi almeno 273 persone sono morte per cause legate alla fame, di cui 112 bambini.
La propaganda dello Stato ebraico, ovviamente, ha respinto le conclusioni del rapporto fornendo documentazioni e filmati agghiaccianti per le menzogne contenute ed accusando gli esperti di faziosità e di basarsi su dati forniti da Hamas. L'IPC ha rigettato le insulse accuse.
Intanto, Tel Aviv prepara una nuova offensiva per occupare Gaza City. L'operazione militare è la prosecuzione della campagna iniziata dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, che causò 1.200 morti e 251 rapimenti in Israele.
Secondo il ministero della Sanità di Gaza – gestito da Hamas – i morti palestinesi hanno superato quota 62.000. La maggior parte della popolazione è stata sfollata più volte, oltre il 90% delle abitazioni risulta danneggiato o distrutto e i sistemi sanitari, idrici e igienico-sanitari sono al collasso.
Emine Erdogan raramente si è esposta intervenendo su questioni politiche di primo piano, preferendo dedicarsi a temi ambientali – attività che in passato le hanno fatto guadagnare l'apprezzamento del segretario generale dell'ONU Antonio Guterres. Tuttavia, non è la prima volta che prende posizione su crisi umanitarie: già nel 2016 aveva scritto lettere alle consorti di leader mondiali per denunciare la guerra in Siria e, più recentemente, le azioni di Israele a Gaza.
Con questo nuovo appello a Melania Trump, la moglie del presidente turco tenta di spostare l'attenzione della comunità internazionale sulla tragedia dei bambini palestinesi, nel momento in cui la Striscia affronta uno dei suoi periodi più bui.


