Con un intervento a sorpresa dalla Casa Bianca, la first lady Melania Trump ha preso posizione pubblicamente sul caso Jeffrey Epstein, respingendo con fermezza ogni collegamento personale e chiedendo al Congresso di aprire audizioni ufficiali per le vittime del traffico sessuale.
Una presa di parola rara e inattesa, che ha immediatamente riacceso il dibattito politico e mediatico su uno degli scandali più controversi degli ultimi decenni.
Nel suo intervento, Melania Trump ha smentito in modo netto le voci circolate negli anni, definendole “tentativi meschini di diffamare la mia reputazione”.
La first lady ha chiarito di aver incrociato Epstein solo brevemente nel 2000 e di non aver mai avuto alcuna conoscenza degli abusi commessi:
“Non sono mai stata coinvolta in alcun modo. Non ero una partecipante.”
Ha inoltre negato qualsiasi rapporto con Ghislaine Maxwell, attualmente detenuta per il suo ruolo nella rete di traffico.
Riguardo a una email del 2002 emersa nei cosiddetti “Epstein files”, indirizzata a “G” (presumibilmente Maxwell), la first lady ha parIl passaggio più significativo del discorso riguarda però la richiesta diretta al Congresso americano:
“Ogni donna deve avere la possibilità di raccontare la propria storia pubblicamente, sotto giuramento.”
Melania Trump ha chiesto audizioni ufficiali, con testimonianze registrate agli atti, sostenendo che solo attraverso un processo trasparente si potrà arrivare alla verità completa sul caso Epstein.
L’appello ha trovato un’immediata apertura bipartisan. Il deputato democratico Robert Garcia ha dichiarato il proprio sostegno all’iniziativa, sollecitando il presidente della commissione di vigilanza, il repubblicano James Comer, a convocare al più presto un’audizione pubblica.
This is gobsmacking. Not only did Melania Trump suddenly decide to give a televised address about Jeffrey Epstein, she's calling on Congress to "act," because Epstein was "not alone." So she just threw a giant stick of political dynamite on the issue her husband despises! pic.twitter.com/DUi2qAupoZ
— Michael Tracey (@mtracey) April 9, 2026
L’intervento della first lady ha però suscitato reazioni miste tra le sopravvissute.
Lisa Phillips, una delle accusatrici di Epstein, ha definito la mossa “coraggiosa”, ma ha sollevato dubbi sull’effettiva utilità: “Vediamo cosa può fare davvero. Ma serve più di un discorso.”
Phillips ha sottolineato come molte vittime abbiano già testimoniato e ha suggerito che audizioni private possano essere più efficaci, considerando che alcune donne sono vincolate da accordi di riservatezza o temono ritorsioni.
Ancora più critico il fronte rappresentato dalla famiglia di Virginia Giuffre, che ha accusato la first lady di spostare l’attenzione: “Chiedere ancora alle vittime di esporsi è una deviazione di responsabilità, non giustizia.”
Secondo loro, la priorità dovrebbe essere la pubblicazione completa dei documenti investigativi ancora riservati.
L’episodio ha anche evidenziato una certa confusione interna alla Casa Bianca. Il presidente Donald Trump ha dichiarato di non essere stato informato in anticipo del discorso, mentre fonti vicine alla first lady hanno sostenuto il contrario, almeno in termini generali.
Una discrepanza che alimenta interrogativi sulla gestione politica della vicenda.
Le dichiarazioni arrivano dopo anni di polemiche e controversie mediatiche.
Nel 2002, una celebre intervista riportava parole di Donald Trump che definiva Epstein “un tipo fantastico”, osservando che “gli piacciono le donne belle, anche molto giovani”. Dichiarazioni che oggi pesano nel dibattito pubblico.
Negli ultimi mesi, diversi media e case editrici hanno ritirato o corretto contenuti contenenti affermazioni non verificate sui rapporti tra i Trump ed Epstein. Parallelamente, Melania Trump è coinvolta in una disputa legale con l’autore Michael Wolff, che nel suo libro aveva suggerito un legame indiretto tra la coppia e il finanziere.
La presa di posizione della first lady, una delle poche apparizioni pubbliche di questo tipo, rischia ora di riaccendere lo scontro politico sul caso Epstein e sulla gestione dei relativi dossier da parte del Dipartimento di Giustizia.
Se da un lato Melania Trump prova a marcare una distanza netta e a rilanciare il tema della trasparenza, dall’altro le critiche delle vittime e le ambiguità politiche mostrano quanto la questione resti irrisolta.
E soprattutto quanto, a distanza di anni, il caso Epstein continui a pesare non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello politico e istituzionale.


