Nel conflitto su più fronti che sta portando avanti Israele, da qualche tempo lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno, si è trovato ad affrontare una situazione impensabile fino a qualche tempo fa.

Un lavoro d’investigazione, svolto in concerto con la polizia, ha permesso di scoprire una fitta rete di spie, convinte dai servizi iraniani, sotto ricompense in denaro variabili dai 100 ai 1000 dollari a secondo del compito assegnato, come passare informazioni su futuri bersagli sia logistici sia umani, dalle installazioni militari ad alti funzionari dei servizi di sicurezza, fino a personalità di spicco nazionali.

Il reclutamento da parte degli 007 iraniani avveniva mettendo in contatto cittadini israeliani ma di origine delle repubbliche ex sovietiche, era stato sgominato un gruppo di azeri che aveva passato informazioni, ottenendo parecchi soldi.

Spesso erano adescati con possibili offerte di lavoro, dopo aver spulciato i profili in cerca di gente con problemi economici. Quasi trenta persone, nel corso dell’anno sono state arrestate, con l’accusa di spionaggio.

Le autorità non hanno fornito dettagli precisi sulle informazioni che sono state passate al nemico, l’ultima spia arrestata è stata una donna, insegnante vicino a Beersheba, avrebbe dovuto passare alcune fotografie di una vicina base aerea a un agente iraniano.