La Global Sumud Flotilla sta smascherando la realtà che Israele vuole nascondere
Il momento in cui vedi la verità, le bugie perdono il loro potere.“Israele dice” non è una fonte di informazione, è la propaganda costruita per giustificare i crimini a cui stai assistendo. Il genocidio è reale. Il bombardamento dei campi profughi è reale. Il blocco deliberato degli aiuti è reale. I giornalisti uccisi sono reali.Israele sta facendo tutto ciò che è in suo potere per impedire al mondo di vedere le atrocità che commette, inclusi il rapimento e la detenzione illegale di civili impegnati in una missione umanitaria pacifica in acque internazionali.Per quanto la verità sia difficile da accettare, dobbiamo aprire gli occhi e riconoscere la realtà dei fatti. Il mondo si è svegliato. Nessuno crede più alle bugie dell'occupante.E non smetteremo di diffondere la verità finché non risponderete delle vostre azioni e il popolo palestinese non sarà libero.
È ciò che ci ricordano gli attivisti della Global Sumud Flotilla (GSF) in un post su Instagram ed è ciò che gli stessi attivisti hanno nuovamente svelato e rimarcato: lo Stato ebraico di Israele è, fin dalla sua nascita, uno Stato canaglia, perché si basa su un deliberato progetto di pulizia etnica iniziata nel 1947 da Ben Gurion e che Benjamin Netanyahu, con il suo governo, sta cocciutamente cercando di portarlo a termine.
Lo ha candidamente dichiarato il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich: quello che Israele sta oggi facendo in Palestina è "finire il lavoro" che Ben Gurion non ha portato a termine.
E non va neppure dimenticato che Netanyahu e i suoi ministri non sono dei super eroi da fumetto che con un gesto o un sguardo fanno fuori i loro nemici. Per mettere in pratica il genocidio in atto usano esercito, polizia e servizi di "sicurezza"... sono per la quasi totalità ebrei israeliani che non hanno alcun problema a sterminare civili o a torturarli. E lo stesso trattamento lo riservano a coloro che reputano loro nemici.
Lo possono testimoniare i membri della flotilla, non parlamentari, che hanno sperimentato e stanno sperimentando quanto sia "morale" lo Stato degli ebrei. I membri della GSF, rapiti in acque internazionali con un atto di pirateria da parte di commando della Marina israeliana, hanno riferito varie forme di maltrattamento e aggressione da parte delle guardie carcerarie. Alcuni hanno dichiarato di non aver ricevuto cibo dal momento della cattura, che i loro farmaci vengono trattenuti e che non sono state fornite medicine alternative. Altri hanno segnalato la mancanza di accesso ad acqua potabile pulita, descrivendo l'acqua disponibile come non sicura o di scarsa qualità. Inoltre sono state segnalate violenze e umiliazioni nei loro confronti.
Lo conferma l'esclusiva del Guardian che ha rivelato il trattamento riservato a Greta Thunberg, una dei membri della GSF. L'attivista svedese che da anni denuncia non solo la crisi climatica ma anche i crimini contro i civili palestinesi, è stata arrestata, maltrattata e umiliata dalle forze israeliane.
Secondo corrispondenze ufficiali del ministero degli Esteri svedese, Greta è detenuta in condizioni disumane: rinchiusa in una cella infestata da cimici, privata di cibo e acqua, lasciata seduta per ore su superfici dure, e visibilmente disidratata. Durante la visita di un funzionario svedese, la giovane attivista ha raccontato di aver sviluppato eruzioni cutanee e di aver ricevuto trattamenti "durissimi".
Ma non è tutto. Altri detenuti, membri della stessa flottiglia, hanno confermato di aver visto soldati israeliani costringere Greta a baciare la bandiera israeliana. Alcuni testimoni hanno descritto scene ancora più violente: trascinata per i capelli, picchiata e obbligata a baciare la bandiera israeliana. Ersin Çelik, attivista turco, ha parlato apertamente di un "avvertimento al mondo" lanciato attraverso la violenza contro una figura simbolica della solidarietà internazionale.
Lorenzo D'Agostino, giornalista italiano presente sulla flottiglia, ha raccontato che Greta è stata "avvolta in una bandiera israeliana e mostrata come un trofeo". Una scena che richiama le peggiori pratiche dei regimi coloniali: trasformare l'umiliazione dei prigionieri in spettacolo propagandistico.
La Global Sumud flotilla contava oltre 40 imbarcazioni e più di 400 persone tra attivisti, parlamentari e avvocati. Tutti sono stati arrestati tra giovedì e venerdì scorsi, quando la marina israeliana ha intercettato il convoglio umanitario in acque internazionali. I detenuti sono stati trasferiti nel carcere di massima sicurezza Ketziot (Ansar III), nel deserto del Negev, lo stesso dove vengono rinchiusi i prigionieri politici palestinesi.
Gli avvocati dell'ONG Adalah denunciano violazioni sistematiche: acqua e cure negate, insulti, abusi fisici, nessun accesso immediato alla difesa legale. Una strategia di terrore amministrativo per schiacciare la solidarietà internazionale verso Gaza, sotto assedio da oltre 16 anni.
Il ministro israeliano della sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir ha definito gli attivisti "terroristi", filmando se stesso mentre li insultava ad Ashdod. Non è un lapsus politico: è un messaggio. Israele non tollera testimoni, né voci scomode che denuncino la sua impunità.
Il paradosso è che Israele parla di “Stato di diritto” mentre imprigiona chi porta acqua e medicine a un popolo affamato, mentre costringe una ragazza disarmata a baciare una bandiera con la forza. Questa non è sicurezza: è barbarie di Stato.
La risposta diplomatica svedese, come quella dell'Unione Europea, è stata tiepida, quasi imbarazzata. Si parla di "dialogo", di "monitoraggio della situazione", ma nessuno osa nominare ciò che è evidente: Greta Thunberg è una prigioniera politica, detenuta e torturata per aver tentato di rompere un blocco illegale che affama due milioni di esseri umani.
E mentre i governi europei chinano il capo, milioni di persone nel mondo cominciano a capire che la solidarietà con Gaza non è una scelta politica, ma un dovere morale.
Un'ultima considerazione. Se a degli attivisti su cui sono puntati gli occhi del mondo il morale Stato ebraico di Israele ha il coraggio di compiere abusi come quelli di cui è stata vittima Greta Thunberg, immaginate quali abusi devono subire i prigionieri palestinesi rinchiusi in quelle carceri, molti dei quali imprigionati senza alcun motivo? Sono oltre 10mila i palestinesi "presi in ostaggio" dal 7 ottobre.