Kaupo Rosin è il direttore della l’agenzia di intelligence per l’estero dell’Estonia, la Välisluureamet.
In un’intervista al portale nazionale ERR ha fatto dichiarazioni notevoli a proposito dell’effettiva situazione di equilibrio fra Paesi NATO e Russia. Ne ha parlato soprattutto con riferimento ai confini baltici dell’Alleanza. La sua interpretazione dei fatti è diversa da quella propugnata dagli esponenti più in vista della NATO e della UE e di alcuni governi, e quindi degli stessi media mainstream.
Secondo lui infatti non vi sono segnali che i russi stiano davvero preparando un’aggressione a una delle Repubbliche baltiche o a uno dei Paesi membri della NATO, come ad esempio la Polonia. Rosin precisa che questa lettura della realtà non esclude affatto la necessità di tenere alta la guardia e di potenziare i propri eserciti.
Ma ridimensiona parecchio tutti quegli annunci catastrofisti e allarmisti lanciati da soggetti come il segretario generale della NATO Rutte, per il quale l’Alleanza deve stare pronta a un attacco russo nei prossimi cinque anni. Oppure il Commissario europeo per la difesa e lo spazio Andrius Kubilius, ex primo ministro della Lituania, che a novembre di fronte al pubblico di una conferenza sulla difesa militare dei Paesi baltici ammoniva che Mosca potrebbe mettersi a “testare” il meccanismo dell’articolo 5 del Patto atlantico colpendo le difese della NATO.
Infine il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, in maniera un po’ meno eclatante degli altri, afferma di voler essere realista dicendo di “consigliare” di prepararsi all’eventualità di un conflitto su larga scala contro la Russia. Rosin dice invece che Mosca ci “rispetta”, perché conosce bene la potenza militare, industriale di intelligence e di tecnologia dei Paesi NATO, dunque non farà mosse azzardate. Beninteso, dice, sempre che ci impegniamo come oggi nel pesante sforzo di mantenere l’attuale percezione di rispetto da parte della Russia.


